Coronavirus, 21 i contagi nel Crotonese. Riorganizzati i reparti Covid

Il Covid 1, che gestisce 30 posti letto, è coordinato dal primario Gaetano Mauro e il Covid 2 è stato assegnato a Emergency. Questa sera erano ricoverati 36 pazienti e quattro aspettavano nel pronto soccorso

di Gaetano Megna
CROTONE
Frena il contagio nella provincia di Crotone. Secondo i dati contenuti nel report dell’Azienda sanitaria provinciale pitagorica i casi positivi di oggi sono in tutto 21: tre a Cotronei, dieci a Crotone, tre ad Isola Capo Rizzuto, uno a Pallagorio, uno a Petilia Policastro, uno a Scandale e due a Strongoli. Si abbassa il contagio ed aumenta il numero dei guariti: ci sono 53 guariti tra gli asintomatici e uno tra i sintomatici. Secondo quanto riferisce il direttore generale facente funzioni dell’Asp, Francesco Masciari, entro la fine di questa settimana dovrebbe arrivare la macchinetta “minipiner 96” per processare i tamponi della provincia di Crotone al “San Giovanni di Dio”.
Masciari prevede l’entrata in funzione dell’apparecchio già a partire da lunedì prossimo. Intanto con l’arrivo di Emergency si è proceduto ad una piccola riorganizzazione dei reparti Covid 1 e Covid 2.
Il Covid 1, che gestisce 30 posti letto, viene coordinato dal primario Gaetano Mauro e il Covid 2 è stato assegnato a Emergency. All’organizzazione di Gino Strada l’ospedale fornisce il personale infermieristico, gli Oss e il supporto di eventuali medici. Si pensa già da domani di portare il Covid 2 a 23 posti letto, che si aggiungono ai 16 posti letto (due moduli con otto posti letto ciascuno) dell’ospedale da campo allestito nelle immediate adiacenze del “San Giovanni di Dio”.
Secondo Masciari uno dei due moduli sarà utilizzato per i pazienti in entrata o in uscita dall’ospedale. Questo dovrebbe consentire al pronto soccorso di respirare. Il problema da risolvere resta sempre quello dei ricoveri. Questa sera nel reparto Covid erano ricoverati 36 pazienti e quattro aspettavano nel pronto soccorso. Sono due settimane che i numeri ballano intorno ai 40 ricoverati, nonostante le continue dimissioni.





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