Il ritorno di Adamo. Che difende Oliverio e critica Giudiceandrea

Le bordate dell’ex vicepresidente della Regione durante l’assemblea del Pd: «Avviato un cambiamento che non ha pari nella storia del regionalismo. L’alternativa è Occhiuto? La partita è tra noi e l’M5S». E sui vitalizi aggiunge: «Si decida liberamente, ma senza fare i demagoghi da strapazzo»

LAMEZIA TERME Il ritorno di Nicola Adamo. In difesa di Oliverio e contro le leggi “truffa” che propongono l’abolizione dei vitalizi. L’ex vicepresidente della giunta e uomo forte del Pd calabrese ha rotto il silenzio nel corso dell’assemblea regionale del partito. Un ragionamento a tutto campo, il suo, durante il quale ha analizzato la situazione del Pd ma anche lo stato della Regione guidata da Oliverio. E non sono mancate le bordate. Adamo non lo ha nominato, ma nel suo mirino è finito il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea che, proprio ieri (qui la notizia), ha presentato una proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi. L’ex vicepresidente è uno dei 144 politici che godono della pensione speciale, ma si dichiara disponibile a una revisione di questo speciale sistema previdenziale. «Sui vitalizi – ha spiegato – il partito deve decidere liberamente, ma senza fare i demagoghi da strapazzo». Il rischio, secondo Adamo, è che queste iniziative finiscano per «avvantaggiare i 5 stelle», perché è forte la possibilità che la legge di Giudiceandrea non sia infine approvata o che venga dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Per Adamo potrebbe insomma trattarsi di una «legge truffa».

REGIONE E PARTITO Adamo ha anche indirettamente risposto a Carlo Guccione, che nel suo precedente intervento aveva criticato fortemente la gestione del governatore Mario Oliverio. «Non c’è più la vecchia Regione del “one to one”, quella in cui ogni politico coltivava il suo orticello, Oliverio ha avviato un ciclo di cambiamento che non ha pari nella storia del regionalismo. L’alternativa a lui è Mario Occhiuto? Io credo che la partita sia tra noi e i 5 stelle». Quanto alla giunta tecnica, a parere di Adamo la composizione rispetta i dettami della riforma approvata a inizio legislatura e che separa la parte politica dalle competenze dell’esecutivo. «Il fatto che non si conoscano i nomi degli assessori non è un male, è un bene», ha sottolineato. Adamo ha poi negato un suo ritorno in campo: «Non sono interessato a incarichi istituzionali o di partito. Mi sono dimesso dall’attività in prima persona, ma non mi dimetto dalla passione politica».
Un passaggio è dedicato anche all’ex governatore Scopelliti, finito in carcere dopo la conferma della condanna da parte della Cassazione: «Ha rispettato la legge ed è un fatto che gli fa onore, ma lui paga per gli errori commessi a Reggio, mentre le macerie create in Regione devono ancora essere spalate».
Anche sul congresso Adamo sembra avere le idee chiare. «O si procede con il congelamento della segreteria, così come è avvenuto in tutta Italia, oppure si prende atto della generosità di Magorno». Il riferimento è alla volontà di indire subito il congresso per la scelta del nuovo segretario. Una stoccata Adamo la riserva anche a Marco Ambrogio, che proprio ieri ha annunciato la volontà di candidarsi: «Durante le ultime elezioni è stato in vacanza, e ora, ancora prima di decidere se fare o no il congresso, decide di candidarsi, è un paradosso». Poi la provocazione, con la proposta di creare una sorte di lista di proscrizione dei dirigenti dem: «Facciamo l’elenco di chi non ha votato per il Pd. È questo il vizio che il partito deve superare».
Infine, un endorsement per Renzi: «Non l’ho mai amato, ma teniamoci caro questo 18% ottenuto alle elezioni e tentiamo di salvare l’unico leader che abbiamo».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it







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