LO SFASCIO | Maggioranza in fibrillazione, Neri: «Se continuiamo così andiamo a sbattere» – VIDEO

Nuove critiche al governatore da parte dell’esponente dem: «La giunta? Poteva fare di meglio, senza un punto d’incontro tra consiglio e presidente è difficile fare politica». Gallo: «Per questa legislatura è già iniziato il countdown». I vitalizi? «Servono altri passi in avanti»

LAMEZIA TERME «La nuova giunta? Secondo me Oliverio poteva fare molto meglio». Non passa giorno senza che un membro della maggioranza non sollevi critiche all’indirizzo del governatore. Stavolta ad avanzarle è il consigliere regionale del Pd Peppe Neri, ospite della trasmissione de L’altro Corriere Tv Lo Sfascio. «Oliverio – ha spiegato il rappresentante dem – ha voluto varare questa giunta e se ne assume la responsabilità. Sicuramente avrà valutato che così potrà raggiungere i risultati auspicati, ma gli accordi presi con la maggioranza erano leggermente diversi. Il presidente ha deciso di intraprendere un’altra strada».
A rincarare la dose ci ha pensato l’altro ospite della trasmissione, il consigliere della Casa della libertà Gianluca Gallo, che ha sottolineato la condizione di «alienati» dei rappresentanti della maggioranza, che sono stati «esclusi dal progetto di governo». Per l’ex sindaco di Cassano allo Jonio è perciò evidente «il dissenso di chi non condivide più questa azione politica. Siamo alla fine di un percorso che vede un centrosinistra sfilacciato e un esecutivo che non riesce a dimostrare gli sforzi che fa. Alla Cittadella è stato avviato il countdown per aspettare che vadano via».
«C’è una scollatura netta tra Consiglio e giunta che determina problemi», ha ammesso Neri, convinto che «se si arriva a questo punto, ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Si vuole creare doppio binario? O si trova un punto d’incontro o queste rette sono destinate a non incontrarsi mai. Se non si rinsalda rapporto tra consiglieri e presidente, è complicato esplicare un’azione politica forte».
Per il componente della maggioranza è necessario che i consiglieri siano «messi nelle condizioni di dare risposte e interfacciarsi con territori», altrimenti «l’azione politica è destinata a sfumare e anche gli atti positivi non vengono percepiti dalla popolazione».
«Mi aspetto – ha detto ancora Neri – che ci sia perlomeno un momento di incontro per chiarire qual è la strada che vogliamo prendere. La mia critica vuole essere in positivo: contesto un metodo che si può sempre correggere. Con un metodo diverso la legislatura può avere respiro più ampio, ma se continuiamo così la vedo difficile».
Parole di un certo peso, quelle di Neri, che in qualche modo danno corpo alle tensioni che in queste settimane investono l’intera maggioranza. La prova si è avuta ieri, nel corso del consiglio regionale in cui Carlo Guccione ha chiesto chiarimenti al governatore circa l’inchiesta stralcio su Calabria Verde che lo vede indagato per abuso d’ufficio.
«In passato – ha detto Gallo – i componenti della giunta raggiunti da avviso di garanzia per Rimborsopoli sono stati o invitati a dimettersi o sono stati cacciati. Cosa è cambiato? Oliverio dice che non si dimette per senso di responsabilità? Non ci spaventa tornare al voto. Se vuole essere coerente, faccia un passo indietro e ci riporti alle urne».
«In questo momento – ha però precisato Neri – Oliverio non può dimettersi perché la sua posizione non è equiparabile a quella degli assessori, che hanno rinunciato alle cariche ma sono sempre rimasti consiglieri. Oliverio ha agito correttamente, perché non può venire meno al patto con i calabresi che gli hanno conferito il mandato nel 2014».
L’altro tema caldo è legato ai vitalizi degli ex consiglieri regionali e all’introduzione del contributo di solidarietà per il finanziamento di un fondo per il diritto allo studio. «È – ha detto Neri – solo la prima fase, la seconda è rappresentata dalla legge che prevede la rimodulazione dei vitalizi incidendo sul quantum. Se sarà fatta bene ci saranno buone possibilità di approvarla».
«Nel corso degli anni, dalla legislatura Scopelliti in poi – ha precisato Gallo –, sono stati fatti “passi indietro” sui costi della politica, tra rimborsi e le abolizioni dei vitalizi e dei trattamenti di fine mandato. Il bilancio del Consiglio è passato da 96 a 56 milioni di euro. Ritengo che bisogna fare altri passi di questo tipo, non per inseguire il populismo, ma per dare risposte rispetto a un grande momento di difficoltà sociale».





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