Cnr Piano Lago, la protesta dei lavoratori arriva alla Cittadella

Sit in dei dipendenti davanti alla sede della Regione. La Cgil: nessuna certezza sul loro futuro. Sposato lancia un appello alla politica calabrese

CATANZARO I lavoratori dell’Istituto di Scienze neurologiche del Cnr di Piano Lago stanno manifestando davanti la sede della Regione per chiedere garanzie sulla sopravvivenza del centro di ricerca e sul loro futuro occupazionale. A illustrare i motivi della mobilitazione è stato Domenico Denaro, segretario generale della Flc Cgil, il sindacato che ha organizzato il sit-in di protesta: «Siamo davanti a una situazione ancora non caratterizzata da atti formali, ma da quando sappiamo il contratto di questi lavoratori cesserà il 30 giugno e intanto c’è un processo di trasferimento delle attrezzature dell’istituto di Piano Lago. Nel complesso – ha proseguito Denaro – c’è molta incertezza e molta confusione, oltre che grande preoccupazione nei lavoratori, perché si rischia di perdere un centro di eccellenza per la Calabria e anche per altre regioni».
Secondo il segretario generale della Flc Cgil «la difficoltà adesso è quella di mettere insieme tre soggetti, Cnr, Regione e Università della Calabria, per capire quali provvedimenti si possono mettere in campo per salvare l’Istituto di Scienze neurologiche, affrontando il vero problema dei costi di gestione del centro di Piano Lago. È un problema giustificabile ma che non ha nulla a che vedere con il grande lavoro che hanno fatto e possono fare i lavoratori e i ricercatori e l’alto livello di servizio reso ai calabresi. Oggi – ha spiegato ancora Denaro – attuiamo questa protesta per sollecitare attenzione e risposte dalla Regione».
Alla protesta, oltre a una ventina di operatori del centro del Cnr, partecipa anche il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato. Non è escluso che in giornata una delegazione di lavoratori dell’Istituto possa essere ricevuto da esponenti della giunta Oliverio.

APPELLO ALLA POLITICA «Facciamo un appello alla deputazione parlamentare a intervenire presso il Cnr, ai consiglieri regionali a intervenire presso l’Università, e al presidente Oliverio a intervenire per evitare che l’Istituto di Scienze neurologiche di Piano Lago venga smantellato». Lo ha detto il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, con riferimento alla vertenza dei lavoratori dell’Istituto di Scienze neurologiche del Cnr di Piano Lago.
«Siamo molto preoccupati perché la ricerca, per una regione che vuole cambiare asso, dovrebbe diventare un punto di eccellenza. Non abbiamo tanti istituti nella nostra terra – ha detto ancora Sposato –, ma abbiamo un’eccellenza quale quella di Piano Lago che va difesa proprio per dare il senso di una Calabria diversa, di una Calabria che punta all’innovazione. È vero che ci sono seri aspetti logistici da considerare in questa vicenda, ma questi aspetti non possono pregiudicare l’attività di un centro importante e di ricercatori che sono una risorsa importante per la regione: siamo davanti a un tipico caso nel quale la burocrazia rischia di uccidere persino la speranza».
«Per questo – ha sostenuto ancora Sposato – dobbiamo trovare una soluzione con la Regione, il Cnr e l’Università: la priorità è non smembrare questa équipe di ottimi ricercatori e di attrezzature all’avanguardia, come una risonanza per la ricerca e la diagnostica che al momento è inutilizzata. Questo è grave in una regione che spende 300 milioni di mobilità sanitaria passiva e che registra una fuga enorme di calabresi per farsi curare altrove».
Sposato ha poi evidenziato: «Siamo meravigliati per il fatto che questa vertenza non è diventata una questione che riguarda tutta la Calabria, siamo meravigliati per la completa assenza della deputazione calabrese e dei consiglieri regionali. Se non ci si impegna su questi temi, significa che viene meno anche la ragion d’essere di una classe dirigente. Per questo – ha concluso il segretario generale della Cgil – facciamo un appello alla deputazione parlamentare a intervenire presso il Cnr, ai consiglieri regionali a intervenire presso l’Università, e al presidente Oliverio a intervenire per evitare che l’Istituto di Scienze neurologiche di Piano Lago venga smantellato».







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