Gratteri: «Le mafie si combattono razionalizzando le risorse»

Il procuratore di Catanzaro invita il nuovo ministro della giustizia a seguire quanto hanno fatto i suoi colleghi Orlando e Severino.

FIRENZE Per contrastare la mafia occorrerebbe: «Innanzitutto, razionalizzare le risorse, come hanno fatto i ministri Severino e Orlando. Ci sono degli uffici che andrebbero tagliati, delle sedi in cui andrebbero diminuiti il numero dei magistrati e altri in cui andrebbero aumentati». Così il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, prima di salire sul palco di Capalbio Libri, la storica manifestazione del borgo maremmano che stasera ha preso il via proprio con la presentazione del suo ultimo libro, ‘Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale’ (Mondadori). Gratteri, secondo quanto riportato in una nota, ha poi spiegato che occorrerebbe essere molto più rigidi «Sui fuoriruolo, ossia su quei magistrati che vanno in altri ministeri per fare altre cose, seppur importanti. Penso che si possano assumere, al loro posto, anche professori universitari, associati o ricercatori». Ma la ‘ricetta’ indicata dal procuratore di Catanzaro per combattere le mafie, prevede anche di: «Cominciare a pensare ad abolire la procura generale, in modo da risparmiare 320 magistrati che potremmo far lavorare a regime. Si potrebbe anche pensare di eliminare il Tribunale di Sorveglianza, con tutte le risorse impiegate». Una volta fatto tutto questo, ha aggiunto Gratteri, secondo quanto riportato nella nota, «Occorre mettere mano al Codice di Procedura Penale e all’Ordinamento Penitenziario, cominciando ad informatizzare il processo penale, applicando la tecnologia oggi disponibile al processo. Uno dei motivi principali per cui i reati si prescrivono, infatti, è la lentezza del dibattimento. Giusto per fare un esempio, se facessimo la videoregistrazione del teste, assieme a tanti altri piccoli accorgimenti ovvi, si potrebbero abbattere i tempi del processo anche del 60%».







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