L’ufficio del sindaco bonificato dalle “cimici” con soldi pubblici

I dettagli dell’operazione che ha portato in carcere il sindaco e un funzionario del Comune di Guardia Piemontese. Lupacchini: «Nessun asse tra me, Facciolla e Bruni» – VIDEO

PAOLA Vincenzo Rocchetti e Giuseppe Caruso, sindaco e funzionario del comune di Guardia Piemontese, sono stati arrestati – su richiesta della Procura di Paola guidata da Pierpaolo Bruni – per concussione, peculato, falsità ideologica, abuso d’ufficio e favoreggiamento. A convincere il Gip Mesiti a firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere il rischio concreto di inquinamento delle prove. C’è un precedente, infatti: il primo cittadino dispose la bonifica dei suoi uffici a causa del sospetto che gli inquirenti lo tenessero sotto controllo. Una pulizia degli ambienti comunali che costò 1600 euro di soldi pubblici. I carabinieri della stazione di Guardia Piemontese hanno passato al setaccio non solo le intercettazioni ambientali ma anche i documenti e infatti, come spiegato dal capitano Giordano Tognoni, «il sindaco in complicità con il funzionario ha falsificato il registro degli aventi diritto alla casa popolare permettendo in questo modo ad una terza persona di ottenere l’alloggio nonostante non ne avesse i requisiti». È questo il fulcro centrale delle indagini condotte dai militari e che squarcia ancora una volta i veli di una pubblica amministrazione poco trasparente sul Tirreno cosentino. Piccoli comuni di poche migliaia di persone la cui amministrazione è quasi gestita in modo familiare. Nella città delle terme la carica di sindaco è stata occupata anche da Saverio Rocchetti, padre di Vincenzo. «Negli uffici della Procura – spiega Pierpaolo Bruni –abbiamo creato un gruppo di lavoro per i  reati contro la pubblica amministrazione. Ed è proprio dal lavoro di verifica e ricostruzioni fatto da questo gruppo che siamo riusciti a concludere questa operazione». Nessun voto di scambio o benefici, il soggetto beneficiario dell’alloggio, avrebbe ottenuto l’occhio di riguardo solo per motivi di amicizia e rapporti personali.

I NUMERI DELLA PROCURA DI PAOLA Ad un anno dall’insediamento del procuratore Pierpaolo Bruni è tempo di bilanci. Sono stati definiti complessivamente 1470 procedimenti in più rispetto agli anni precedenti. «Questi sono dei numeri importanti frutto soprattutto di un ottimo lavoro svolto dall’ufficio disbrigo affari semplici e dalla efficienza dell’ufficio dibattimentale». In particolare i modello 21, i fascicoli noti esauriti, sono aumentati del 25%, mentre i fascicoli ignoti conclusi del modello 44 sono aumentati del 19%. Incremento del 54% anche per quanto riguarda i modelli 21bis con un +54%. «In totale – conclude Bruni – abbiamo dato risposta di giustizia a 1470 persone, ed è qualcosa di estremamente importante».

EQUILIBRI TRA PROCURE Otello Lupacchini, procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro, siede di fianco al capo della Procura di Paola. Approfitta della conferenza stampa indetta per gli arresti di Rocchetti e Caruso per ribadire un concetto a cui tiene molto. «Quando si arriva a degli arresti, c’è una certificazione dell’insuccesso della prevenzione. Questo è solo un momento iniziale, dobbiamo aspettare tutti i gradi del giudizio prima di esultare». Ringraziati i carabinieri attraverso sguardi compiaciuti nei confronti del tenente colonnello Raffaele Giovinazzo, però, Lupacchini mette i suoi puntini sulle ì. «La mia carriera è nota», e giù un elenco per chi non la conoscesse. «Ho deciso che di giustizia si parla nelle sedi opportune, non nei mercati ed è per questo che ho accettato l’invito a venire a Paola senza esitare. Questo – dice guardando cronisti e forze dell’ordine – è un momento istituzionale». Ma non è tutto. «Mi preme dire che le voci su di un presunto asse tra me, il procuratore Facciolla e il procuratore Bruni per fare la guerra a determinati magistrati del distretto non ha nessun fondamento. Anzi, io sono il garante delle regole e le farò rispettare anche se significherà lottare con una mano legata e l’altra libera».

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it





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