Per la presidenza Rai spunta il nome del calabrese Laganà

Il 43enne di origini locresi è il primo componente del cda eletto dai dipendenti della tv pubblica. Il suo potrebbe essere un nome “alternativo” per superare l’impasse

La presidenza della Rai resta in queste ore l’argomento più caldo della politica italiana. Mentre Salvini rilancia sul nome di Marcello Foa – già bocciato dalla commissione di Vigilanza – e impazzano le polemiche sul figlio del giornalista che fa parte dello staff del ministro dell’Interno, spunta anche un nome “terzo” che, secondo alcuni, potrebbe essere quello utile a trovare la quadratura del cerchio. Si tratta di un calabrese, il 43enne Riccardo Laganà, originario di Locri, che è il primo consigliere di amministrazione della Rai eletto dai dipendenti della tv pubblica, come previsto dalla riforma voluta dal governo Renzi. Il vicepremier e leader del M5S Luigi Di Maio si è già detto pronto a prendere in considerazione un nome alternativo a Foa e Laganà, tecnico di produzione che lavora come mixer video negli studi Rai di Roma, potrebbe essere gradito anche al Pd che ha già avanzato la proposta di un presidente “di garanzia“.
Laganà ha cominciato a lavorare a viale Mazzini nel 1996 e con la sua associazione, “Rai Bene Comune-IndigneRai”, ha spesso assunto posizioni anche dure nei confronti della lottizzazione partitica della tv pubblica: «Se veramente la politica volesse curare la Rai e i suoi malanni – si legge in una sua recente lettera aperta – dovrebbe iniziare facendo un passo indietro. Si permetta alla Rai di dotarsi di una vera classe dirigente sostituendo gli attuali burocrati e lacchè nominati dai partiti. La si lasci trasformare da ministero della distribuzione a terzi del canone in una vera azienda con un progetto industriale e culturale».







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