Il limbo degli insegnanti in attesa della graduatoria sulla mobilità – VIDEO

Scade il 31 agosto il termine ultimo entro cui i professori, in maggioranza di sostegno, dovrebbero sapere se la loro richiesta per insegnare nella provincia di Cosenza sia stata accolta. Ma, a conti fatti, sarà quasi impossibile

COSENZA Alcuni chiamano le agenzie per prenotare il bus, altri hanno già fatto il biglietto che da Cosenza li porterà in Emilia Romagna, Piemonte, Toscana. Gli insegnanti calabresi si radunano davanti agli uffici del provveditorato provinciale di Cosenza perché il 31 agosto dovrebbero essere pubblicate le graduatorie sulla mobilità degli insegnanti, ma il termine sarà disatteso. Ciò che non slitterà è invece la presa di servizio dei professori, che il primo giorno di settembre dovranno presentarsi al collegio scolastico che di fatto apre il nuovo anno accademico. Non è la prima volta che succede: soprattutto i professori di sostegno, ogni anno peregrinano in attesa di sapere quale sarà la loro sorte in base al monte ore disponibile nella provincia dove risiedono. Quasi tutti hanno gli incarichi fuori dalla regione, ma l’approvazione della graduatoria darebbe diritto a chi può richiedere il ricongiungimento con il coniuge e con i figli minorenni, o altri requisiti (come la legge 104, ndr) di poter insegnare nella città dove risiede, qualora ci sia la disponibilità. E la furia pacifica degli insegnanti impatta contro la burocrazia e i meccanismi del sistema scolastico. «Abbiamo fatto richiesta di mobilità prima della fine di luglio – dicono mentre sono assembrati in attesa di essere ricevuti –, non abbiamo ancora avuto risposta. È incredibile come l’ufficio non riesca ad organizzarsi ed a fare in modo che si rispetti il termine che il Ministero ha imposto come “inderogabile” e che quindi non potrebbe essere disatteso».

L’INCONTRO CON IL PROVVEDITORE Circa due ore di riunione con i segretari provinciali del sindacato per avere delle rassicurazioni sui tempi e sui posti a disposizione. Dei 3200 insegnanti che aspettano la pubblicazione della graduatoria, molti sono di sostegno. Per loro ci sono 283 posti con il rapporto 1:1, ossia 18 ore di impegno. Poi 100 con il rapporto 1:2, l’equivalente di 9 ore da dedicare a chi ha bisogno del supporto di insegnanti abilitati al sostegno. «Le graduatorie per la scuola di infanzia e la scuola primaria dovrebbero essere pubblicate già nei primissimi giorni di settembre – dice Enzo Groccia, della Cisl scuola di Cosenza –, mentre per quanto riguarda le scuole di primo e secondo grado ci sarà uno slittamento e per avere un quadro certo ci vorrà sicuramente l’inizio dell’anno scolastico». Perché l’ipotesi, anche se assottigliata dopo l’incontro di oggi, che gli insegnanti inizino il loro servizio in un istituto per poi rientrare in provincia di Cosenza è comunque da tenere in considerazione soprattutto se gli insegnanti in esubero non saranno confermati per un altro anno all’interno degli uffici del provveditorato.

RICHIESTA DI PROROGA AL MIUR Luciano Greco, provveditore provinciale, ha fatto richiesta al ministero dell’istruzione affinché gli insegnanti, lo scorso anno in esubero collocati negli uffici amministrativi del provveditorato, possano continuare a lavorare almeno fino alla pubblicazione della graduatoria a Palazzo Lecce (sede del provveditorato scolastico). C’è un precedente a cui poter fare riferimento: in Sardegna, qualche anno fa si verificò una situazione molto simile a quella di Cosenza ed il ministero dell’Istruzione dispose che gli insegnanti continuassero con il loro servizio di supporto amministrativo. E da Palazzo Lecce filtra non poco rammarico per la protesta di oggi. Ai prof, la colpa della mancata pubblicazione della graduatoria per aver usufruito di qualche giorno di ferie nel mese di agosto, sta stretta. Diversi di loro, infatti, spiegano come abbiano lavorato anche da casa e di come tutto sia stato predisposto cercando di rispettare i tempi. Nell’attesa che il Miur disponga un eventuale proroga, in piazza con i docenti è rimasto per una manciata di ore anche il senatore del Movimento 5 Stelle Nicola Morra. Il pentastellato ha rassicurato i docenti come anche gli altri parlamentari della provincia saranno informati sulla situazione che li riguarda.

CAOS SCUOLA Ma i prof della adunata all’ombra del provveditorato approfittano non solo per condividere le ore di indecisione sul loro futuro ma anche per fare un punto su quella che è la situazione scolastica in generale. «Se la situazione di incertezza riguarda soprattutto gli insegnanti di sostegno che si occupano di ragazzi che hanno bisogno di aiuto è perché comunque negli anni il diritto allo studio si è evoluto – spiega Antonio, docente al sit in –. Un tempo un ragazzo che aveva semplicemente bisogno di essere stimolato neanche si faceva arrivare alle scuole superiori, invece, adesso è tutto diverso. È logico che il sistema di reclutamento per gli insegnanti però deve cambiare». E proprio l’arrivo nelle aule scolastiche è un caos di graduatorie Gae, insegnanti di terza fascia, insegnanti abilitati e non e docenti che si mettono a disposizione nelle scuole che a volte genera delle situazioni di caos ingestibili che non fanno che danneggiare gli alunni. In molti raccontano come non di rado accada che ad assistere studenti bisognosi di sostegno siano persone non abilitate e che inserendosi anche nel corso dell’anno scolastico spesso vanificano i lavori fatti negli anni precedenti.

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it





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