Oliverio mobilita i sindaci per rilanciare la sua candidatura

Il governatore prova a uscire dall’angolo e organizza una grande assemblea pubblica da celebrare entro la fine di settembre. Gli amministratori lo “inviteranno” a ripresentarsi alle prossime elezioni. E lui accetterà. Una prova di forza per arginare la fuga degli scontenti

LAMEZIA TERME Una grande assemblea di sindaci e amministratori locali per rilanciare la candidatura di Mario Oliverio. Lo staff del governatore è al lavoro per organizzare una manifestazione “civica” al termine della quale, con ogni probabilità, il presidente della Regione annuncerà pubblicamente il suo impegno in prima persona alle prossime elezioni del 2019. L’assemblea pubblica dovrebbe svolgersi entro la fine di settembre nella zona centrale della Calabria, probabilmente a Lamezia Terme.
Il governatore ha affidato l’organizzazione dell’evento ai suoi plenipotenziari sparsi nei vari territori, tra cui Nicola Adamo, Sebi Romeo, Leo Pangallo, Giancarlo Devona e Luigi Guglielmelli.

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Nicola Adamo

L’ANNUNCIO Nelle intenzioni di Oliverio e del suo entourage, la manifestazione dovrà seguire un canovaccio ben preciso, in un gioco delle parti facilmente riconoscibile. I sindaci mobilitati, nel corso dell’assemblea, tesseranno le lodi della amministrazione regionale, con tanto di peana di rito rivolti all’azione del governatore e di ringraziamenti per il sostegno e i finanziamenti avuti negli ultimi anni. Secondo i piani, al termine della “celebrazione” politica, gli amministratori chiederanno esplicitamente una nuova discesa in campo di Oliverio. Che, a quel punto, dal palco, di fronte a siffatta richiesta, non potrebbe far altro che annunciare ufficialmente la sua ricandidatura.
Per adesso, assicurano fonti delle Cittadella, il recruiting dei sindaci sta andando a gonfie vele: «Ci sarà una grande adesione».

LA PROVA DI FORZA L’obiettivo di Oliverio è quello di dare una prova di forza nel momento forse più buio della sua esperienza da presidente della Regione. E negli stessi giorni in cui il Pd nazionale scenderà in piazza contro il governo giallo-verde, il governatore mostrerà i muscoli nel tentativo di ridare smalto alla sua esperienza e di ricompattare le truppe del mondo civico e, soprattutto, quelle di un sempre più balcanizzato centrosinistra.
Le ultime defezioni hanno messo in allarme tutta la corrente oliveriana. L’autosospensione dal Pd di consiglieri come Carlo Guccione, Vincenzo Ciconte e Mimmo Bevacqua, la formazione del nuovo gruppo dei Moderati (Antonio Scalzo, Peppe Neri e Franco Sergio), lo stallo nei lavori dell’assemblea regionale – dovuto alla ormai cronica mancanza del numero legale – e, infine, le tante nuove adesioni al progetto dei Frondisti, hanno inesorabilmente spinto il governatore ad abbracciare la “piazza”. Un modo, probabilmente, per dimostrare che il suo potere (elettorale) è ancora intatto e per arginare la fuga degli scontenti.
L’operazione è comunque rischiosa, e dal quartier generale del governatore trapela una certa preoccupazione per gli esiti dell’assemblea. Se la partecipazione dei sindaci dovesse essere al di sotto delle aspettative, l’evento potrebbe trasformarsi in un boomerang. Lo staff di Oliverio vuole insomma evitare che si realizzi in Calabria la profezia del sottosegretario 5 stelle Manlio Di Stefano riferita alla manifestazione pd del 30 settembre: «Sarà un appuntamento per pochi intimi». Ecco, i plenipotenziari del governatore non hanno intenzione di staccarsi dal telefono fino a quando non avranno la certezza di evitare un clamoroso flop.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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