Donna morta dopo il parto a Vibo, l’M5S vuole vederci chiaro

I deputati Sapia e Nesci ricordano il caso del decesso di Tiziana Lombardo e chiedono di «accertare le attuali condizioni di sicurezza del Punto nascita vibonese»

I deputati M5s Francesco Sapia e Dalila Nesci, entrambi della commissione Sanità, puntano i riflettori sull’ospedale di Vibo Valenti e interrogano il ministro della Salute, Giulia Grillo, per sapere «di quali precise informazioni disponga in relazione agli esiti degli accertamenti disposti dal predecessore Beatrice Lorenzin a seguito del decesso dopo il parto della signora Tiziana Lombardo, se li reputi esaustivi e se non ritenga di doverne disporre di ulteriori, anche per accertare le attuali condizioni di sicurezza del Punto nascita vibonese». L’atto parlamentare succede ai recenti esposti dei due deputati 5 stelle sugli ultimi concorsi dell’Asp di Vibo Valentia: per il primario di Ginecologia-Ostetricia e per quello di Pediatria, per il responsabile del Distretto unico sanitario e per il responsabile dell’area Provveditorato, Economato e Gestione logistica della stessa azienda, con cui hanno chiesto alla magistratura l’accertamento dei fatti e di eventuali reati. Nell’odierno atto sulla morte di Tiziana Lombardo, i parlamentari 5stelle hanno rammentato che con interrogazione del 30 aprile 2015 Nesci «aveva già posto, ricordando la carenza di personale nel Punto nascita dell’ospedale di Vibo Valentia, la questione relativa al reale livello di sicurezza di tutte le strutture in cui si può partorire in Calabria, chiedendone la verifica per il tramite del commissario» Massimo Scura. I due deputati hanno poi evidenziato al ministro Grillo che, in ordine al Punto nascita dell’ospedale di Vibo Valentia, nell’autunno scorso Nesci aveva «formalmente chiesto al direttore generale del dipartimento della Regione Calabria Tutela della Salute di attivare la commissione aziendale di controllo e all’Ispettorato del Lavoro di verificare se in quel reparto fosse rispettata la normativa sui turni e i riposi obbligatori».





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