Cene da incubo

di Pietro Bellantoni

CATANZARO Tutti chez Calenda: Renzi, Minniti e Gentiloni attovagliati insieme per resuscitare il Pd (e magari uno di loro riuscirà pure a trasformare l’acqua in vino). Anche Zingaretti andrà a cena, ma con un operaio e uno studente (in questo caso, di vino ne servirà tanto per far fronte a cotanta tristezza). Quanto a Berlusconi, lui ha già accolto Salvini ad Arcore: si sa che, forse, daranno vita a un rapporto clandestino per le Regionali; non si sa nulla, invece, su ciò che i due amanti hanno mangiato mentre mettevano a punto il tradimento contro il M5S. E poi, chi può dirlo?, anche Prodi potrà invitare ospiti a casa sua, magari per ipotizzare la nascita di un nuovo Ulivo (ancora) davanti a un bel tagliere di formaggi e mortadelle varie. Meloni sarà a dieta, Fratoianni è magro come un eremita, De Luca pasteggia con le fritture di pesce, Boldrini non mangia per solidarietà con i popoli africani mentre Papa Bergoglio non crede sia il caso di invitare qualcuno nella spartana mensa del Vaticano.
Anche in Calabria si mangia, e tanto (non siate maliziosi); e noi siamo in grado di raccontarvi in anteprima cosa succederà nel corso delle tante cene che si susseguiranno nei prossimi mesi. Una sorta di guida ai p(i)atti politici che ci verranno serviti da qui alle elezioni del 2019.

IL CENTROSINISTRA/1 Mario Oliverio non disdegna la convivialità: a tavola, davanti a un bel rosso, ha preso sempre le sue decisioni migliori, tipo quella – ingegnosissima – di riproporre la sua candidatura obbligando i sindaci a dire pubblicamente quanto è figo e quant’è bravo. Roba da mobilitazione sovietica.
Forte dell’appoggio delle migliaia e migliaia di primi cittadini calabresi (ma che migliaia: milioni), il governatore, nei prossimi mesi, inviterà a cena anche gli esponenti di quel che resta del suo partito, il Pd, nel tentativo di allestire una lista che sia digeribile per l’elettorato. Il menu è stato già scelto: frattaglie sanguinolente. Il presidente ne va matto.

IL CENTROSINISTRA/2 Sebi Romeo, più che le cene, preferisce gli spuntini: di Oliverio è un compagno di merende. Vincenzo Ciconte e Antonio Scalzo, invece, con il presidente non ci vogliono prendere nemmeno un caffè (e rischiano di rimanere a digiuno). Peppe Neri mastica veleno e medita di guastare la digestione al capo della Regione. Nicola Irto, che non è animale da tavola, siederà accanto al governatore solo per il gusto di guardarlo mangiare. Ernesto Magorno non ci sarà (indigestione da peperoncini). Michele Mirabello vorrebbe partecipare, ma deve necessariamente trovare un passaggio, ora che Censore lo ha abbandonato per strada. Orlandino Greco e Giuseppe Aieta sono in contrasto: il primo vorrebbe una cena multiculturale, da tenere all’estero e possibilmente con la presenza di emigrati calabresi in Sudamerica; il secondo continua a ripetere che lui da Cetraro non si muove per nessuna ragione: o mangiamo qui o non vengo.

IL CENTRODESTRA/1 Mario Occhiuto ha già prenotato il tavolo in un ex albergo di Cosenza nella speranza di giocarsi il jolly. L’invito è stato inoltrato in modo multiplo via Whatsapp, con questo messaggio: «Ciao, come saprai mi chiedono di candidarmi alla Regione, io non voglio però sono un grande sindaco; dunque, ritiro la mia candidatura ma voglio fare una cosa di cambiamento per spazzare via la vecchia politica». Carlo Guccione e Tonino Gentile, parecchio frastornati, dopo aver ricevuto il messaggio lo hanno mandato gentilmente a quel paese. Altri hanno dato la loro disponibilità, ma con riserva: «Cosenza è bloccata e noi a piedi non ci veniamo, ché siamo vecchi (solo anagraficamente, eh)».
Jole Santelli, intanto, ha inoltrato al sindaco il suo elenco con dentro più di 500 nomi di invitati sgraditi. Piccata la reazione di Occhiuto: «Ma la lista elettorale con chi la faccio, allora?». Perentoria la replica: «Ti vogliono avvelenare, stai solo e sai cosa mangi».
Il senatore Nicola Morra, venuto a sapere della cena in programma, ha già presentato un esposto in Procura. Conosciamo l’incipit: «Egregio procuratore, PARE che il sindaco Occhiuto voglia dare da mangiare ai soliti politici calabresi: è una iniziativa ontologicamente esiziale nonché riproducente una immoralità immanente derivata dalla spartizione manichea di quanto è afferente alla res pubblica, in una successione estemporanea di accordi metafisicamente ripugnanti oltreché oltraggiosi nei riguardi del modus vivendi dei concittadini di questa antica terra calabra». Il procuratore ha aperto un fascicolo per vilipendio della pazienza di pubblico ufficiale.

IL CENTRODESTRA/2 Sergio Abramo non andrà a cena da Occhiuto. Anzi, per quella stessa data ha predisposto un buffet luculliano nella sala ricevimenti della Provincia di Catanzaro. Tra l’altro ha già stampato un migliaio di inviti e comprato pagine e pagine di giornale per sponsorizzare l’evento e attirare eventuali sodali. «Alla mia cena verranno serviti caviale e champagne, aragoste e tartine che Occhiuto se le sogna», ha ribadito a chi gli chiedeva «che si mangia?». Finora, però, hanno risposto “presente” solo la sua governante e un cugino di terzo grado. Abramo conta di essere comunque pronto a lanciare definitivamente la sua candidatura a governatore nel 2024. Nicola Fiorita ha però già messo il veto: «Prima lasci la carica di primo cittadino» (sì, Abramo sarà sindaco anche tra 6 anni, e forse per sempre).

IL CENTRODESTRA/3 Tonino Gentile e Piero Aiello hanno la buca delle lettere (non usano la posta elettronica) piene di inviti, ma non si decidono ancora. Non possono dirlo, ma sanno bene che a tavola con Occhiuto gli andrebbe la spigola di traverso, che Abramo ha un effetto inibitorio sulle loro papille gustative e che con Guccione e Oliverio sfigurerebbero: non hanno il fisico per reggere certi ritmi alimentari. Per ora hanno detto di sì a tutti, non prima di aver trovato un accordo tra loro: «Oh, ma noi non tiriamo fuori un centesimo, altrimenti chissà quanto ci costano tutte ‘ste cene».

IL CENTRODESTRA/4 Wanda Ferro e Fausto Orsomarso per ora sono in due: loro due. Un tête-à-tête meloniano, con la speranza che qualcuno voglia unirsi, tanto c’è posto. Domenico Furgiuele, da rappresentante istituzionale unico della Lega in Calabria, non divide il pane con nessuno ma ammonisce: «A capotavola ci sto io!». Ma le altre sedie sono vuote.

IL MOVIMENTO Ancora non c’è un giorno prestabilito, né un luogo, né sono stati discussi numero, quantità e qualità delle portate. I parlamentari calabresi dei 5 stelle hanno tuttavia già avviato una consultazione online per chiedere agli iscritti se sia o meno il caso di andare a cena per mettere a punto la strategia per le Regionali. Se la consultazione virtuale dovesse ricevere il parere positivo dei militanti, l’istanza verrà inoltrata alla rete e poi alla piattaforma Rousseau, su cui ogni singolo iscritto avrà la possibilità di spuntare la casella accanto al piatto preferito. Secondo i principali sondaggisti del Paese, l’accoppiata “pizza e patatine” si assesterebbe al 61% dei consensi, mentre la “quinoa con tofu e fagiolini” e l’“insalatona di pollo e uova”, rispettivamente, al 25% e al 14%. Se la cena poi si farà davvero, gli invitati troveranno un menu diverso da quello votato.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it







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