Rifiuti, le discariche calabresi (quasi tutte private) sono strapiene

Una relazione del dipartimento Ambiente fotografa la situazione attuale e spiega che è ancora necessario pagare per portare la spazzatura fuori regione. Il settore continua a dipendere in tutto e per tutto dai privati. Ma per la Regione si comincia a vedere qualche risultato e la differenziata «è salita al 40%»

LAMEZIA TERME Dopo sedici anni di commissariamento del settore dei rifiuti, dopo il continuo ricorso ad ordinanze «contingibili ed urgenti», e soprattutto dopo una montagna di soldi pubblici spesi, in Calabria resta «più che evidente» la «forte dipendenza» dai soggetti privati. E le discariche esistenti sul territorio regionale, quasi tutte private, sono strapiene.
A metterlo nero su bianco sono gli stessi funzionari della Regione Calabria (dipartimento Ambiente) che, nella relazione illustrativa del bando di gara per l’appalto del trasporto e dello smaltimento fuori regione dei rifiuti dell’impianto reggino di Sambatello, fotografano una situazione che resta preoccupante. Per capire quale sia il volume di denaro che ruota attorno al settore, la funzionaria della Regione che firma la relazione valuta che, solo per i rifiuti prodotti a Sambatello, il costo del trasporto e dello smaltimento al di fuori dei confini calabresi potrà costare più di 4,5 milioni di euro per un anno. Si parla, per l’impianto reggino, di circa 90-100 tonnellate al giorno, con punte di 120 in estate, ma è il quadro regionale che resta allarmante.
«Accanto all’acclarato deficit impiantistico di trattamento dei rifiuti solidi urbani, è parimenti rilevante – si legge nella relazione del dipartimento Ambiente – il deficit impiantistico degli impianti pubblici di smaltimento (discariche di servizio) che sono necessari per conferire gli scarti provenienti dalle lavorazioni negli impianti di trattamento dei rifiuti urbani». L’unica discarica pubblica ancora in esercizio in Calabria, infatti, è quella di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, con capacità di abbanco giornaliera limitata a circa 80 tonnellate e peraltro chiusa da agosto 2017 a causa di un incendio.

DISCARICHE PIENE, E TUTTE PRIVATE Dal Piano Rifiuti approvato a dicembre 2016 si evince che, almeno fino al 2013, tra conferimenti diretti e scarti di processo, è finito in discarica il 67% dei rifiuti urbani prodotti in Calabria, mentre nel 2014 tale quantità si è ridotta al 59%. «Detta percentuale – scrive la Regione – si è pressoché stabilizzata negli anni successivi intorno al valore del 55%. In particolare, dal trattamento meccanico biologico effettuato negli impianti del sistema regionale, sono stati prodotti flussi che principalmente sono stati destinati allo smaltimento in discarica. Tale situazione, che purtroppo permarrà sino alla messa in esercizio delle nuove piattaforme di riciclaggio spinto previste dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, unitamente alla cronica difficoltà a realizzare siti pubblici di smaltimento, ha portato alla saturazione delle già poche discariche (quasi tutte private) esistenti».

RITARDI PER I NUOVI IMPIANTI L’iter di realizzazione delle discariche di servizio ha incontrato ostacoli e rallentamenti. Nello specifico, la discarica pubblica di Melicuccà «è sottoposta a sequestro giudiziario per supposto inquinamento ambientale preesistente all’opera». I lavori di ampliamento della discarica di Alli, a Catanzaro, «registrano una situazione di stallo, poiché il comune, a suo tempo individuato quale soggetto attuatore, tarda a dare corso a quanto necessario». Risultano poi essere state revocate le convenzioni stipulate per realizzare le discariche di Lago e di Terranova da Sibari, nel Cosentino. «Il progetto per il recupero volumetrico della discarica di Motta San Giovanni, superate talune questioni legate alla verifica dell’esistenza degli usi civici ed alla necessità di eseguire alcuni approfondimenti ambientali, ha ottenuto recentemente parere favorevole di Via ed a breve si darà corso alla Conferenza dei servizi. Tuttavia – si legge nella relazione – i tempi di conclusione del procedimento di approvazione della progettazione, di gara ed affidamento dei lavori si appalesano non compatibili con l’impellente e continua necessità di avere volumetrie immediatamente disponibili». Analoga situazione di stallo si registra per il recupero delle discariche di Castrolibero e di Castrovillari (entrambe da 20.000 mc).

«LA DIFFERENZIATA ADESSO È AL 40%» Si conferma dunque, com’è ovvio, «l’assoluta necessità di continuare nell’azione intrapresa di potenziare le raccolte differenziate e di accelerare la realizzazione un’adeguata impiantistica di supporto finalizzata a valorizzare detti flussi (frazioni secche riciclabili e frazioni biodegradabili)». Ma secondo la Regione «le azioni sinora adottate» stanno comunque «iniziando» ad arrivare i risultati attesi e ad oggi il livello di raccolta differenziata in Calabria «ha raggiunto la percentuale superiore al 40% a fronte del 33,2 % del 2016, del 25,0 % del 2015, del 18,6% del 2014 e addirittura del 13% al momento del subentro della Regione Calabria alla gestione commissariale nella gestione dei rifiuti». La percentuale del 40% la stessa Regione la spiega così: «Il dato del conferimento dell’umido presso tutti gli impianti di cui al momento si avvale la regione Calabria (pubblici, privati asserviti al servizio pubblico, extraregionali), nel corso del 2017, ha superato le 132.000 t, per come comunicato dai gestori, estraendo il dato dai registri di carico e scarico. Se quest’ultimo dato lo si confronta con quello medio del 2016, pari a 107.624 (dati Ispra 2016), si ottiene una percentuale maggiore del 40% di raccolta differenziata».

ANCORA RIFIUTI FUORI REGIONE Il dipartimento fa poi il punto dei procedimenti amministrativi connessi con i nuovi impianti che dovrebbe realizzare la Regione (Catanzaro, Reggio Calabria e Rossano) e infine rileva che, nelle more dell’operatività delle Comunità d’Ambito, è «necessario» individuare «uno o più siti di smaltimento, nell’ambito del territorio extra-regionale, ove conferire gli scarti di lavorazione prodotti dagli impianti di Rende, Crotone, Lamezia Terme, Sambatello».

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it







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