«Mafia e business delle biomasse dietro gli incendi»

Nonostante il calo delle temperature si registrano 16 roghi attivi in tutta la Calabria. Tansi: «Sono tutti di origine dolosa, ma sono sotto controllo». Piromani all’Arcomagno. Le fiamme minacciano anche il campus di Germaneto, e gli studenti aiutano i Vigili del fuoco

COSENZA «Ci sono 16 roghi ancora attivi, in tutta la Calabria, ma sono tutti sotto controllo». Lo dice all’Agi il Capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi. Solo in provincia di Cosenza si registrano oggi focolai a Guardia Piemontese, attivo da due giorni, Tortora, Papasidero, Scalea, Firmo e Serra d’Aiello. Grossi incendi si sono registrati fino a ieri a Catanzaro e l’altro ieri le fiamme hanno minacciato alcune abitazioni alla periferia di Crotone ed in provincia. Una situazione paradossale, se considerata alla luce del fatto che le temperature hanno fatto registrare in tutta la regione un brusco calo. «Per fortuna la nostra migliore organizzazione fa sì che in massimo due giorni controlliamo anche incendi di vaste proporzioni – dice Tansi – siamo riusciti a far diminuire la persistenza dei roghi, che, lo ribadisco, sono tutti di origine dolosa: le fiamme vengono appiccate all’imbrunire perché di notte i mezzi aerei non possono volare e le squadre di terra hanno più difficoltà di movimento. Poi il vento, che sta soffiando forte, dà una mano. Ormai è chiaro, grazie al lavoro delle Procure, che esiste una vera e propria mafia dei boschi – sottolinea Tansi – che controlla gli incendi per mettere le mani sul legname e rivenderlo come biomassa». «Ad ogni incendio, entro un anno, corrisponde un’operazione di bonifica che va fatta per legge – conclude Tansi – e vorrei ricordare che gli alberi bruciano alla base, il resto rimane intatto ed è ottimo come biomassa. Un terreno di decine di ettari, con alberi non fruttuosi, ma che per legge non puoi tagliare, rende così diverse centinaia di migliaia di euro».

«PIROMANI ALL’ARCOMAGNO» Qualcuno avrebbe preso di mira anche la vegetazione costiera di San Nicola Arcella, nell’alto Tirreno cosentino, nei pressi del noto sito dell’Arcomagno. A denunciarlo è la locale sezione di Italia Nostra, che denuncia danni «gravissimi» all’ambiente e al paesaggio a causa dei roghi divampati nelle scorse ore e già nelle settimane precedenti: «Vedere lo spettacolo di desolazione che è apparso ai nostri occhi dopo la notte in fiamme è stato veramente triste: la vegetazione intorno alla bellissima e rinomata spiaggia della Grotta del Prete completamente andata in fumo, quella che si estendeva fin sulla spiaggia a pochi metri dal mare carbonizzata del tutto, il fuoco ha raggiunto pure le scogliere fino al mare infiammando i terrazzamenti ricoperti di piante e specie mediterranee, la costa e la vegetazione sopra al noto sito dell’Arcomagno per metà è andata bruciata. Ci vorranno anni ed anni – osserva Italia Nostra – perché ciò che è andato distrutto ricresca e probabilmente non per tutte le specie ciò sarà possibile. Intanto il danno al paesaggio ed alla bellezza incontaminata che tali luoghi avevano è stato enorme e nessuno dall’oggi al donami potrà mai restituirceli nello stesso modo. Si doveva ben capire che ci avrebbero riprovato nello stesso posto, è nel dna di questi piromani che hanno la ossessione del fuoco o che invece sono mossi da un loro interesse diretto. Chi aveva il compito, seppur vi sia, di sviluppare una certa intelligence, forse poteva capire – è la conclusione – dove avrebbero colpito nuovamente e forse si poteva evitare tutto questa distruzione, almeno per ora».

LE FIAMME MINACCIANO ANCHE IL CAMPUS DI GERMANETO Altri incendi hanno inoltre interessato il territorio di Catanzaro. Nella serata di mercoledì, le fiamme sono divampate a ridosso del campus universitario in località Germaneto. Sul posto sono intervenute due squadre della sede centrale del capoluogo. Anche gli studenti dell’università si sono adoperati per lo spegnimento del rogo. Fiamme alte e fumo hanno creato non pochi disagi, allarmando gli stessi studenti che hanno tempestivamente richiesto soccorso alla sala operativa 115. Per sedare l’incendio 12 unità dei vigili del fuoco ed una squadra di Calabria Verde hanno lavorato per diverse ore. Giovedì mattina un altro incendio si è sviluppato nella zona di via Tommaso Campanella, in un terreno incolto a ridosso delle abitazioni. Numerose le chiamate pervenute al 115. Alcune autovetture minacciate dalle fiamme sono state poste in sicurezza dai vigili del fuoco. In entrambi gli interventi non si sono registrati feriti o intossicati.







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