Pd, la verità di Dems sul congresso: «Nessuna unanimità»

La corrente degli orlandiani contesta il regolamento: «Hanno votato a favore solo 3 componenti della commissione su 18»

LAMEZIA TERME Il Pd versa «in stato comatoso». Parola di Dems Calabria, la corrente dem che fa riferimento ad Andrea Orlando (e in Calabria a Carlo Guccione). Nonostante non sia ancora stato convocato ufficialmente, il congresso regionale è già motivo di duri scontri interni. Dems Calabria in una nota che dal mese di aprile ha dato «il massimo di disponibilità e impegno nella commissione per il congresso regionale», proponendo «percorsi condivisi, tesi a far uscire il Pd dalle secche, dai vari pantani, certificati dalla batosta elettorale del 4 marzo», ma nonostante ciò «si è arrivati alla fine, con il solito pacco preconfezionato da tempo, mortificando il lavoro svolto anche sotto ferragosto». Come? Facendo «passare all’esterno un regolamento congressuale, copia e incolla, approvato all’unanimità». «Niente di più falso!», tuonano gli orlandiani. A votare il regolamento sarebbero stati «solo 5 presenti su 18 facenti parte della commissione, di cui 2 hanno votato contro». Non solo: «Prima di qualsiasi e ipotetico voto è stato rivolto dall’on. Reale un accorato appello affinché si ritrovi la ragione, prima di una sconfitta annunciata». Un appello «rivolto a chi governa la Regione, a mettere da parte supponenza e tracotanza», ad «aprire finalmente gli occhi e a ritrovare umiltà e capacità di ascolto».
«Raccogliendo l’invito pressante rivolto dal segretario regionale dimissionario – continuano gli orlandiani – abbiamo posto in tutte le riunioni la necessità di uscire da stanze buie e pratiche logore per navigare a mare aperto, proponendo fattivamente un confronto vero con la società calabrese, per capire i motivi della sberla delle ultime politiche e delle sonore sconfitte in tutti gli appuntamenti elettorali degli ultimi 4 anni. A parole il nostro sforzo e la nostra volontà veniva apprezzata e ritenuta l’unica via utile per il Pd, per poi nei fatti smontarla e disattenderla clamorosamente e con scientificità».
La cifra dello scontro interno starebbe tutta nella «presa in giro» a cui si aggiunge il «danno irreparabile che si fa al Pd». «Noi – conclude Dems Calabria – di tutto ciò non abbiamo responsabilità, volevamo e vogliamo salvare il Pd da nuove tempeste e sconfitte annunciate. Per questo ribadiamo l’appello a fermarsi per trovare il senno perduto della ragione. E adoperarsi per risalire la china, nell’interesse del nostro partito e della Calabria».





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