Caso Lopresti, indagati assessori e manager della Regione

L’ex dirigente (sotto inchiesta nello scandalo elisoccorso) era finito ai domiciliari per avere chiesto di essere riammesso in servizio in Regione dopo la sospensione per un anno dai pubblici uffici. Una delibera del governo regionale gli conferiva un incarico temporaneo alla Cittadella. L’atto è finito nel mirino della Procura di Catanzaro

CATANZARO La Procura di Catanzaro indaga su componenti della giunta regionale e manager della Regione. L’affare che potrebbe inguaiare parte dei vertici della Cittadella è legato alla vicenda che vede protagonista Salvatore Lopresti, ex direttore generale del dipartimento Tutela della salute e politiche sanitarie sospeso dal servizio, in via cautelare, il 6 febbraio 2018 dopo essere stato posto ai domiciliari, con altri tre coindagati, in seguito all’inchiesta condotta dagli uffici giudiziari guidati dal procuratore Nicola Gratteri, su presunti illeciti commessi riguardo un appalto da 100 milioni di euro per il servizio di Elisoccorso.
La misura cautela prima è stata confermata dal Riesame per le quattro persone coinvolte nello scandalo, ma poi ad aprile per Lopresti era stata trasformata – su istanza di parte dal gip del Tribunale di Catanzaro – nella misura interdittiva della sospensione per un anno dell’esercizio di pubblico ufficio. Una misura che l’indagato avrebbe “trasgredito” – secondo le indagini condotte dalla Guardia di finanza e coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto Vito Valerio (titolari anche del fascicolo sull’elisoccorso) – chiedendo di essere riammesso in servizio in Regione.
La richiesta era stata accolta e lo testimonia la delibera di giunta regionale 422 della seduta del 24 settembre 2018, secondo la quale – su proposta dell’assessore regionale al Personale Maria Teresa Fragomeni – la giunta aveva deliberato di conferire a Lopresti l’incarico temporaneo di reggenza del Settore “Sport e Politiche Giovanili” «nelle more che, il medesimo dirigente, sia individuato, nelle forme di legge e nell’ambito delle procedure previste dalla normativa vigente, quale titolare di un incarico e comunque facendo salvi gli esiti del giudizio pendente».
La giunta, inoltre, demandava «al dirigente generale del dipartimento “Istruzione e attività culturali” il conferimento al dottor Salvatore Lopresti del predetto incarico temporaneo di reggenza nelle more che, il medesimo dirigente, sia individuato, nelle forme di legge e nell’ambito delle procedure previste dalla normativa vigente, quale titolare di un incarico nonché l’assegnazione dei relativi obiettivi per l’anno 2018».
Ma Procura e Fiamme gialle hanno subito effettuato dei controlli e il 2 ottobre si sono recati nell’ufficio dell’assessore Fragomeni per acquisire documenti relativi alla riassegnazione dell’incarico dirigenziale. A stretto giro il dirigente, il 5 ottobre scorso, è stato posto agli arresti domiciliari. Un aggravamento della misura accolto dal gip. Ma le indagini non si sono fermate al solo comportamento dell’ex dirigente, sono andate a scandagliare anche il comportamento di giunta e dirigenti della Cittadella. Tra l’altro, la giunta, subito dopo l’arrivo dei finanzieri, aveva ritenuto, su proposta dell’assessore al Personale Mariateresa Fragomeni, «di acquisire sul punto un apposito parere dell’Avvocatura regionale e nelle more di sospendere l’efficacia della delibera di riammissione, comunque non eseguita». Misura tardiva, forse; sulla vicenda si erano già accesi i riflettori della Procura.

ale. tru.





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