«Quanto stiamo spendendo per smaltire i rifiuti in altre regioni?»

Interrogazione di Guccione a pochi giorni dalla scadenza dell’ennesima ordinanza urgente: «Procedura ha aggravato esborso delle famiglie»

COSENZA Il commissariamento per il settore dei rifiuti è formalmente cessato dal 2013 ma l’emergenza di fatto non si è mai fermata. Anzi, è proseguita con una serie di ordinanze contingibili e urgenti. L’undicesima, l’ennesima dall’insediamento della giunta Oliverio, scadrà il prossimo 15 novembre e il governatore, secondo il consigliere regionale Carlo Guccione, si appresterebbe «ad emanare la dodicesima ordinanza» dimostrando dunque che lo stato di emergenza in realtà è continuato anche dopo la fine del commissariamento. «Questo – rileva Guccione – testimonia il fallimento che in questi quattro anni si è registrato in merito ai rifiuti solidi urbani della nostra regione, in contrasto con la temporaneità e la rinnovabilità dei periodi di contingibilità e urgenza previsti dallo stesso articolo 191 d.lgs. 152/2006». per questo il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione al presidente Mario Oliverio per sapere «a quanto ammontano le risorse utilizzate dalla Regione e l’aggravio dei costi pro-capite a famiglia per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti prodotti in Calabria e smaltiti in impianti extraregionali dal 2015 ad oggi, rispetto a quello che si otterrebbe smaltendo i rifiuti in Calabria».
Un esempio: l’11 settembre 2018, con decreto dirigenziale numero 9747, è stata bandita una gara per l’affidamento dei servizi del trasporto e smaltimento rifiuti in impianti extraregionali per 12 mesi complessivi, ripetibili per altri 12 mesi, ricadenti in due annualità (2018/2019) per una spesa complessiva di 5,5 milioni di euro. «Nello specifico poi – rileva ancora Guccione – si prevede una spesa di euro 1.773.200 per il trasporto e di euro 2.802.800 per il servizio di trattamento in discariche extraregionali. E non è il solo caso da citare per l’affidamento dei servizi del trasporto e smaltimento rifiuti in impianti extraregionali. Procedura già utilizzata numerose volte in questi quattro anni. In particolare, nei Comuni di Massafra (Taranto), Grosseto, Arezzo e in impianti autorizzati di proprietà del Consorzio Stabile Ambiente Scral con sede ad Aquila. Questa procedura ha impedito l’insorgere dell’emergenza rifiuti ma ha aggravato enormemente l’esborso economico delle famiglie calabresi. E ciò senza prevedere una soluzione strutturale che consenta di risolvere il problema dello smaltimento della frazione residua da trattamento dei rifiuti (scarto) all’esterno del territorio calabrese».
«Ad oggi le procedure relative alla ristrutturazione degli impianti pubblici previsti nel Piano regionale dei rifiuti, del Polo tecnologico di Gioia Tauro, degli impianti di Siderno, Rossano, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Catanzaro, registrano forti ritardi. E ci si dimentica – sottolinea Guccione – che le ordinanze possono essere emanate solo in caso di “eccezionale e urgente necessità che permettono di derogare alle norme vigenti”. Tra l’altro il decreto legge 80/2008 ha eliminato ogni possibile incertezza interpretativa perché specifica inequivocabilmente che nessuna forma speciale di gestione dei rifiuti può legittimamente protrarsi per più di 18 mesi. In Calabria invece – è la conclusione – è da oltre 4 anni consecutivi che Oliverio continua a emanare ordinanze, in deroga alle normative in settore rifiuti».





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