SFASCIO | Regionali, Aiello torna in campo e attacca Occhiuto: «Tradisce Fi» – LA PUNTATA

L’ex senatore critica la fuga in avanti del sindaco di Cosenza e conferma la volontà di candidarsi a governatore

LAMEZIA TERME Piero Aiello non rinuncia alla sua candidatura a governatore. Ma il suo punto fermo è un altro: l’aspirante presidente del centrodestra dovrà venir fuori da Catanzaro, non da Cosenza. Il che si traduce in un solo modo: no alla discesa in campo di Mario Occhiuto. L’ex senatore e uomo forte del centrodestra calabrese ha chiarito la sua posizione nel corso dell’ultima puntata de Lo Sfascio, il talk politico de L’Altro Corriere Tv condotto da Pietro Bellantoni.
«Vorrei essere il candidato – ammette Aiello –, ma la cosa più importante è che Catanzaro abbia il presidente. Io lavoro per questo». Se il capoluogo «rivendica la candidatura», la conseguenza è uno stop alle «fughe in avanti» di Occhiuto, che parla da candidato in pectore malgrado la sua nomina non sia ancora stata ufficializzata né da Forza Italia né dal centrodestra. Aiello ha le idee chiare sul modo in cui si dovrebbe procedere: «Bisogna sedersi attorno a un tavolo a Roma. Vorremo avere la possibilità di ragionare e di dare la possibilità al partito di decidere. Poi ognuno dovrà avere la responsabilità di accettare le decisioni».

ESCLUSI Aiello e la sua area – di cui fanno parte anche i fratelli Tonino e Pino Gentile e il consigliere regionale Baldo Esposito – confermano l’adesione totale a Forza Italia: «In ogni partito ci sono varie posizioni. Il mio è un gruppo che si sta allargando e che raccoglie anche il dissenso interno per trasformarlo in positività. La nostra è una politica inclusiva, non esclusiva. Ma il rischio è che più noi lavoriamo, più qualcuno tenta di emarginarci. Molti in Forza Italia si sentono esclusi, e questo è inaccettabile».
Aiello prova a spiegare i motivi di contrasto con la coordinatrice regionale Jole Santelli: «Quando abbiamo accettato la candidatura alle ultime Politiche (è stato candidato al Senato, ndr), ci hanno spiegato che Fi doveva crescere e rappresentare più anime del territorio». Da quel momento in poi, però, «sono state organizzate varie direzioni regionali del partito ma noi non siamo stati invitati. Così si dimostra di essere un partito esclusivo. Non vorremmo che questa tendenza fosse il quadro prodromico di una fuga in avanti che possa trovare legittimazione solo in quella squadra per paura che qualcuno dimostri un dissenso». Chiaro riferimento a Occhiuto e alla sua volontà di essere l’unico nome in campo. «Noi – spiega ancora Aiello – vogliamo una riunione a Roma che includa tutte le anime del partito». La leadership di Santelli è in discussione? L’ex assessore regionale sottolinea che «chi è stato eletto, è stato eletto anche grazie ai nostri consensi. In quel momento siamo serviti e adesso non più? Le riunioni le fanno solo pochi intimi e noi veniamo messi da parte? Questi problemi li abbiamo posti a Roma e aspettiamo determinazioni».
Ma, allo stato attuale, «il dato di fatto è che noi ci sentiamo esclusi dalla vita del partito. Se le cose non andranno in modo diverso, saremo obbligati a dire che non siamo tutelati».

CATANZARO AL CENTRO Per Aiello tutto ruota attorno al ruolo che dovrà avere il capoluogo: «Anche io potrei dire di essere il candidato, ma non lo faccio perché è la città di Catanzaro a pretendere la candidatura. A prescindere se il candidato sarà Aiello o Abramo». E poi ci sono anche altre rivendicazioni “territoriali”: «A Reggio alcune anime del partito non sono d’accordo con la candidatura di Cosenza». Cioè: sono contrarie a Occhiuto. Che, a detta di Aiello, sta «tradendo Fi», dal momento che «siamo un partito e per decidere bisogna ascoltare tutte le anime. Ma sono sicuro che il confronto a Roma ci sarà». Cosa succederà se il sindaco di Cosenza dovesse avere il via libera anche dalla capitale? «Se Roma, dopo aver sentito tutti, deciderà di candidare Occhiuto, il partito ha il dovere di dire di sì. Noi non vediamo di buon occhio questa candidatura, ma accetteremo i verdetti, a patto che ci facciano partecipare alla discussione».





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