SFASCIO | Lucano: «Da Minniti politica autoritaria, ma voglio confronto con lui» – VIDEO

l sindaco dell’accoglienza: «L’ex ministro dalla mia parte? Mi viene da ridere. Poteva risolvere i problemi nel dicembre 2017. Oggi Riace è un paese fantasma». Bocciate le norme contro l’immigrazione: «Ha cercato di invertire trend elettorale negativo tramite accordi con la Libia. Ma Salvini è stato più credibile»

LAMEZIA TERME «Ho un peso nell’anima perché non posso fare il sindaco. Mi raccontano di una Riace che è ritornata a essere uno dei tanti borghi anonimi, fantasma, rassegnati». Il tempo non sembra aver placato l’amarezza di Mimmo Lucano, il sindaco dell’accoglienza sospeso dopo l’indagine della Procura di Locri che ha fatto luce su presunte irregolarità nella gestione dei migranti. “U Curdu” è stato ospite dell’ultima puntata de Lo Sfascio, il talk politico de L’Altro Corriere Tv condotto da Pietro Bellantoni.
Secondo Lucano, l’attuale situazione del borgo della Locride è «responsabilità dello Stato». «Noi – ha detto – avevamo costruito qualcosa, avevamo dimostrato con i fatti che è possibile un’altra Calabria e un’altra Italia. Tutti hanno visto che non ho toccato un centesimo, ma che ci ho messo più di me stesso. Quando sono diventato sindaco abbiamo costruito le basi per creare, attraverso l’accoglienza, un riscatto della nostra terra. Tutto questo in poco tempo è stato investito da un uragano. E oggi Riace torna alle origini, al rischio di essere una comunità che sta per scomparire».
I rifugiati, dopo l’inchiesta e la sospensione dei fondi Sprar, sono stati trasferiti in altri centri di accoglienza. «Ci fossi stato io – ha spiegato Lucano –, le cose sarebbero andate in modo diverso. Si poteva tentare di fare restare quelle persone».

ATTACCO A MINNITI Lucano ha poi avanzato nuove critiche all’indirizzo dell’ex capo del Viminale, Marco Minniti: «Non ho un’avversione personale, ma lui non c’entra nulla con le istanze popolari, con il riscatto sociale degli ultimi. Rappresentava un’idea atipica di sinistra e infatti è stato scelto come ministro per risolvere in modo autoritario il problema dei flussi migratori». E, visto che «con l’avvicinarsi delle elezioni del marzo 2018 i conti non tornavano per il centrosinistra», Minniti e il suo staff avrebbero risposto «a questa esigenza elettorale» cercando di invertire il trend «tramite un accordo con i capiclan della Libia per non far arrivare più persone».
La «propaganda di Salvini», per il sindaco, è stata comunque «più efficace, più credibile e originale» di quella di Minniti. «L’ex ministro dice di essere dalla mia parte? Mi viene da ridere. Il 25 ottobre 2017 sono stato convocato a un tavolo tecnico a Roma per discutere i problemi di Riace legati alla mancanza dei fondi Cas e Sprar. Minniti, in un attimo, avrebbe potuto risolvere tutto, ma i problemi sono invece diventati sempre più negativi». Al punto che, dopo lo stop ai Cas, Becky Moses, una giovane nigeriana, era stata costretta a rifugiarsi nella baraccopoli di San Ferdinando, dove è deceduta a causa di un incendio. «Con un altro atteggiamento sulle politiche dell’accoglienza – ha sottolineato Lucano –, quella ragazza non sarebbe morta».

LE ISPEZIONI Quanto alle ispezioni della Prefettura, da cui è nata l’indagine della Procura, Lucano non ha dubbi: «Sono state fatte da poche persone» e non avrebbero considerato che «il primo livello di valutazione viene proprio dai rifugiati, dalla loro integrazione e dalla loro volontà di rimanere in un territorio, dalla capacità di riprendere la propria vita. Riace è stata la punta più avanzata dello Sprar perché aveva introdotto attività d’eccellenza. Siamo di fronte a un paradosso».
«Perché Riace fa paura? Perché, al di là di questo epilogo – ha sottolineato ancora Lucano –, ha dimostrato che è possibile fare accoglienza diffusa in un periodo in cui accoglienza vuol dire problemi, secondo una certa propaganda politica. Riace ha rotto questo teorema».

NESSUNA CANDIDATURA Il sindaco di Riace ha inoltre smentito un suo prossimo impegno elettorale: «Io non voglio nessuna candidatura, alla Regione non ci ho mai pensato». Appoggerà allora la corsa del governatore Oliverio? Solo «se lui farà parte di un movimento di sinistra secondo i concetti di uguaglianza e di giustizia, contro le mafie e i poteri occulti».





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