Per strada e nella baraccopoli i migranti cacciati dal Cara di Isola

Prima notte fuori dal Centro di accoglienza per i richiedenti asilo in permesso umanitario allontanati in ottemperanza al “decreto sicurezza”. In duecento dovranno lasciare la struttura entro la prossima settimana. Oliverio: «Presto a Crotone per dare il mio sostegno». Magorno (Pd): «Intervenga il prefetto»

CROTONE Prima notte fuori dal Centro accoglienza richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto tra disagi e preoccupazione per i 24 migranti in possesso di permesso umanitario allontanati venerdì sera in ottemperanza al “decreto Sicurezza” (foto Emiliano Barbucci, da Facebook). Solo una parte di loro è riuscita a trovare un tetto a Crotone dove sono stati accompagnati in serata: una giovanissima coppia di origine africana con la loro bambina di cinque mesi, ospitati da Croce rossa e Caritas per una ventina di giorni e quattro donne, vittime di tratta, accolte provvisoriamente dalla cooperativa l’Agorà. Gli altri componenti del primo gruppo – altri ne usciranno lunedì per un totale stimato in 200 che dovranno lasciare la struttura entro la prossima settimana – si sono dovuti accontentare di soluzioni di fortuna probabilmente all’interno della baraccopoli sorta in corrispondenza del cavalcavia nord della città di Crotone. In base a quanto stabilisce il “dl sicurezza”, i migranti destinatari dei provvedimenti, pur avendo diritto a stare in Italia, non possono beneficiare del diritto all’accoglienza nel sistema Sprar. Né possono restare nel sistema di prima accoglienza. Da venerdì sera, nella città calabrese meta di numerosi sbarchi di migranti, le associazioni che si occupano di accoglienza e assistenza si sono attivate per trovare soluzioni alla problematica.

OLIVERIO: «PRESTO A CROTONE PER ESPRIMERE SOSTEGNO E AIUTO» «Quanto si sta verificando in seguito al Decreto Sicurezza Salvini è grave e vergognoso per un Paese civile. Uomini donne bambini privati di accoglienza e buttati sulla strada. Privi di un tetto, di un letto, di un pasto. Cosa disumana ancor più aggravata dalle temperature rigide di questi giorni. Solo grazie alla Caritas ed al volontariato parte di loro ha trovato accoglienza. A questa rete va il mio sentito apprezzamento e sostegno per la concreta e nobile opera umanitaria che sta svolgendo anche in questa occasione. Un’opera lodevole a difesa della storia e dei valori civili dell’Italia intera e della nostra regione. Nelle prossime ore andrò a Crotone per rendermi direttamente conto della situazione e per esprimere sostegno attivo a quanti hanno bisogno di aiuto. La sicurezza del Paese non si garantisce esasperando gli animi e mortificando la dignità delle persone». A dirlo, in una nota stampa, è il presidente della giunta regionale Mario Oliverio.

MAGORNO: «INTERVENGA IL PREFETTO» «Dopo l’esplusione dal Cara di Isola Capo Rizzuto di migranti dotati di permessi umanitari, alcuni dei quali minori, donne in gravidanza e persone con problemi di salute ho chiesto al prefetto di Crotone di valutare tutte le implicazioni del caso: non è consentito che nuclei familiari, bambini di pochi mesi e persone fragili siano letteralmente buttate sulla strada. Risulta evidente che il decreto Sicurezza non possa reggere un giorno di più, da qui la mia sollecitazione al prefetto di Crotone: perché non c’è norma di diritto che consenta di mettere a rischio vite umane, non c’è Salvini che tenga di fronte a bambini, a donne e malati sottratti a un riparo sicuro.». A dirlo, in una nota, è senatore Pd Ernesto Magorno.





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto