Il decreto Salvini è legge da 5 giorni, ma Magorno non se n’è accorto

Dopo l’ennesima tragedia avvenuta nella tendopoli di San Ferdinando il senatore del Pd invia alle redazioni un comunicato in cui annuncia battaglia: «Combatteremo in Parlamento all’atto della conversione in legge». Che è già avvenuta il 28 novembre

Roma, Montecitorio, interno giorno. La Camera dei deputati approva in via definitiva il “decreto sicurezza” con 396 sì e 99 no. Il provvedimento caro a Matteo Salvini è legge. I deputati della Lega si lasciano andare a una ola e a un lungo applauso. «È una giornata memorabile», dichiara il vicepremier e ministro dell’Interno. «Un altro pezzo del contratto di governo è stato realizzato», commenta il premier Giuseppe Conte. Il Pd, dopo aver annunciato il voto contrario, ha inscenato una breve protesta, con i deputati che hanno indossato maschere bianche sul volto per dire no a un provvedimento che creerà degli «invisibili». Tutto ciò è avvenuto lo scorso 28 novembre, tg e giornali ne hanno tratto ampi resoconti, mentre il presidente della Repubblica stamattina ha dato il via libera alla promulgazione della legge. C’è però a Palazzo Madama un ultimo senatore giapponese che non si è accorto di nulla ed è ancora lì a dare battaglia contro il “decreto Salvini”. Il calabrese Ernesto Magorno, che di fatto è ancora segretario regionale del Pd, quattro giorni dopo l’approvazione definitiva del provvedimento (domenica 2 dicembre), commentando l’ennesima tragedia avvenuta nella tendopoli di San Ferdinando, partecipa le redazioni del suo sdegno: «Ci aspettiamo che Salvini oggi stesso venga in Calabria e guardi con i suoi occhi gli effetti del decreto che porta la sua firma. (…) Mai avremmo voluto prendere atto di una tragedia, della terribile morte di un ragazzo in un rogo. Combatteremo in Parlamento all’atto della conversione in legge del decreto perché questo provvedimento trasuda ingiustizia e da oggi ufficialmente è generatore di morti innocenti». Parola del combattivo Magorno, l’ultimo giapponese rimasto nella trincea antisalviniana di Palazzo Madama.

s. pel.





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