Caos rifiuti alle porte, M5S: «Oliverio non dica che non l’avevamo avvertito»

I deputati D’Ippolito e Parentela criticano il governatore: «Con il suo mutismo pensa di nascondere la “bomba” che sta per esplodere»

CATANZARO La gestione dei rifiuti in Calabria va avanti, malgrado la contrarietà manifestata dal Ministero dell’Ambiente, con ordinanze urgenti «in violazione di legge», mentre il governatore Mario Oliverio mantiene «un silenzio colpevole quanto scientifico» pensando così «di nascondere la “bomba” che sta per esplodere». La vedono così i deputati M5S Giuseppe d’Ippolito e Paolo Parentela che, nella loro analisi, partono «da un elemento inconfutabile: stando alla programmazione regionale, si dovrà chiudere, non già alle calende greche, l’intero ciclo di gestione dei rifiuti urbani, incluso lo smaltimento dei residui di lavorazione in discariche pubbliche». Al momento in Calabria «finisce in discarica circa il 60-70%» del rifiuto in ingresso agli impianti.
«Oliverio trascura – proseguono D’Ippolito e Parentela – che allo stato esiste una carenza spaventosa di discariche pubbliche, determinata da errori e ritardi imperdonabili e, non possiamo escluderlo, dalla precisa volontà politica di ripiegare sui (soliti) privati. Peraltro, il governatore nasconde che l’auspicio della burocrazia regionale (puro auspicio, si badi) è che a stretto giro possano concludersi le pratiche di autorizzazione in corso; soprattutto di impianti privati provvisti di Via, che la Regione vorrebbe utilizzare come discariche a servizio degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani pubblici o di quelli privati di interesse pubblico. È imminente la scadenza della sospensione, disposta dalla Legge regionale n. 47/2017, delle autorizzazioni per il deposito di rifiuti sul o nel suolo calabrese, nonché dei procedimenti di valutazione ambientale ad essi relativi.
In sintesi, la situazione è tale per cui, nel bisogno matto e disperato che consegue alla totale incapacità politica e progettuale di Oliverio, tra poco la Regione Calabria ricorrerà in gran fretta a discariche private. Alla faccia delle promesse, degli esperti, degli ambientalisti, dei soggetti politici e dei cittadini che hanno sempre contestato questa soluzione, su cui esiste un focus nelle preposte sedi parlamentari e nondimeno si registra una crescente attenzione della magistratura. Montagne di rifiuti per il territorio e per le tasche di privati; tra l’altro in barba al diritto alla salute, sul che il governatore dovrebbe meditare».
Presto, rilevano i parlamentari pentastellati, vi sarà l’esaurimento dei volumi di abbanco, a fronte della (nota) difficoltà di reperire siti di smaltimento. «Non è tutto, ferma restando la relativa moltiplicazione dei costi a carico della comunità. La Calabria, di là dalle chiacchiere e bufale nelle stanze di comando della “Cittadella”, naviga – scrivono D’Ippolito e Parentela – verso un’annunciata e pesante emergenza, per scongiurare la quale l’assessore regionale all’Ambiente, Antonietta Rizzo, il mese passato ha trasmesso al governatore della Puglia, Michele Emiliano, una richiesta di disponibilità di siti di smaltimento, ancora senza riscontro. In ogni caso, tra gare andate deserte, lungaggini e disorganizzazione cronica, la Regione Calabria non ha preso coscienza che i “mercati” regionali e nazionale non sono nelle condizioni di dare le risposte che Oliverio e sodali cercano come il pane. Per ciò vi sono innegabili responsabilità: politiche e assieme amministrative. Oliverio ha provveduto ai rifiuti con l’atteggiamento che lo distingue, riassumibile nel motto “campa cavallo che l’erba cresce”. Infinite volte gli abbiamo raccomandato l’importanza dei centri di riuso e riciclo, ma il presidente non ha voluto saperne, poiché troppo impegnato a schermare le proprie deficienze di amministrazione, e quelle di una burocrazia sempiterna, con il gala, la propaganda, le prove di forza e l’ossessione maniacale per il timone della sanità».
«Gli ecodistretti del Piano regionale rifiuti – proseguono i due deputati – prevedono altro, ma di fatto si insiste nella “genialata” di fornire carburante (Css) per inceneritori e cementifici. Nel contratto di governo con la Lega noi parliamo, invece, del “modello Treviso”: differenziazione spinta della raccolta, riutilizzo di ogni tipo di materiale possibile, compresi i pannolini igienici, e tariffa legata all’effettiva produzione di rifiuto domestico. Come se il 4 marzo 2018 fosse un evento sepolto, Oliverio, sempre attivo nella retorica sui precari, non ha compreso che il Piano regionale rifiuti doveva contemplare il recupero dei materiali e non puntare, invece, sull’incenerimento. Gli rammentiamo che il riciclo e il riuso, oltre che una riduzione a monte, comportano più posti di lavoro rispetto agli impianti tradizionali. Pure le direttive europee ci chiedono di imboccare questa strada, ma il governatore guarda all’Europa quando gli conviene, ossia se deve spacciare statistiche sulla velocità della rete Internet o riportare percentuali di spesa dei fondi comunitari, indipendentemente dai risultati reali».
Da qui le critiche al «mutismo» di Oliverio, «talmente ostinato che non ha ancora avuto il fegato di rispondere alla questione sulle autorizzazioni per l’impianto di smaltimento e trattamento rifiuti nei pressi del Distretto agroalimentare di qualità della Sibaritide». «Un progetto paradossale, che rischia di mandare a monte – aggiungono i due deputati del M5S – migliaia di posti di lavoro e di rovinare una produzione agricola straordinaria per bontà e quantità. Nella fattispecie, l’iter è viziato da integrazioni pervenute alla Regione oltre i termini di legge, dalla mancata convocazione di una Conferenza di servizi per ascoltare gli attori interessati, dall’ignoranza sulle norme di tutela dello stesso Distretto e dall’assenza di notizie certe sulle imprese che affiancherebbero il proponente. L’ampliamento della discarica di Scala Coeli, già respinto dal Consiglio comunale di lì e dunque dal territorio, è altra pratica su cui Oliverio mantiene la bocca cucita, ben sapendo che nella zona si fa agricoltura di qualità, che evidentemente al governatore non interessa affatto. A breve, però, si rivota per la Regione».
«Ormai abbiamo capito – è la conclusione di D’Ippolito e Parentela – che la “discontinuità” predicata e ostentata da Oliverio in campagna elettorale si sostanzia, e dovrà spiegarcene le ragioni, nella miope rinuncia a una gestione seria, trasparente e produttiva dei rifiuti, di fatto a vantaggio dei pochi privati che finora hanno tratto lauti guadagni dalla superficialità e dalla sopraggiunta malafede del governo regionale. In tempi rapidi i calabresi conosceranno un caos tremendo sui rifiuti, che inevitabilmente richiederà un intervento deciso del governo nazionale. Non dica, Oliverio, che non l’avevamo avvertito».





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