Lsu-lpu: i precari tentano di forzare il blocco della polizia, tensioni a Lamezia – VIDEO

I lavoratori hanno tentato di occupare di nuovo i binari. Nessun ferito. La protesta va avanti da ieri, Oggi la Polizia ha impedito l’ingresso nella stazione. Biondo: scelta inconcepibile del governo – FOTO

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LAMEZIA TERME Un gruppo di precari radunati davanti alla stazione di Lamezia Terme ha tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine con l’obiettivo di occupare i binari, così com’era avvenuto ieri. La polizia ha impedito il tentativo messo in atto da alcune decine di persone per protestare contro il mancato invio da parte del governo di un documento atteso in prefettura, a Catanzaro, con gli impegni concordati per la loro stabilizzazione. L’impegno del governo è stato ribadito stamane dal ministro del Sud, Barbara lezzi, che si trova in Calabria, ma i sindacati chiedono a garanzia un documento ufficiale in assenza del quale una parte dei manifestanti ha tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine.

Non si sono registrati feriti, eccezion fatta per una donna che ha accusato un malore. Sono alcune centinaia le persone giunte a presidiare la stazione a cui è consentito l’accesso ai soli viaggiatori. Per diverse ore circa 200 persone avevano occupato i binari, paralizzando la circolazione sulla dorsale tirrenica fini alla tarda serata.
È infatti ripresa stamane la mobilitazione dei lavoratori ex lsu-lpu della Calabria, che ieri, per diverse ore, a più riprese, avevano bloccato la ferrovia tirrenica, occupando i binari all’altezza di Lamezia Terme. La polizia, in assetto antisommossa, impedisce l’ingresso dei manifestanti nella stazione, per cui i lavoratori si stanno radunando all’esterno, in attesa degli sviluppi della vertenza che riguarda 4.500 persone impiegate da un ventennio nei servizi sociali e di pubblica utilità dei Comuni (qui la notizia della bocciatura in commissione Bilancio dell’emendamento presentato dal Pd).
La protesta è coordinata dai segretari generali regionali di Cgil, Angelo Sposato, Cisl, Tonino Russo, e Uil, Santo Biondo.
I manifestanti chiedono il rifinanziamento del fondo di 50 milioni di euro per il precariato storico calabrese e lo sblocco delle assunzioni negli enti locali. La manifestazione di ieri si era protratta fino alle 22, poi il presidio era stato rimosso anche grazie alla mediazione delle forze dell’ordine al fine di evitare tensioni fra i lavoratori e i passeggeri in partenza dalla stazione lametina.

Luca Branda, sindaco di Sant’Agata D’Esaro: «Per sostenere questa battaglia umana per la dignità e per il diritto al lavoro di tante persone e per far sentire loro ancora più forte la nostra vicinanza, ho aperto le porte dell’Aula consiliare ai lavoratori»

Attualmente davanti allo scalo sono presenti una cinquantina di lavoratori ex Lsu-Lpu, ma altri manifestanti sono attesi per le prossime ore. Le forze dell’ordine, tra poliziotti e carabinieri, che presidiano la stazione stanno attuando dei controlli alle persone dirette all’interno dell’edificio e munite di biglietto ferroviario. Nella zona antistante la stazione ferroviaria è stato interdetto il traffico veicolare. La nuova mobilitazione arriva poche ore dopo la bocciatura, in Commissione Bilancio della Camera, di un emendamento alla manovra che consente la prosecuzione del percorso di stabilizzazione degli ex Lsu-Lpu. Cigl, Cisl e Uil intanto annunciano per martedì 11 dicembre una mobilitazione dei precari, con un treno speciale, a Roma se dal governo nazionale non arriveranno in giornata novità sulla vertenza.

BIONDO: «SCELTA INCONCEPIBILE» «È inconcepibile che non si voglia prendere atto della storicizzazione di un precariato che vede migliaia di persone impegnate da vent’anni in servizi essenziali nei Comuni calabresi. Un caporalato di stato che deve finire». Lo ha detto all’Agi il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, in merito alla vertenza dei 4.500 lavoratori Lsu ed Lpu che chiedono di essere stabilizzati negli enti in cui lavorano attraverso la deroga al blocco delle assunzioni ed un emendamento che rifinanzi i progetti che li riguardano. «Ieri – dice Biondo – l’emendamento è stato di nuovo bocciato in commissione Bilancio alla Camera. I lavoratori stanno manifestando pacificamente. È in gioco il futuro di centinaia di famiglie».
A chi ha parlato dell’ennesima rivendicazione di assistenzialismo, Biondo risponde: «Sono gli stessi sindaci a manifestare preoccupazione, nel timore di non poter più garantire servizi come la manutenzione del verde, gli scuolabus o l’assistenza agli anziani. Che si parli poi di assistenzialismo da parte di un governo che propone una misura come il reddito di cittadinanza, apprezzabile perché diretta a garantire reddito a chi non lo ha, è paradossale, in quanto si discute di reddito di cittadinanza, ma si mette allo stesso tempo a rischio il reddito di chi un lavoro lo ha».





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