Bufera in Regione, politica calabrese sotto shock

Cittadella in preda al caos. Russo dovrebbe assumere la reggenza. Intanto i consiglieri di maggioranza e opposizione provano a riorganizzarsi. Mercoledì c’è la manovra. Salvini: «Altri problemini per un governatore del Pd…». L’M5S invoca le dimissioni. Ma Lucano difende Oliverio

CATANZARO Disorientamento. Non c’è parola migliore per descrivere lo stato attuale della politica calabrese. L’inchiesta a carico, tra gli altri, del governatore Mario Oliverio e di diversi dirigenti regionali, ha letteralmente sovvertito l’agenda istituzionale e allungato ombre sull’intera legislatura. Sono poche le certezze. Una di queste è che l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore ovviamente impedirà a Oliverio di esercitare le sue funzioni. Con ogni probabilità, la “reggenza” della Regione passerà al suo vice, Francesco Russo.
Il numero due della Regione, a chi gli ha chiesto delucidazioni, avrebbe detto di non aver avuto indicazioni in merito a cosa fare da qui ai prossimi giorni. Lo stesso Russo questo pomeriggio avrebbe convocato una riunione in Cittadella con gli altri assessori per valutare le mosse della giunta.
Il disorientamento è di tutti, compresi i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione. Questi ultimi avevano convocato per questa mattina una conferenza stampa dedicata alla “questione sanità”, un argomento del tutto anacronistico alla luce degli sconvolgimenti giudiziari che rischiano di far traballare l’intera legislatura.
Lo scoglio che più preoccupa, però, è la manovra economica, la cui discussione in aula è programmata per mercoledì prossimo, tra due giorni. I consiglieri di maggioranza, privi del loro leader, non sanno in che condizioni arriveranno a un appuntamento decisivo, visto che senza l’approvazione del bilancio entro fine anno si va tutti a casa. È quindi verosimile una riunione tra tutti i capigruppo al fine di trovare la soluzione migliore per varare comunque la manovra (magari con il voto positivo o l’astensione della minoranza) in attesa degli eventi.

IL COMMENTO DI SALVINI Nel frattempo, le forze politiche non rappresentate a Palazzo Campanella hanno già avviato l’offensiva nei confronti di Oliverio e della sua maggioranza. Commentando su Twitter la notizia dell’inchiesta, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto: «Altri problemini per un governatore del Pd… Amici calabresi, tornerò presto da voi, voglio lavorare per dare un futuro migliore alla vostra splendida terra!».
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, in visita in queste ore in Calabria, ha dichiarato: «Ho saputo appena arrivato: ovviamente sono molto preoccupato, spero che possa chiarire. Mi viene certamente da dire che in una terra così importante come la Calabria una delle manovre economiche più importanti sia quella della legalità, perché utilizzare male o illecitamente soldi pubblici significa non farli arrivare ai cittadini in termini di servizi efficienti, mentre utilizzare legalità significa dare servizi. Quindi, questo governo porterà anche questa grande ventata di legalità».

L’M5S CHIEDE LE DIMISSIONI Il M5S, per mezzo del presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, ha già chiesto le dimissioni «in tempi celeri» del governatore. Stessa richiesta anche da parte dell’eurodeputata Laura Ferrara e dei parlamentari Federica Dieni e Francesco D’Uva, oggi a Reggio per presentare la riforma dell’Autorità portuale dello Stretto. Oltre a invocare le dimissioni, i parlamentari M5S Giuseppe d’Ippolito, Francesco Sapia, Paolo Parentela, Bianca Laura Granato, sostengono che «il consiglio regionale deve sfiduciare all’istante Oliverio, a seguito delle risultanze investigative circa il suo ruolo, ben inquadrato nell’ordinanza di custodia cautelare che ne ha disposto l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, nell’agevolare Barbieri con un finanziamento integrativo di 4,2milioni per la realizzazione dei nuovi impianti di risalita presso Lorica, perfino con uno squallido tornaconto politico».

IL PD: «LEGA E M5S SPECULANO» A replicare agli esponenti della maggioranza gialloverde sono Matteo Orfini, presidente dell’Assemblea nazionale del Pd ed Ernesto Magorno, ex segretario regionale del Pd calabrese. «Lega e M5S in queste ore stanno provando a strumentalizzare politicamente l’inchiesta nella quale è stato coinvolto il presidente Oliverio. Anche in questo c’è una differenza fondamentale tra noi e loro: il nostro atteggiamento è sempre lo stesso, pieno supporto e massima fiducia nell’operato della magistratura. Un atteggiamento che non cambia a seconda dell’appartenenza politica di chi viene coinvolto. Salvini e Morra invece si scoprono garantisti solo quando a essere coinvolti sono loro stessi o i propri compagni di maggioranza. Siamo convinti che Mario Oliverio saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati».
«Massimo rispetto per l’operato della magistratura, ma sono sicuro che Mario Oliverio dimostrerà al più presto la sua totale estraneità ai fatti», ha detto il consigliere regionale del Pd Giuseppe Giudiceandrea.
Vicinanza al governatore è stata espressa anche da parte del sindaco di Riace Mimmo Lucano: «Voglio esprimere la mia più forte solidarietà a Mario Oliverio. Non posso nemmeno immaginare che una persona con una forte sensibilità umana, vicina ai drammi e ai bisogni degli ultimi come lui possa minimamente avere a che fare con i poteri criminali che opprimono la nostra terra. E questo non solo per quello che è accaduto nel caso di Riace, ma anche per ciò che Oliverio ha fatto e detto ad esempio nell’ultima riunione in Prefettura, a Reggio Calabria, quando si è discusso delle condizioni inumane in cui sono costretti a vivere i braccianti di colore nella tendopoli di San Ferdinando. O per la sua attenzione e vicinanza, d’accordo con le Ong e il sindacato Usb, verso quanti sono obbligati a vivere in condizioni disumane costretti a subire la violenza del caporalato, lo schiavismo e la negazione dei diritti sindacali».

FORZA ITALIA: «QUADRO DESOLANTE» «Esistono gravi e fondati motivi politici e amministrativi per contestare la gestione regionale di Mario Oliverio. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un ritorno alle urne in Calabria vista l’inconcludente azione di Oliverio e la palese incapacità di gestire da parte sua e della giunta, da lui scelta, le ataviche criticità della nostra regione. Gli eventi accaduti oggi che lo riguardano, riportati dai maggiori organi nazionali di informazione, gettano ulteriori ombre sull’operato amministrativo e sulla condotta politica e morale del presidente, screditando, purtroppo, l’immagine e la reputazione della massima istituzione del nostro regionalismo». Lo scrivono in una nota i parlamentari di Forza Italia Jole Santelli, Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro, Maria Tripodi, Giuseppe Mangialavori, Marco Siclari; i consiglieri regionali Claudio Parente, Gianluca Gallo, Domenico Tallini, Vincenzo Pasqua, Giuseppe Pedà, Giovanni Arruzzolo e Sinibaldo Esposito, che aggiungono: «Siamo e rimaniamo garantisti, essendo consapevoli che al momento si tratta, per quanto gravi, soltanto di ipotesi di reato. Se fossero confermate, però, le gravi accuse degli organi inquirenti, secondo le quali si sarebbe abusato del potere di governatore per erogare indebitamente finanziamenti a favore di imprenditori, allo scopo di danneggiare politicamente, vigliaccamente e immoralmente, l’amministrazione comunale di Cosenza e i suoi incolpevoli cittadini, ne risulterebbe un quadro tristemente desolante e rivelerebbe una immensa miseria umana, prima che politica e ancora giudiziaria. I calabresi, ancora una volta, rischiano di essere vittime della malafede politica».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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