Cercasi (ancora) disperatamente discariche fuori regione

Nuovo bando per smaltire gli scarti degli impianti di Reggio e Rende. Il dipartimento ribadisce la «saturazione» dei siti e la «forte dipendenza dai soggetti privati»

CATANZARO La Regione continua a cercare impianti fuori dalla Calabria dove trasportare e smaltire rifiuti, in particolare quelli prodotti a Reggio Calabria (Sambatello) e Rende (contrada Lecco). Il nuovo bando di gara è stato pubblicato sul sito web istituzionale il 18 dicembre e la relazione tecnico-illustrativa allegata ripropone una fotografia già nota e per nulla rassicurante. Se infatti, da un lato, in Calabria la differenziata è arrivata al 40%, dall’altro appena un mese fa è stata emanata una nuova ordinanza contingibile e urgente (qui i dettagli) che di fatto proroga l’emergenza e dispone l’utilizzo in deroga di due impianti che non hanno l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale).

LA «FORTE DIPENDENZA» DAI PRIVATI «Fino al 2013, tra conferimenti diretti e scarti di processo, è finito in discarica – ribadiscono i tecnici della Cittadella – il 67% dei rifiuti urbani prodotti in ambito regionale, mentre nel 2014 tale quantità si è ridotta al 59%. Detta percentuale si è pressoché stabilizzata negli anni successivi intorno al valore del 55%. Essa è destinata a ridursi ulteriormente intorno al 40%, con la piena operatività del termovalorizzatore di Gioia Tauro, prevista per il prossimo mese di dicembre». Intanto, però, resta nero su bianco «la cronica difficoltà a realizzare siti pubblici di smaltimento», una situazione che «sta portando alla saturazione delle già poche discariche (quasi tutte private) esistenti». A dirlo, nella relazione allegata al bando, è lo stesso dipartimento Ambiente della Regione, che ancora una volta certifica «la forte dipendenza dai soggetti privati» e aggiunge come «ad oggi, l’unica discarica pubblica ancora in esercizio è quella di Cassano allo Ionio», che peraltro «è chiusa da fine agosto 2017». L’altra disponibile è quella, privata, di Crotone (Sovreco) che ha una capacità di abbanco di 1400 tonnellate al giorno ed è ad oggi «l’unica discarica di servizio utilizzata» che «asserve tutto il circuito pubblico di trattamento dei rifiuti calabrese» e «ha una capacità di abbanco destinata a terminare in circa 8-10 mesi, a meno di ulteriori ampliamenti». L’Accordo di programma quadro “Tutela e risanamento ambientale” prevedeva la realizzazione di un sistema di discariche di servizio, ma «l’attuazione degli interventi – scrive al Regione – ha incontrato ostacoli e rallentamenti di tipo amministrativo, cui si sono aggiunte le resistenze dei territori di ubicazione degli impianti».

GLI IMPIANTI Nelle more dell’operatività delle comunità d’Ambito, l’onere dell’individuazione del sito di smaltimento degli scarti di lavorazione è a carico della Regione per gli impianti di trattamento pubblici e privati asserviti al servizio pubblico di Rende, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria, perché «le procedure di gara svolte per l’individuazione dei gestori temporanei dei rimanenti impianti pubblici di trattamento rifiuti di Rossano, Catanzaro, Gioia Tauro e Siderno, prevedono l’onere per lo smaltimento dei residui di lavorazione a carico del soggetto aggiudicatario». Per l’impianto di Rossano, in particolare, da aprile 2017 è operativo il nuovo soggetto aggiudicatario; per l’impianto di Catanzaro Alli, l’appalto è stato aggiudicato nel giugno 2017 e la consegna della gestione al nuovo affidatario «potrebbe avvenire tra tre-quattro mesi»; per gli impianti di Siderno e Gioia Tauro (gara unica) a maggio 2017 è stata disposta l’aggiudicazione definitiva al nuovo affidatario; nella recente gara riguardante la gestione biennale dell’impianto di Lamezia Terme, tra gli oneri a carico del gestore è stato inserito pure quello inerente lo smaltimento degli scarti di lavorazione; nel contratto per la gestione dell’impianto di Crotone è infine previsto, quale servizio analogo, l’affidamento dello smaltimento dei residui di lavorazione e «l’amministrazione ha intenzione di avvalersi di tale facoltà».

REGGIO E RENDE Restano dunque gli scarti prodotti dagli impianti di Reggio e Rende, da smaltire fuori regione «al fine di garantire la funzionalità del sistema pubblico di trattamento rifiuti». La stima dei quantitativi che dovranno presuntivamente essere smaltiti in discarica, secondo il dipartimento Ambiente, nell’arco di un anno è pari a circa 67.933 tonnellate (218 tonnellate al giorno). Il quadro economico dei quattro lotti in cui è stata suddivisa la gara prevede le somme di 3.102.120 e 3.845.400 euro per gli scarti provenienti da Reggio, 422.903 e 5.821.344 euro per quelli di Rende.

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it







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