«Autonomine» ai vertici di Ao e Asp, la Regione stoppa le polemiche

La Cittadella sottolinea che direttori amministrativi e sanitari cessano dal loro incarico solo con la nomina del nuovo dg

CATANZARO La Regione tenta di stoppare le polemiche sorte sulla governance delle Aziende sanitarie ed ospedaliere (l’ultima in ordine di tempo è quella sollevata qui dalla Uil sull’«autonomina» a dg del G.o.m. Di Reggio). In una nota dell’Ufficio stampa della giunta regionale si precisa che «la materia relativa alla cessazione per qualsivoglia motivo del direttore generale è regolata dal comma 6 del decreto legislativo 502/92, il quale prevede che “In caso di vacanza dell’ufficio o nei casi di assenza o di impedimento del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per età. Ove l’assenza o l’impedimento si protragga oltre sei mesi si procede alla sostituzione”».
Secondo gli uffici della Cittadella la disciplina si applica quindi «sia in caso di “vacanza dell’ufficio” del direttore generale, determinata da qualsiasi causa di cessazione del rapporto di lavoro, che di sua “assenza o di impedimento”». Per quanto riguarda invece la cessazione del rapporto di lavoro dei direttori amministrativi e sanitari – si legge ancora nella nota della Regione – la Giunta precisa che la materia è di competenza regionale e che la Regione Calabria «ha disciplinato la materia con la legge regionale 11/2004, che prevedeva che gli incarichi di direttore amministrativo e sanitario “hanno comunque termine ed i relativi rapporti di lavoro sono risolti di diritto nell’ipotesi di cessazione, per revoca, decadenza, dimissioni o qualsiasi altra causa del direttore generale”», e ha successivamente stabilito, con la norma introdotta dal comma 3 dell’articolo 14 della legge regionale 13/2005, che dispone come «in concomitanza con la nomina dei direttori generali delle Aziende ospedaliere e delle Aziende sanitarie locali» decadano «tutte le nomine fiduciarie ed in particolare i direttori amministrativi e sanitari delle stesse Aziende».
Secondo la Regione, insomma, è «del tutto evidente che i direttori amministrativi e sanitari delle aziende sanitarie ed ospedaliere cessano dal loro incarico contestualmente alla nomina del nuovo direttore generale e che fino a tale nomina le funzioni di direttore generale dell’azienda sono svolte dal più anziano per età fra i due, ovvero dall’eventuale destinatario di delega di sostituzione ordinaria conferita dal direttore generale prima della sua cessazione».





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