Quanti soldi hanno gli italiani? Ecco i dati sulla Calabria

Quanti soldi hanno i calabresi? Lo studio pubblicato su Affarimiei.biz mira a rispondere a questa domanda, svolgendo un’indagine sulle finanze di tutti gli abitanti del Belpaese, da nord a sud….

Quanti soldi hanno i calabresi? Lo studio pubblicato su Affarimiei.biz mira a rispondere a questa domanda, svolgendo un’indagine sulle finanze di tutti gli abitanti del Belpaese, da nord a sud.
I dati raccolti nel report del noto blog di finanza ed economia fondato da Davide Marciano, mettono in evidenza lo scenario del nostro Paese, comparando il reddito pro capite delle varie province d’Italia con i depositi medi in banca nazionali.
Dall’indagine emerge che la Calabria si posiziona tra gli ultimi posti rispetto alle altre regioni, ben lontana dal podio: infatti, mentre la media nazionale è di 20.690 euro, la Calabria presenta i seguenti dati:
Catanzaro: 16.975 euro, con una capacità di risparmio di 1374 euro;
Cosenza: 13.680 euro con una capacità di risparmio di 1108 euro;
Crotone: 14.382 euro con una capacità di risparmio di 1164euro;
Reggio Calabria: 16.132 con una capacità di risparmio di 1306 euro;
Vibo Valentia: 13.829 con una capacità di risparmio di 1120 euro.

Abbiamo sentito Davide Marciano, autore di Affari Miei nonché colui che ha messo a punto questa “classifica italiana” per chiarire tutto su questo report e sui dati che sono venuti a galla.

Sebbene sembra che l’Italia non se la passi così male come potrebbe emergere leggendo giornali che parlano solo di crisi. Guardando questo report emerge proprio che la Calabria stia attraversando un momento di difficoltà, e che i calabresi facciano più fatica di altri italiani a risparmiare. Come si spiegano queste differenze?
È un piacere avere la possibilità di potermi spiegare personalmente, illustrando questo esercizio simpatico che ho proposto sul mio portale. Poiché sono un appassionato di economia e finanza, ho deciso di analizzare personalmente i dati reddituali pubblicati dall’ISTAT ogni anno. Sempre consultando le indagini dell’ISTAT, sono risalito alla propensione al risparmio media degli Italiani: durante il 2017, è stata pari all’8,1%. Ciò significa che se ogni cittadino, per esempio, della provincia di Catanzaro ha guadagnato 16.975 euro, risparmiando quella percentuale può accantonare ogni 12 mesi di ulteriori 1374 euro, al netto delle varie spese quotidiane e dei consumi base.
Per ottenere questi valori ho consultato anche i dati raccolti dalla FABI, che ha dichiarato che il patrimonio bancario complessivo nostro e dei nostri connazionali è di 4.300 miliardi di Euro: dividendo questa somma per il totale degli abitanti dello Stivale, ho “ottimizzato” la media italiana rapportandola al reddito delle province.

Come si colloca il capoluogo rispetto alle altre province calabresi?
Come abbiamo visto, Catanzaro presenta 16.900 euro di reddito pro capite. Seguono quindi Reggio Calabria (con 16.100 euro), Crotone (con 14.300 euro circa), Vibo Valentia (con 13.800 euro), e Cosenza (con 13.600 euro).

Possedere una buona capacità patrimoniale e essere bravi a gestire il risparmio dovrebbero essere requisiti essenziali per investire e risparmiare in modo oculato e intelligente, giusto?
Senza ombra di dubbio. È però vero che tali propensioni non rappresentano noi italiani: infatti, nonostante la nostra sia una popolazione di grandi risparmiatori, dall’altra parte non siamo mai stati bravi ad occuparci di investimenti. Se confrontiamo lo scenario italiano con quello degli altri Paesi d’Europa, possiamo vedere che l’alfabetizzazione finanziaria è molto più bassa da noi. Sentire notizie di scandali ai danni dei risparmiatori non è così inusuale, e la colpa spesso è anche dei risparmiatori stessi che sono inesperti sulla materia e si fidano ingenuamente di soluzioni poco affidabili.
Tuttavia, non ci sono soltanto questi dati a incidere sulle effettive potenzialità dei risparmiatori italiani: bisogna aggiungere che la redditività dei patrimoni investiti in modo ideale non è alta come quella che caratterizza altri Paesi, in quanto circa l’80% delle risorse è distribuita tra liquidità (conti corrente oppure conti di deposito), o su prodotti di tipo previdenziale e assicurativo che rendono poco. Questo modo di redistribuire i risparmi rende per le aziende difficile accedere al credito ed effettuare investimenti davvero efficaci.

E quindi qual è la soluzione per muoversi nel modo migliore?
Una delle prime operazioni da mettere in atto, come ripeto sempre sul mio sito, è investire nella propria formazione: infatti, non essere in possesso di competenze adeguate è uno dei più gravi e invalidanti difetti degli investitori del panorama italiano, poiché implica mettersi nelle mani di persone che potrebbero approfittare della nostra ignoranza in materia. Per questo consiglio di dedicarsi a una prima fase di informazione, leggendo materiale valido online o anche acquistando libri. Fatto ciò, è possibile passare alla definizione dei propri obiettivi, magari rivolgendosi ad un professionista indipendente in grado di consigliarci adeguatamente gli strumenti in cui investire.
Mi dispiace non avere risposte più immediate da poter suggerire a chi mi legge, ma la gestione di un capitale è un’attività molto complessa, ragion per cui non è possibile fornire delle formule magiche valide per tutti. Non posso che suggerire di essere scrupolosi, impegnandosi a comprendere i rischi e i vantaggi che possiamo incontrare.





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