Calabria, amministratori (ancora) sotto tiro: 328 minacce in 5 anni

Secondo il rapporto presentato a Bruxelles da Avviso pubblico, dal 2013 al 2017 la regione è seconda solo alla Sicilia per numero di intimidazioni registrate. Ma i casi sono in aumento anche al Centro-Nord

BRUXELLES La ‘maglia nera’ per il numero più alto di intimidazioni e minacce agli amministratori locali resta al Sud Italia e la Calabria contribuisce in modo sostanziale al triste primato. Lo denuncia il rapporto dall’Associazione “Avviso pubblico” sugli “Amministratori sotto tiro”, presentato oggi al Parlamento Ue a Bruxelles su iniziativa dell’eurodeputata di Possibile (S&D), Elly Schlein. Con 328 casi, la Calabria è seconda solo alla Sicilia (396 casi censiti) per numero di intimidazioni tra il 2013 e il 2017, ma anche al Centro-Nord i casi – emerge dal rapporto – sono in aumento. «Cinque anni fa gli atti intimidatori totali nel Centro-Nord erano uno su cinque, oggi sono uno su tre. Il fenomeno sta emergendo in maniera forte», ha sottolineato il co-autore del rapporto, il giornalista Claudio Forleo. Nel centro-nord la ‘maglia nera’ per i casi tra il 2013 e il 2017 va al Lazio (127), seguita dalla Lombardia (96). I numeri aumentano anche a livello complessivo. Dal 2011, anno della prima edizione del rapporto, gli atti intimidatori sono cresciuti del 153%. Nel 2017 sono stati censiti 537 i casi da Avviso Pubblico, uno ogni 16 ore. «Ora più che mai – ha sottolineato Schlein – credo sia importante mostrare la nostra solidarietà agli amministratori locali in Italia e in tutta Europa. Costruire una rete di vicinanza è lo strumento migliore contro il metodo mafioso, che mira a isolare le sue vittime».

I NUMERI Negli ultimi cinque anni – dal 2013 al 2017 – Avviso Pubblico ha censito 2182 atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali, più di una minaccia al giorno. Dal 2011, anno della prima edizione del Rapporto “Amministratori sotto tiro” in cui furono censiti 212 casi, gli atti intimidatori sono aumentati del 153%. Il fenomeno nel 2017 ha coinvolto per la prima volta tutte le 20 regioni italiane, 78 Province e 314 Comuni – il 6% in più nel confronto con il 2016.

DATI REGIONALI Se analizziamo i dati regionali degli ultimi cinque anni – dal 2013 al 2017 – è la Sicilia la regione più colpita con 396 casi censiti. A seguire la Calabria con 328 casi, la Puglia con 312 e la Campania con 305. Quinto posto per la Sardegna, con 193 intimidazioni. Al sesto posto il Lazio con 127 casi è la prima Regione del Centro – Nord, davanti a Lombardia (96 casi), Toscana (68 casi), Emilia-Romagna (65 casi) e Veneto (60 casi).

DAL 2013 AL 2017 Se confrontiamo i dati regionali dell’anno 2013 con quelli del 2017 appare evidente l’aumento, in assoluto e in percentuale, del numero di intimidazioni al Centro – Nord, come evidenziato nella successiva tabella. Si passa dal 20% del totale di minacce e intimidazioni nell’anno 2013 al 31% nel 2017.







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