Sanità, la restaurazione di Schael targata M5S

Il sub commissario voluto dal governo gialloverde porta nei suoi uffici Giuseppe Fratto, una vecchia conoscenza non solo per lui ma anche per le cronache giudiziarie calabresi

LAMEZIA TERME Con buona pace per le bellicose dichiarazioni quotidiane e per la copiosità degli esposti prodotti, nei fatti, quella portata avanti dal Movimento Cinque stelle nella sanità calabrese appare più una scelta di restaurazione che non certo di cambiamento. Ultima in ordine d’arrivo, infatti, è la decisione del già chiacchieratissimo sub commissario Thomas Schael di portarsi nell’ufficio del commissario Giuseppe Fratto, dirigente apicale dell’Azienda sanitaria di Crotone. Una vecchia conoscenza, non solo per Schael ma anche per le cronache giudiziarie che, all’epoca, spinsero l’allora governatore Agazio Loiero a revocare Schael con effetto immediato. Una collaborazione antica, dunque, quella tra Fratto e Schael, resa ancora più solida dall’aver dovuto affrontare insieme i marosi di una indagine per tentata concussione in danno della proprietà di una grossa clinica privata crotonese. All’epoca Schael imperava sulla sanità di Crotone e Fratto dirigeva il dipartimento assistenza ospedaliera dell’Azienda crotonese. Secondo i magistrati della Procura di Crotone, coordinati all’epoca dal procuratore Pierpaolo Bruni, avrebbero, unitamente ad altri personaggi del sottobosco politico catanzarese, tentato di ottenere lauti compensi economici dai titolari della casa di cura privata “Villa Giose”. La Digos della Questura di Crotone, che condusse quelle indagini, ricostruì in una informativa la storia di una serie di crediti vantati dalla clinica “Villa Giose” per le prestazioni erogate in regime di convenzione con l’Azienda sanitaria provinciale. A bloccare i pagamenti sarebbe stato proprio il dirigente Giuseppe Fratto. Quelle stesse somme sarebbero state poi corrisposte ma solo dopo la mediazione offerta da un intermediario che, secondo l’accusa, si sarebbe fatto consegnare dal titolare di “Villa Giose”, Giovanni Ussia, una somma di 40mila euro, più 5mila euro per le spese sostenute. Il presunto ostruzionismo alla liquidazione di un credito di circa 11 milioni di euro vantato dalla clinica “Villa Giose”, attraverso decreti ingiuntivi divenuti già esecutivi, era invece alla base dell’ipotesi di tentata concussione contestata a Thomas Schael e Giuseppe Fratto. I due oggi tornano a collaborare professionalmente. Del resto chi meglio di loro può dare una mano a risanare le sorti e la credibilità della sanità calabrese?

Pa. Po.







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