L’allarme dei sindacati: «Al porto di Gioia Tauro ripartono i licenziamenti»

L’appello al governo e alla giunta regionale: «Contship annuncia la riapertura della procedura di licenziamento. No a guerre tra poveri»

GIOIA TAURO Il 18 dicembre il ministro Danilo Toninelli è andato a Gioia Tauro per rassicurare i lavoratori e i calabresi sugli investimenti pubblici e privati per il porto. L’accordo di programma quadro firmato nel 2016 prevedeva infatti oltre all’agenzia per la ricollocazione dei lavoratori dichiarati in esubero anche consistenti investimenti da parte di Msc e Contship e investimenti pubblici per la realizzazione del gateway ferroviario e del bacino di carenaggio. Ma oggi, a due mesi da quell’incontro, le organizzazioni sindacali «non hanno ancora avuto la possibilità di sapere come procede la discussione fra Msc e Contship e quali interventi strutturali ha deciso di fare il governo il cui disimpegno su Gioia è ormai eloquente». «L’unica certezza – scrivono in una nota le Rsa, le segreterie territoriali e le segreterie regionali di Filt-Cigl, Fit-Cisl, Ugl-Mare e Coordinamento portuali Sul – è che oggi c’è la informativa che Mct ha dato alle organizzazioni sindacali e cioè un ulteriore calo di volumi nel 2017 del 12,5% rispetto al 2016 che si aggiunge al calo già subito nel 2016 rispetto al 2015 e a quello ulteriore in corso nel 2018. Questa drammatica situazione – denunciano ancora i sindacati – sta portando alla chiusura del porto di Gioia Tauro. L’azienda ha annunciato l’apertura di una nuova procedura di riduzione di personale ancora più pesante di quella avviata nel 2017. Le Organizzazioni sindacali sono profondamente preoccupate per tale situazione che si prospetta come un ulteriore colpo alle speranze di un intero territorio, dei lavoratori, della Calabria». «Non permetteremo una guerra fra poveri. Siamo fermamente contrari alla contrapposizione dei lavoratori con altri lavoratori. Rivendichiamo l’attuazione dell’Accordo di Programma Quadro sottoscritto nel 2016 alla Presidenza del consiglio, e cioè gli investimenti pubblici e privati per rilanciare il porto. Chiediamo dunque al Governo Conte e al ministro Toninelli – concludono i sindacati – di far rispettare quell’Accordo di programma quadro. Chiediamo alla Giunta regionale di intervenire con forza nei confronti del governo, di Mct e di Msc. La Calabria, quella democratica e del lavoro, questa volta si deve unire per difendere gli interessi legittimi di Gioia, della Calabria, di chi lavora e di chi il lavoro lo cerca».







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