Il M5s insorge contro la metro. «Il cantiere ha preso in ostaggio la città»

Dopo il vertice in Prefettura i portavoce pentastellati Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Alessandro Melicchio e Massimo Misiti manifestano preoccupazioni circa la sicurezza e l’ordine pubblico. Poi al comune: «Perché non si valuta una consultazione popolare?»

COSENZA «Il progetto della Metrotramvia Cosenza-Rende è un’opera non solo inutile, costosa e dunque dalle dubbie ricadute positive sul territorio come andiamo dicendo da tempo, quanto, fin da ora, già pericolosa». Rompono gli indugi e ad una nota affidano tutti i loro dubbi sull’infrastruttura che dovrebbe collegare Cosenza fino all’Unical. Sono i portavoce del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Alessandro Melicchio e Massimo Misiti (in foto).  «Il cantiere – dicono i parlamentari- che ha dato inizio ad una parte marginale dei lavori, ha contestualmente preso in ostaggio l’intera area urbana. Nel vero senso della parola. Tanto che, allarmanti profili di mancata sicurezza ed ordine pubblico, ai più comprensibili fin dagli albori del progetto, stanno inesorabilmente emergendo. Tali preoccupazioni hanno, giustamente, trovato concretezza nell’incontro avvenuto il 27 febbraio in Prefettura alla presenza di Comitati, associazioni e cittadini comuni.  In caso di emergenze e calamità naturali la città di Cosenza si troverebbe infatti, con viale Mancini e le traverse che vi confluiscono ingessato, sprovvista di adeguate vie di fuga –come d’altronde senza punto di raccolta, ovvero piazza Bilotti, già interessata da un sostanziale cambio di fisionomia- così come previsto nel vetusto Piano di sicurezza cittadino. Basti pensare ai mezzi di soccorso, come quelli del Vigili del fuoco, impossibilitati dal raggiungere del tutto o parzialmente, molte abitazioni e da qui, di conseguenza, il pericolo immediato per i residenti». E se da una parte ci sono i problemi relativi alla regolamentazione del traffico desta preoccupazione tra i portavoce pentastellati, la totale indifferenza di Palazzo dei Bruzi di voler prendere in considerazione la possibilità di indire una consultazione popolare anche in considerazione delle oltre 3mila firme raccolte dal comitato “No metro Sì al Viale” in meno di due settimane. «A proposito di regolamentazione comunale carente e della mancata volontà di dare ascolto alla città sulle questioni sostanziali che riguardano la città stessa, desta altrettanta meraviglia l’assenza di uno strumento attuatore della democrazia partecipata -continuano nella nota i portavoce-. In una situazione del genere, assai controversa, sarebbe stato opportuno dare spazio anche a forme di coinvolgimento come la consultazione popolare, attualmente non percorribile. Un vulnus grave che non consente a tutti i cittadini di esprimersi per come avrebbero voluto se è vero che sono state raccolte migliaia di firme certificate richiedenti un referendum popolare sull’opera. Alla luce di tutte queste problematiche -conclude la nota- ci auguriamo che si approfondiscano adeguatamente, nelle sedi competenti, le criticità venute fuori in ordine soprattutto alla sicurezza delle persone in modo da ripensare completamente una grande opera nata male e poco amata dai cittadini».





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