Primarie anomale, ecco i Comuni in cui il Pd ha fatto meglio delle Politiche

Malgrado le difficoltà del partito regionale, in molte realtà i dem sono riusciti ad avere più voti che alle ultime elezioni per il Parlamento. Clamoroso l’esito nel paese di Magorno e in molti seggi del Vibonese. A Simbario votano tutti per Censore

LAMEZIA TERME Il Pd calabrese gode di ottima salute. Almeno, è questa la sensazione che si ricava dalla lettura dei dati delle primarie, che mostrano la vitalità di un partito che, negli ultimi tempi, è arrivato perfino a vedere il lato positivo delle due sconfitte in Abruzzo e in Sardegna.
L’affluenza registrata in Calabria lo scorso 3 marzo, invece, dimostra il buono – anzi, in certi casi buonissimo – stato di forma del Pd regionale. Nessuno poteva preventivarlo, in realtà, perché dalle ultime Politiche – che hanno visto il partito arrancare pericolosamente, come certificato dal misero 14% ottenuto – alle primarie di domenica le cose sono peggiorate ulteriormente: il segretario in carica, Ernesto Magorno, si è dimesso (o è scaduto?), il congresso regionale non è stato celebrato e il Nazareno, pochi mesi fa, ha di nuovo commissariato il partito.
C’erano, insomma, tutte le condizioni affinché si verificasse un clamoroso flop in occasione del voto per la scelta del nuovo segretario e per l’elezione dei membri dell’assemblea nazionale. E invece, e invece no. I dati relativi ai votanti parlano chiaro: ben 70mila calabresi hanno (avrebbero) deciso di pagare due euro per mettere una x su una lista o su un candidato.
Davvero sorprendente, considerati i chiari di luna di una formazione politica dilaniata da lotte intestine e costretta a subire, giorno dopo giorno, gli addii di tutti quei dirigenti in cerca di una casa più confortevole in vista delle prossime Regionali.

LE ANOMALIE Come sempre accade, tuttavia, la festa del voto democratico si traduce, a partire dal giorno dopo, nella litania delle recriminazioni, delle accuse incrociate e dei ricorsi. Sono già diverse le istanze di annullamento recapitate alla commissione regionale per il congresso che, a distanza di cinque giorni, non ha ancora ratificato il voto, né ufficializzato i nomi degli eletti.
Di anomalie, in effetti, se ne sono verificate molte. A sorprendere sono soprattutto i dati di alcuni, di tanti Comuni in cui il Pd, in occasione delle primarie, è riuscito a portare ai seggi un numero di persone superiore a quello delle Politiche dello scorso anno, quando, cioè, il Pd nazionale raggiunse il 18,7% a fronte dell’11 e del 13% raccattato, solo poche settimane fa, rispettivamente in Abruzzo e Sardegna. Com’è possibile, allora, che in Calabria, con tutti i problemi che hanno attanagliato il partito regionale nell’ultimo anno, in alcuni, in tanti Comuni si sia registrata un’impennata di votanti per certi versi sensazionale?

CASI SINGOLARI Nel Crotonese, ad esempio, si registrano diversi casi singolari. A Casabona, alle Politiche 2018, il Pd ottenne 263 voti, mentre domenica scorsa ne ha raccolti ben 363, 100 in più. Strano? Non proprio, se si tien conto che la stessa cosa è avvenuta a Isola Capo Rizzuto (422 alle primarie, 365 alle Politiche), a Strongoli (502, 322) e a Cirò (342, 257). Anche a Melissa, governata dal sindaco Gino Murgi (che è anche presidente della Federazione provinciale), il dato delle primarie è di gran lunga superiore a quello delle elezioni politiche: 375 voti contro 290.

NEL COSENTINO Ma il dato più clamoroso riguarda senz’altro un’altra provincia, quella di Cosenza. E arriva da Diamante, latifondo elettorale dell’ex segretario regionale Magorno. Qui, un anno fa, il Pd, che sosteneva la candidatura all’uninominale del socialista Luigi Incarnato, conquistò solo 361 voti. Ebbene, alle primarie è cambiato tutto e una buona fetta della popolazione (in totale 5.300 anime) si è appassionata alle cose del Pd e alle sue consultazioni interne. Risultato: 984 votanti, 623 in più rispetto agli elettori dem del 2018. Un prodigio. Ancor più prodigioso, poi, è il risultato della lista Martina, sostenuta, manco a dirlo, da Magorno in persona: 786 voti.
Ma la discrasia tra gli esiti delle due votazioni compare anche a Mormanno (509 voti alle primarie, 459 alle Politiche), Fuscaldo (390, 345) e a Praia a Mare (440, 413). Ad Acri, invece, che aveva il proprio sindaco, Pino Capalbo, tra i candidati all’assemblea, il sorpasso non è riuscito per poco: 1.130 votanti alle primarie, contro i 1.321 del 4 marzo 2018.

A VIBO In fondo, sono stranezze di poco conto se paragonate a quanto avvenuto in alcuni Comuni del Vibonese, dove a fare la parte del leone, con percentuali superiori al 70%, è stata la lista “Calabria con Zingaretti”, tra i cui principali sostenitori c’era l’ex deputato di Serra San Bruno Bruno Censore. A Simbario, che sfiora i mille residenti, hanno partecipato al voto del Pd 110 persone (nel 2018 i dem avevano preso 97 voti), più di una su dieci. Tra questi, ben 109 hanno espresso la propria preferenza per la lista del già parlamentare (l’unica scheda rimasta è stata dichiarata nulla).
Stesse dinamiche a Filogaso (337 votanti alle primarie, contro i 223 delle Politiche), a Brognaturo (149, 42), a Soriano (300, 189) e a Zungri (170, 165). A Filadelfia, feudo dell’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi, hanno raggiunto i seggi 613 persone (482 voti per Martina), 209 in più rispetto alle preferenze del 2018 (404).
Malgrado queste anomalie, Antonino Schinella, ex candidato alla guida di Palazzo ex Enel, nonché capolista di “Calabria con Zingaretti”, ha rivendicato la regolarità del voto: «Dopo una settimana di veleni e illazioni intorno ai risultati delle primarie per l’elezione del segretario nazionale del Partito democratico e dei delegati dell’Assemblea nazionale del Pd relativi alla provincia di Vibo Valentia, dopo le reprensibili dichiarazioni scomposte che hanno vilipeso decine di dirigenti e volontari del partito, apprendiamo oggi che l’unica Federazione provinciale in regola con gli adempimenti congressuali è, guarda caso, proprio quella vibonese». Tra i dati cui fa riferimento Schinella ci sono anche quelli relativi al Comune di cui è sindaco, Arena, dove sono stati registrati la bellezza di 413 votanti. Un dato sensibilmente superiore rispetto alle 121 preferenze che il Pd prese in questo Comune alle elezioni per il Parlamento.

IL NULLA DI CATANZARO E IL CASO LOCRI Difficile fare confronti in provincia di Catanzaro. Per una ragione: non sono stati ancora resi noti – unico caso in tutta la regione – i dati relativi a ogni Comune. A Reggio, invece, le stranezze riguardano diversi paesi della Locride, tra cui Ardore, dove a votare per il nuovo segretario del partito sono andati in 194: alle Politiche il Pd prese 174 voti. Dati in controtendenza anche a Bianco (371 alle primarie, 228 l’anno scorso) e a Locri, dove i dem sono riusciti a portare alle urne 830 elettori. Nel 2018 le preferenze erano state “solo” 709.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it







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