Stige, rinviato a giudizio il maresciallo Greco

L’ex comandante di Cava di Melis è accusato di associazione mafiosa. Avrebbe favorito un cartello di imprese, in odore di mafia, dedite al taglio boschivo. Il processo inizierà il 20 maggio a Crotone

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Si svolgerà il prossimo 20 maggio davanti al Tribunale collegiale di Crotone il processo a carico di Carmine Greco, maresciallo ex comandante della Stazione di Cava di Melis (frazione del Comune di Longobucco, nella Sila Cosentina) accusato dalla Dda di Catanzaro di associazione mafiosa (che il Riesame aveva mitigato in concorso esterno), rivelazione del segreto istruttorio, omissioni d’atti d’ufficio e favoreggiamento, reati aggravati dal metodo mafioso. Il gup Pietro Carè non ha accolto la richiesta della difesa dell’imputato, gli avvocati Franco Sammarco e Antonio Quintieri, che aveva presentato al gup un’eccezione per incompetenza territoriale e funzionale chiedendo la trasmissione degli atti che riguardano il maresciallo a Salerno, dove lo stesso è indagato – insieme ad altre persone, tra cui magistrati e pubblici ufficiali – per abuso d’ufficio e falso. L’indagine nella quale è coinvolto Greco fa parte della maxi-inchiesta “Stige” condotta contro le ingerenze sul territorio crotonese e cosentino da parte della cosca Farao-Marincola di Cirò e da suoi affiliati e sodali. Un procedimento che vede imputate – tra rito ordinario e abbreviato – 188 persone. Secondo l’accusa Greco avrebbe illecitamente favorito un cartello di imprese dedite al taglio boschivo. 
Le indagini condotte dai militari del Noe hanno portato all’arresto del comandante Greco a luglio 2018. Negli atti sarebbero emerse vicende penalmente rilevanti a carico di magistrati del distretti di Catanzaro che sono state trasmesse e Salerno, Procura competente per gli illeciti commessi da toghe del distretto di Catanzaro. Secondo i legali di Greco i fatti contestati dalle due Procure sono sovrapponibili e il processo sarebbe dovuto passare a Salerno. Secondo il sostituto procuratore della Dda Paolo Sirleo, come descritto in una memoria tecnica, le vicende non sono speculari e il processo doveva restare in Calabria. Il gup ha accolto la richiesta della Procura. Il 20 maggio vi sarà la prima udienza a Crotone. (a.truzzolillo@corrierecal.it)







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