Sanità, 423 milioni ai privati nel 2018. Ecco i conti (in rosso) di Asp e Ao

Emergono i primi riscontri dalle verifiche avviate dai commissari per fare chiarezza sui conti delle Aziende sanitarie e ospedaliere calabresi, che non sempre hanno fornito i documenti nel dettaglio. La cifra per l’acquisto di prestazioni dalle strutture accreditate è salita di 10 milioni rispetto a quella del consuntivo 2017. Il caso dei tetti di spesa sforati e dei controlli sulle fatture

di Sergio Pelaia
CATANZARO Nel 2018 le Asp calabresi hanno speso 423 milioni di euro per l’acquisto di prestazioni sanitarie dalle strutture private. È uno dei dati che sono emersi nel vertice che si è tenuto mercoledì alla Cittadella: da una parte il commissario Saverio Cotticelli, il sub commissario Thomas Schael e i vertici del dipartimento Salute della Regione, dall’altra i presidenti dei collegi dei revisori dei conti delle Asp (erano assenti quelli di Catanzaro e Vibo). L’obiettivo della nuova struttura commissariale è proprio quello di verificare quali e quanti siano i rapporti tra le Aziende sanitarie e le strutture private accreditate in modo da fare chiarezza sui conti della sanità calabrese e quantificarne con certezza il disavanzo.
Nel quarto trimestre del 2018 per l’acquisto di beni e servizi in generale sono stati spesi 2,9 miliardi di euro, una cifra che fa registrare un aumento di 41,3 milioni rispetto ai numeri del consuntivo 2017. E nel dettaglio, come detto, per l’acquisto di prestazioni da privato le Asp hanno sborsato 423,512 milioni di euro nel 2018, un dato in aumento di 10 milioni rispetto a quello del consuntivo 2017.
I commissari e i tecnici del Dipartimento hanno poi rilevato che tra le varie Asp non c’è uniformità procedurale nella gestione dei rapporti con le strutture private accreditate. E, su questo, dovranno essere effettuate diverse verifiche: sulle prestazioni erogate e sulle fatture trasmesse dalle strutture private, sui provvedimenti di liquidazione, sulle note di credito emesse (eventualmente) in caso di sforamento dei tetti di spesa previsti nei contratti, nonché sulle partite debitorie e sui decreti ingiuntivi emessi al 31 dicembre scorso.
Sull’acquisto di prestazioni di assistenza specialistica dai privati, poi, si registra come, guardando i dati di produzione da tessera sanitaria al primo marzo 2019, ci sia una produzione di erogatori privati che, in particolare all’Asp di Reggio, sfora i tetti di spesa assegnati dal decreto commissariale 172/2018 di ben 75,9 milioni di euro.
Poi c’è la questione degli accantonamenti per i rischi, che sono diminuiti di 5,1 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2018. E quella del contenzioso in essere al 31 dicembre scorso: è stata chiesta una ricognizione, ma ad oggi non tutte le Asp hanno trasmesso i dettagli del contenzioso, e i dati finora trasmessi presentano una ricognizione ma non sempre una valutazione sul rischio da accantonare. Stesso discorso per la gestione di proventi e oneri straordinari (fatture passive di anni pregressi, esiti di provvedimenti giudiziari) che presentano un saldo pari a 16,5 milioni: le poste straordinarie impattano notevolmente sul disavanzo, ma anche in questo caso le Asp non sempre hanno fornito la documentazione nel dettaglio.

I CONTI (IN ROSSO) DELLE SINGOLE AZIENDE
Guardando ai risultati di esercizio del 2018, solo due Aziende (tra sanitarie e ospedaliere) risultano in attivo: l’Asp di Vibo (considerando però i molti dubbi sui servizi erogati espressi in ultimo dal ministro Giulia Grillo) di 8 milioni di euro e l’Azienda ospedaliera di Cosenza che risulta in pareggio. Per il resto, è una sfilza di segni meno: – 40,38 milioni all’Asp di Catanzaro; -32,5 milioni all’Asp di Cosenza; -31,89 milioni all’Asp di Crotone; -21,6 milioni all’Asp di Reggio; -27,7 milioni all’Ao Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, -20,9 milioni all’Ao Mater Domini di Catanzaro, -13,9 milioni all’Ao di Reggio. Per un totale di 157 milioni di euro di disavanzo.
(s.pelaia@corrierecal.it)







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