Catanzaro, ingiurie e minacce: assolto

L’imputato avrebbe rivolto a un uomo di 37 anni frasi minatorie, «ti faccio morire daveru cui mani mei» e offese «bastardo, vigliacco, pedofilo». Secondo il Giudice di pace, il fatto non costituisce reato

CATANZARO È stato assolto dall’accusa di minaccia e ingiuria Giovanni Pedata, 55 anni, che, secondo i reati a lui contestati, il 30 novembre 2013 si sarebbe rivolto nei confronti della parte offesa, un uomo di 37 anni, con le seguenti espressioni: «Ti devo avere nelle mie mani e ti fazzu… nu culo quanti na casa… t’avia curteddiato… Ti faccio morire daveru cui mani mei… ti fazzu na caciata». Quello stesso giorno avrebbe appellato la stessa persona con le espressioni «Ricchione… bastardo… sei un cretino… vigliacco sei una merda… sei un pedofilo… cretino… cantaru di merda… nun bali na lira».
Venerdì il Giudice di pace Immacolata Ida Zagordi ha accolto le tesi difensive dei legali di Pedata, gli avvocati Vincenzo Cicino e Carmen Chiefari e ha assolto l’imputato dalle accuse contestate con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.







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