Donne e sport, unità di intenti contro la discriminazione

Incontro promosso dal Coni Calabria con rappresentanti delle istituzioni sul tema delle disparità di genere nello sport

REGGIO CALABRIA Tutelare la donna nella vita, nel sociale e nello sport. E’ questo il messaggio emerso dall’incontro dal titolo “Donne e sport, una discriminazione mai sconfitta – prospettive di riforma per un cambiamento”, che si è tenuto nella sala Giuditta Levato del Consiglio regionale. Diversi gli interventi tra cui quello dell’assessore regionale al Lavoro e al Welfare Angela Robbe che ha sottolineato «l’importanza di rintracciare una sinergia vincente tra i diversi soggetti che operano per l’affermarsi della piena parità tra uomo e donna. Garanzia non solo delle donne ma della piena cittadinanza per la quale le istituzioni, sia a livello comunale che a livello regionale, lavorano quotidianamente, rappresentando elementi determinanti per la garanzia delle pari opportunità». A dare il suo contributo anche il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che ha sostenuto «l’ennesima battaglia, sfida e tema da portare avanti con operosità e voglia di fare», augurandosi che «questo dibattito porti all’approvazione della doppia preferenza di genere». Il questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone ha parlato di donne e pari opportunità come «argomenti dall’enorme portata. Una violenza di donne che purtroppo molte volte ricade anche sui minori, attanagliando una comunità che attraverso la giustizia deve credere nel cambiamento». Emotivamente forte l’intervento del presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità Cinzia Nava: «Molte medaglie e pochi diritti. Non ci sono paragoni per via delle disparità ancora oggi presenti, disparità combattute nel tempo con una donna che, nel tempo, ha acquisito il diritto di voto, entrando a far parte anche del mondo sportivo, gettando solo le basi per l’eguaglianza con l’altro sesso. Anche sotto il profilo economico – ha ricordato la Nava è forte la disparita tra i generi e ad alimentare il sistema sbagliato contribuiscono fortemente i media; è viva, infatti, anche nel linguaggio la propensione a caratterizzarsi sul maschile». Secondo la vicepresidente della Commissione regionale per le Pari opportunità Monica Falcomatà «il convegno “Donne e Sport una Discriminazione mai sconfitta” rappresenta un tassello da inserire in un percorso più lungo». La voce dello sport giocato e combattuto è arrivata dal membro del Consiglio nazionale del Coni Silvia Salis: «Le donne sono più precise, determinate e costanti. L’ambito femminile ha bisogno di molte attenzioni dal punto di vista emotivo ed in termini d’approccio. La difficolta c’è in tutto ma il problema riguarda la mentalità maschilista. 52% uomini e 48% donne rappresentano i dati di partecipazione all’attività sportiva oggi ma – ha spiegato il problema riguarda la rappresentanza ai vertici federali dove la donna fatica molto. Bisognerebbe affiancare alle leggi quello scatto culturale fondamentale per creare le condizioni del cambiamento». A presentare il quadro tecnico, apportando un enorme contributo di natura giuridica è stata la docente di diritto sportivo c/o Unirc Angela Busacca la quale ha sottolineato come «proprio il percorso giuridico e normativo rappresenti una corsa ad ostacoli in una società che merita e vuole il cambiamento». Ha concluso i lavori il presidente del Coni Calabria, Calabria Maurizio Condipodero: «La donna ha, sin da sempre, subito la prevaricazione e le angherie provenienti dal genere maschile anche nel mondo dello sport. Le donne annasperanno nell’ottenimento dei propri diritti ma dopo Pierre de Frédy, barone di Coubertin, il percorso di crescita inizierà a cambiare. Nelle ultime Olimpiadi, infatti, i numeri confortano il sistema, ribaltando statisticamente la presenza della donna e delle discipline sportive dedicate rispetto agli uomini. Proposte di legge, istanze e tanto altro – ha concluso Condipodero – per la donna e la sua posizione all’interno della società dovrebbero stimolarci in termini di contesto sociale vincente per avviare iniziative popolari che andrebbero realmente ad abbattere qualsiasi forma di barriera».

 







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