COMUNALI | Rende, sarà ballottaggio tra Manna e Principe – VIDEO

I due contendenti si sfideranno il prossimo 9 giugno. Circa il 33% dei rendesi ha riservato le proprie preferenze per il sindaco uscente, mentre il 27% si è schierato con il leader socialista

di Michele Presta
RENDE Saranno Marcello Manna e Sandro Principe a sfidarsi per la conquista dello scranno più importante al comune di Rende. Il sindaco uscente ed il “vecchio” leader socialista il prossimo 9 giugno chiederanno ai rendesi una preferenza secca. L’uno l’antitesi dell’altro, modi differenti di concepire la città ed il suo sviluppo. Talmente diversi che nel corso della campagna elettorale non se le sono certamente mandate a dire. Il sindaco in corsa per il secondo mandato rivendica di aver sistemato i conti dell’ente. Aver allontanato lo spettro del dissesto economico lasciato in eredità dalle precedenti amministrazioni, è il risultato migliore a parer di Manna. Ma il rivale Principe è sempre pronto a punzecchiare: «Se proprio vogliamo tornare ai fasti di un tempo, l’uomo da votare non posso che essere io». Nel frattempo tra i due rimane la distanza che gli elettori hanno solcato nel primo turno. Con 32 sezioni scrutinate su 34, secondo i dati del Viminale, il 31,5 % dei rendesi ha accordato la fiducia al sindaco uscente, mentre il 26,2% preferisce Principe, con Talarico terzo al 20,8%. Tra i due una forbice di voti che in termini numerici, in tutto il pomeriggio dello spoglio, è oscillata tra i 600 e 700 voti. Partendo da questi numeri i due sfidanti inizieranno a ragionare in ottica ballottaggio, soprattutto considerando che tra di loro ci sono 7 candidati con i quali entrambi potrebbero sedersi per istaurare un confronto ed un possibile appaiamento.

IL GIORNO DI SPOGLIO Animi elettrici e frizzanti. Il giorno dello spoglio delle 32 sezioni dove hanno votato i 22.853 aventi diritto, è quello tipico delle competizioni elettorali. È un continuo il via vai dalle scuole dove, come rapaci pronti ad agguantare la preferenza, stazionano i rappresentanti di lista. Pile di fogli con griglie di candidati arrivano alle segreterie dei nove candidati mentre in quella di Marcello Manna tutti stanno incollati allo schermo dove viene proiettato lo spoglio in tempo reale realizzato attraverso l’utilizzo di una app progettata ed installata sui cellulari dei rappresentanti di lista. «L’unica in Europa che funziona così», spiega Umberto Nigro che ne ha curato la progettazione. Le ore passano e le intenzioni di voto diventano sempre più palesi. Manna e Principe staccano Mimmo Talarico che diventa il terzo incomodo della competizione e man mano che arrivano i risultati dai seggi si attesta al 21% circa delle preferenze. L’attenzione è tutta per i sindaci, ma a stuzzicare l’attenzione di curiosi e cittadini è il peso delle liste che compongono la coalizione. Rispettano le attese “Il Laboratorio civico”; “Manna Sindaco” e “Forza Rende” le tre liste forti della coalizione targata Marcello Manna. “Attiva Rende” e soprattutto “Rende al Centro” hanno provato a tirare la corsa di Mimmo Talarico mentre la “Rende Riformista” e “Insieme per Rende” sono le due liste reggine della coalizione di Principe. Non arriva alla doppia cifra ma non sfigura Massimiliano De Rose che con la sua “Open politica aperta” (composta da tre liste) riesce ad attestarsi all’8,4%.

IN AFFANNO DOPO L’EXPLOIT DELLE EUROPEE Solo dopo il ballottaggio e ricorrendo alle regole ferree del Metodo D’Hont si capirà con certezza se il Movimento 5 Stelle riuscirà a tenersi stretto il posto in consiglio comunale conquistato già cinque anni fa. La percentuale dei pentastellati si attesta intorno al 5% mentre non supera il 2% la lista della Lega di Matteo Salvini con il candidato Sergio Scalfari che rimane fuori dai giochi. Le migliaia di preferenze riservate alle elezioni europee a Laura Ferrara ed al ministro degli interni nel voto amministrativo sono un miraggio recondito. Alla corsa per un posto in consiglio, invece, potrebbe non rinunciare Sergio Tursi Prato, mentre sono spente le velleità del Psi e del suo candidato Francesco Tenuta, così come quelle di Eleonora Cafierro che con il Movimento Noi è stata l’unica candidata donna. (m.presta@corrierecal.it)







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