Soumaila Sacko, un anno dopo l’assassinio apre lo “Sportello dei diritti”

A San Ferdinando sarà fornita assistenza a chi ne avrà bisogno. Marra: «Lavoriamo affinché si rispettino tutti i diritti»

SAN FERDINANDO Ventinove anni una figlia, le origini maliane ed una vita da bracciante in Calabria. È passato un anno dalla morte di Soumaila Sacko. Il due giugno scorso la salma del giovane bracciante veniva coperta da un lenzuolo bianco, inerme nell’area dell’ex Fornace Tranquilla di San Calogero nella provincia di Vibo Valentia. Un colpo di fucile a brucia pelo lo ha colpito dritto alla testa è morto sul colpo mentre cercava le lamiere per rafforzare la baracca che chiamava casa a San Ferdinando. La “baracopoli” piange sangue per altre due volte prima di essere smantellata ma la memoria di Sacko e l’impegno come attivista nell’Unione sindacale di base rimane. L’anniversario della sua morte è solo la data convenzionale per intitolargli “Sportello dei diritti” realizzato in una stanza del comune di San Ferdinando. Chi lo gestisce già da diverso tempo aiuterà i tanti lavoratori stagionali che arrivano nella piana con tutta la burocrazia. Un piccolo passo nella lunga strada del riconoscimento dei diritti. «Ha lavorato per un percorso di sindacalizzazione dei braccianti agricoli –dice Peppe Marra dell’Usb calabrese- il suo impegno continua a rimanere vivo non solo su questo territorio ma anche a livello nazionale». Sì, perché il prossimo sei giugno a Foggia si terrà una grande manifestazione «È un anno che andiamo avanti con il nostro lavoro, che non è solo difesa dei diritti, ma anche di altre forme di tutela dei lavoratori agricoli che per noi fanno parte dell’impiego dipendente in quanto –spiega Maara-. Dobbiamo riconoscergli tutti i il lavoro dipendenti, di persone che contribuiscono a tutto il territorio italiano.

UNA VOCE CHE GRIDA: GIUSTIZIA Il 13 giugno prossimo è calendarizzata l’udienza dinnanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro che dovrà decidere sull’accusa di omicidio volontario mossa nei confronti Antonio Pontoriero. «Aspettiamo cosa decideranno i giudici – dice Bakary Fofana, cognato di Sacko-. A nome della famiglia, tutto quello che vi chiediamo è di rispettare i diritti umani. Continuate a sostenere il cammino di giustizia sulla verità della morte di mio cugino». Alla conferenza stampa indetta dall’Usb nel comune di San Ferdinando ha partecipato anche Madou Fofana amico di Soumaila Sacko suo compagno di sventura nel giorno dell’uccisione. «Sono molto provato da quanto è successo- dice-, dopo un anno ricordo benissimo quando fummo presi a fucilate e da quel giorno abbiamo avuto il sostegno del sindacato Usb. Un sostegno che chiedo ancora affinché si arrivi alla verità e alla giustizia della vicenda di Soumaila ma anche per avere quello che ci spetta come lavoratori». All’appuntamento hanno partecipato anche Giorgia Campo che collabora allo “Sportello dei diritti” ed il sindaco di San Ferdinano. «Questa terra non ha saputo aprirgli le braccia, lontano da una offesa tragica. Oggi ricordandolo facciamo nostri i sogni e le speranze di Soumaila – dice Andrea Tripodi-».

MALI-CALABRIA LA VITA DI UN BRACCIANTE «Uomini, persone, sindacalisti associazioni. Sono in tanti a ricordarsi di Soumaila Sacko e rappresentano tutti la Calabria e la sua memoria che con la schiena diritta va avanti e salvaguardia la propria terra». Sono queste le parole con cui si presenta il dirigente nazionale dell’Usb, Soumaoro Abubakar. «Soumaila era un bracciante e nella terra di Calabria si era riconosciuto e aveva deciso di rimanere. Era scappato dal Mali per via dal cambiamento climatico, mentre c’è chi scappa dalla Calabria per le scelte scelerate parte della politica. Qui noi abbiamo trovato una popolazione che con calore e senza diffidenza ha condiviso con noi il 23 giugno scorso la nostra manifestazione –aggiunge-. Il nostro agire sindacale è lontano dai salotti e dai convegni. Siamo al fianco di questi proletari, non migranti, così si spoglia la loro dignità. Insieme a noi le persone hanno affrontato una certa deriva presente nella filiera agricola andando contro il vento del conformismo come ha fatto Mimmo Lucano che è stato a fianco di questi lavoratori, con la consapevolezza che qui non c’era da barattare merce elettorale ma solo dare dignità e diritti a persone. Non ci faremo tirare dalla giacca, indipendentemente dai colori della palle, collaboriamo con tutti e la condividiamo la gioia di aprire questo sportello». (mi.pr.)







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