Cosenza, il taglio agli insegnanti arriva ai ministri Bussetti e Bonafede

Il titolare del dicastero dell’istruzione e quello della giustizia sono stati informati attraverso una interrogazione parlamentare a firma di Alessandro Fusacchia. Oltre 150 insegnanti rischiano di dover lasciare la provincia per degli errori in organico

di Michele Presta
COSENZA Il «pasticcio», come definito dalle sigle sindacali, dei 214 insegnanti che sul finire del mese di maggio hanno scoperto di aver perso il posto nella provincia di Cosenza per degli errori in organico arriva dritto a Roma. È Alessandro Fusacchia (di formazione Radicale) a scrivere al Ministro della Giustizia e a quello dell’istruzione per portarli a conoscenza ed eventualmente avere risposte della situazione, tutta in salsa bruzia, in merito ai 103 insegnanti che vengono a mancare nelle sedi carcerarie e nei corsi serali e dei 111 insegnanti che invece sono impegnati nei corsi diurni. Quasi il 7% del corpo docenti, secondo una stima fatta dai sindacalisti che si occupano di scuola, se la questione non sarà sanata sarebbero costretti a chiedere il trasferimento su altra sede mentre altri presidi educativi rischierebbero addirittura di scomparire. E quindi si aprono due fronti, quello del diritto al lavoro e quello del diritto allo studio perché l’errore in organici della provincia di Cosenza ha determinato all’attualità dei fatti, per il secondo grado superiore, la negazione al diritto allo studio agli studenti lavoratori (quelli dei corsi serali) ma anche la negazione al diritto allo studio ai detenuti nelle sedi carcerarie. «L’ufficio scolastico provinciale di Cosenza- informa Fusacchia nella sua interrogazione- avrebbe disposto improvvisamente la soppressione di tutte le classi scolastiche (istituto alberghiero e tecnico industriale) attive all’interno degli istituti penitenziari di Castrovillari e Rossano in Calabria. Come pubblicamente denunciato dai segretari provinciali di Cosenza delle organizzazioni sindacali Flc-Cgil, Gilda e Snals e da Emilio Enzo Quintieri, già consigliere nazionale di Radicali Italiani e candidato Garante regionale dei diritti dei detenuti della Calabria, ai numerosi docenti che insegnano presso entrambi gli istituti penitenziari è stata recapitata una lettera dell’ufficio scolastico provinciale di Cosenza in cui vengono dichiarati «perdenti posto». Qualora tale decisione non venisse revocata, i docenti dovranno fare domanda di trasferimento e quindi i detenuti studenti non avranno più la possibilità di frequentare i corsi di istruzione; la soppressione, secondo i sindacati, riguarderebbe anche le altre classi scolastiche attive negli istituti penitenziari di Paola e di Cosenza. La reclusione priva i detenuti della propria libertà ma non dei diritti fondamentali, che sono previsti e garantiti sia dall’ordinamento penitenziario che dalla Costituzione della Repubblica i detenuti, infatti, non perdono il loro status di cittadini e rimangono perciò titolari di alcuni diritti, tra cui quello all’istruzione, che, oltre ad essere un diritto costituzionale, rappresenta l’elemento principale del percorso rieducativo dei condannati». Pochi dipendenti ed un solo funzionario ad occuparsi delle sorti dell’ufficio scolastico provinciale che da diversi mesi è senza dirigente vista la malattia del titolare Luciano Greco. Solo i funzionari di Crotone hanno risposto all’appello fatto dall’ufficio scolastico regionale, per dare una mano ai colleghi di Cosenza ma come è facile intuire gestire due province non è il massimo della semplicità. Compilando tutta la documentazione, infatti, i funzionari scolastici si sarebbero accorti che il budget andava via via esaurendo motivo per il quale tagliare sui corsi serali e carcerari è stata l’unica possibilità per far quadrare i conti. L’empasse potrebbe essere risolto con un intervento direttamente dai vertici del Ministero dell’istruzione della ricerca e della università che potrebbero farsi carico direttamente della questione e trovare una soluzione che garantirebbe agli studenti e agli insegnanti il normale prosieguo delle attività didattiche. (m.presta@corrierecal.it)

 







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