Catanzaro, le “tossine” elettorali agitano il centrodestra

Seduta di Consiglio comunale influenzata dall’esito dell’ultima tornata delle Europee, con le tensioni che attraversano soprattutto Forza Italia. E Tallini si fa vedere dopo mesi di assenza

di Antonio Cantisani
CATANZARO Le tossine delle ultime elezioni europee si fanno sentire nella maggioranza di centrodestra di Catanzaro, caratterizzando i lavori di una seduta di consiglio comunale già piuttosto serrata, anche per la protesta di un folto gruppo di commercianti e residenti del centro storico, inviperiti per il nuovo piano della mobilità in città. Era non solo prevedibile ma anche previsto che il dato delle urne, non particolarmente esaltante nel capoluogo per parte della coalizione di governo e soprattutto per Forza Italia, si scaricasse sui banchi della maggioranza, dando sfogo ai malumori da tempo latenti nel centrodestra. Una “spia” di malessere che in prospettiva delle Regionali non sfugge ai leader azzurro Mimmo Tallini, che dopo una prolungata assenza dall’aula comunale stavolta fa capolino, giusto per marcare il territorio, far sentire il peso della sua presenza e soffiare il fiato sul collo a quanti vogliono seminare zizzania nella coalizione. Sullo sfondo, le ormai nemmeno più nascoste tensioni determinate dalla decisione di Forza Italia di candidare governatore il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, decisione “benedetta” da Tallini e dallo stesso sindaco Sergio Abramo ma non accettata dal gruppo “Catanzaro da Vivere” che nel capoluogo fa riferimento al già senatore Piero Aiello e al consigliere regionale Baldo Esposito, e nemmeno presa in considerazione da alleati come Lega e Fratelli d’Italia, che “lavora” per lanciare Wanda Ferro verso la Cittadella. È questo il “nodo” politico che attanaglia il centrodestra catanzarese e che l’esito delle Europee consegna ancora più aggrovigliato e stretto per Forza Italia, costretta adesso a fare i conti con l’assalto dei salviniani e dei meloniani. E inevitabilmente la partita si apre anche nella seduta del Consiglio comunale, in modo quasi scontato, con l’intervento, dai banchi dell’opposizione, del capogruppo di “Fare per Catanzaro” Sergio Costanzo, secondo il quale «le Europee hanno sonoramente bocciato l’asse Abramo-Tallini». A rincarare la dose il leader di “Cambiavento” Nicola Fiorita, che parla di «empatia di Abramo con la città ormai finita e di maggioranza che non c’è più, non c’era già nel giugno del 2017 e non c’era il 4 marzo. L’offerta politica del centrodestra, ormai logora e consunta, è stata bocciata dai cittadini di Catanzaro, il tempo è finito. Lo dico con umiltà, non per vaticinare scenari futuri ma – rileva Fiorita – per invitare il sindaco e il suo schieramento a mettere da parte l’arroganza con cui state governando e per chiedervi di aprirvi all’ascolto, al dialogo, alla concertazione con chi rappresenta la maggioranza della città: altre forze politiche, associazioni, movimenti, rappresentanti di categoria». Il resto del dibattito si consuma tutto all’interno del centrodestra. Il capogruppo di Forza Italia, Luigi Levato, difende i risultati degli azzurri in città, definendo «sbagliata» l’analisi dell’opposizione e osservando che «il nostro partito è stato danneggiato dai trasformisti che hanno avvantaggiato Fratelli d’Italia, grazie anche al sostegno di ex senatori», con un chiaro riferimento ad Aiello. Immediata la replica dell’aielliano Ezio Praticò, capogruppo di “Catanzaro da Vivere”, per il quale «l’accusa di tradimento fa sorridere, visto che quando si è trattato di decidere il candidato alla Regione non siamo stati considerati di Forza Italia. Sono questi atteggiamenti – aggiunge Praticò – ad aver determinato la flessione di Forza Italia, per fortuna Fratelli d’Italia è andata bene consentendo al centrodestra di uscirne bene, ma ora la coalizione dev’essere inclusiva». Quasi sconfortato, prende la parola Filippo Mancuso, di “Catanzaro con Abramo”, che stigmatizza la diatriba interna, dicendo che «facciamo troppi autogol avventurandoci in analisi errate», ma assicurando che «questo Consiglio comunale durerà fino al 2022, e poi vedremo chi sarà premiato dalla città». Quindi il capogruppo di “Officine del Sud”, Giuseppe Pisano, che attacca Costanzo, «un ibrido che mi ricorda la frase di Pelè per il quale “il rigore è un modo meschino di fare gol”, perché Forza Italia non sarà in salute ma è viva». Ribatte quindi Giovanni Merante, ex di Forza Italia ora al Misto dopo aver “rotto” insieme al collega Antonio Triffiletti con la linea ufficiale del partito: «I risultati elettorali di Forza Italia sono davvero ininfluenti, del resto il popolo di Catanzaro ha capito che alla Regione anche in futuro Catanzaro sarà tenuta ai margini e si è determinata di conseguenza». Replica la vicepresidente dell’aula, Roberta Gallo, che rivendica con orgoglio l’azione di Forza Italia in città. Si susseguono le schermaglie, che a fatica saranno tenute al guinzaglio, con Abramo comunque al solito pronto a spegnere le micce: «Mi sembra che alle Europee ci sia stato un voto d’opinione, ma per il resto – spiega Abramo – più che concentrarci sull’analisi di come sono andati Forza Italia, Fratelli d’Italia, Pd e altri mi preoccuperei più di cosa potrebbe succedere ora che l’Italia è sotto procedura di infrazione dell’Unione europea». L’impressione comunque è che per il centrodestra catanzarese non si profilano settimane tranquille. Per la cronaca, infine, il consiglio comunale approva le pratiche all’ordine del giorno tranne il primo sulla variazione al bilancio, ritirata per la necessità di approfondire alcuni aspetti tecnici relativi allo stadio. (redazione@corrierecal.it)





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