Polizia, continua il “sogno” per trenta giovani calabresi

Il Tar Lazio ammette con riserva i concorrenti a un concorso pubblico per allievi agenti che erano stati esclusi per l’improvviso abbassamento del limite di età

Il Tar del Lazio ha ammesso con riserva circa 30 calabresi alle prove di accertamento dei requisiti fisici relative al concorso pubblico per 893 allievi agenti della Polizia di Stato. Lo rendono noto i legali Achille ed Enrico Morcavallo, difensori degli aspiranti calabresi.   «Con secreto del Capo della Polizia – ricostruiscono gli avvocati Morcavallo – veniva indetto concorso pubblico per esami per l’assunzione di 893 allievi agenti della Polizia di Stato. Gli aspiranti poliziotti calabresi presentavano domanda e partecipavano alla prova scritta del concorso pubblico, tutti riportando votazione utile all’inserimento in graduatoria, possedendo tutti un’età compresa tra il diciottesimo e il trentesimo anno di età. Nelle more il limite d’età veniva modificato, con decreto, con la riduzione a ventisei anni del limite massimo di età così escludendo agli interessati la prosecuzione delle prove concorsuali. Il decreto veniva da noi impugnato per conto degli aspiranti poliziotti calabresi esclusi dinnanzi al Tar Lazio, con richiesta di ammissione con riserva degli stessi alle fasi successive del concorso. Il Tar, dopo ampia discussione, accoglieva la richiesta, disponendo l’ammissione con riserva. Di conseguenza – annotano gli avvocati Morcavallo – può proseguire il sogno dei giovani calabresi esclusi di superare le prove per entrare nelle forze armate».







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