“Kose concrete”, a Cosenza il forum europeo sull’impresa creativa

L’atteso evento, presentato dal sindaco del capoluogo bruzio Occhiuto e dal presidente dell’Ente Microcredito Baccini, si svolgerà dal 14 al 16 giugno

COSENZA  Cosenza ospiterà, dal 14 al 16 giugno, il primo forum europeo sull’impresa culturale e creativa “Kose Concrete”, finalizzato a rafforzare la conoscenza dell’offerta culturale del territorio e a promuovere e sostenere l’imprenditorialità e l’occupazione, in particolare quella giovanile. L’iniziativa, che si svolgerà tra il Museo multimediale di Piazza Bilotti, il Castello Svevo e il Complesso monumentale di San Domenico, e che rientra nelle attività del Festival delle Invasioni (nella sezione beni parlati), è stata presentata a Roma nel corso di una conferenza, ospitata nella sala stampa della Camera, alla quale hanno preso parte il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e il presidente dell’Ente nazionale per il Microcredito Mario Baccini. La manifestazione “Kose Concrete” è, scritto in una nota, infatti è promossa dal Comune e dall’Ente nazionale per il Microcredito, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania. Nutrito il programma di eventi, con tavole rotonde e focus group che prenderanno in esame i punti di forza e le criticità delle politiche di supporto ai micro-operatori economici culturali e creativi, valorizzare il partenariato pubblico-privato, divulgare buone prassi a livello nazionale ed internazionale. «Riteniamo che questo – ha sottolineato Occhiuto – possa essere l’unico approccio positivo per perseguire una politica di crescita del territorio nelle regioni del Sud Italia. Come città
di Cosenza abbiamo promosso tantissime attività culturali e la nostra amministrazione è stata sempre legata al tema della città come fabbrica creativa. L’Italia è stata ed è un grande Paese, ma lo è soprattutto nella misura in cui esprime la sua forza creativa. Cosenza è stata premiata nel 2015 come città innovativa nel campo della produzione culturale grazie alle residenze creative dei BoCS art realizzate sul Lungo Fiume con materiali ecologici ed ecosostenibili. In queste residenze si
alternano ogni anno diversi artisti contemporanei – siamo arrivati ad ospitarne più di 600 – che al termine della loro permanenza lasciano le loro opere alla città. E con queste opere abbiamo realizzato un Museo di arte contemporanea». Il sindaco ha inoltre ricordato il percorso attraverso il quale l’amministrazione ha puntato sulla rigenerazione urbana, attraverso la realizzazione di opere di qualità, come il Ponte di Calatrava e il Planetario, ma anche «di quella città che abbiamo pensato come grande scenario e teatro di eventi all’aperto. L’effimero che spesso – ha detto Occhiuto – è stato dimenticato nelle politiche di coesione delle città è, invece, un elemento importante, perché interpreta il desiderio delle persone che vogliono stare insieme e ritrovarsi». Baccini, dal canto suo, ha ricordato i tre grandi filoni del forum della prossima settimana che coincidono con le linee europee di indirizzo: le attività core, che comprendono arti visive, arti performative (spettacolo dal vivo), patrimonio culturale (musei, archivi, biblioteche, complessi monumentali); le industrie culturali che comprendono editoria, incluse le sue declinazioni multimediali, musica, radio-televisione, cinema, videogiochi, digitale; le industrie creative (architettura, pubblicità moda, design nelle sue varie forme e declinazioni). «L’Italia, dotata di un primato indiscusso dal punto di vista culturale, storico, artistico e quindi ad alto tasso di creatività – ha detto Baccini – ha un potenziale identitario che rappresenta un volàno forte per la crescita e lo sviluppo del Paese. Al sistema culturale e creativo si deve, infatti, il 6 per cento della ricchezza nazionale, pari a circa 90 miliardi di euro; risorse a cui va aggiunto l’ulteriore effetto moltiplicatore che il sistema è in grado di produrre sul resto dell’economia, per un totale complessivo pari a quasi 250 miliardi di euro, dando lavoro a più di un milione e mezzo di
persone. Attorno a questo, però, c’è tutto un mondo che non riesce ad accedere al credito, soprattutto le nuove generazioni che hanno davanti l’impossibilità di guardare a questo settore come una risorsa e un obiettivo da raggiungere. Noi offriamo delle linee e delle strade per le nuove start up e le nuove imprese con dei prodotti finanziari, tramite il Microcredito, che consentono di assecondare e liberare la loro creatività».







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