Bankitalia racconta la lenta crescita della Calabria – VIDEO

Il rapporto annuale: «L’economia progredisce, ma in misura inferiore che nell’anno precedente. L’occupazione aumenta nei mesi primaverili ed estivi. Redditi in ripresa, livelli di povertà e diseguaglianza ancora elevati». Cresce l’export: + 15,9%

di Maria Rita Galati
CATANZARO «L’economia calabrese nel 2018 è cresciuta, sebbene in misura inferiore all’anno precedente». Lo rivela la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia nell’annuale rapporto sull’economia della Calabria. «Il rallentamento – spiega Bankitalia – ha riguardato sia i consumi sia soprattutto gli investimento, e nell’ultima parte dell’anno si è esteso anche al mercato del lavoro. Le aspettative delle imprese per il 2019 restano comunque ottimistiche, anche se l’incertezza continuerebbe a limitare gli investimento. Nel complesso, la ripresa ciclica in atto dal 2015 rimane modesta, insufficiente a colmare i divari economici rispetto al resto del paese, che risultano ampi con riguardo alla produttività e al tasso di occupazione».
Per quanto riguarda le imprese, secondo la Banca d’Italia «il valore aggiunto dell’agricoltura è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2017. Questo settore si caratterizza ancora per una bassa produttività e per una ridotta spesa per investimenti pur in presenza di un rilevante sostegno pubblico. La produzione dell’industria regionale ha continuato a espandersi, ma in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Nelle costruzioni – prosegue il rapporto dell’istituto – la congiuntura rimane fiacca, frenata da un mercato immobiliare poco vivace e dai basi livelli di investimento delle amministrazioni pubbliche. Nel servizi, l’attività è cresciuta, soprattutto tra le aziende di maggiori dimensioni. Prosegue in particolare l’espansione del comparto turistico, grazie al perdurante incremento delle presenze straniere».

La filiale di Catanzaro della Banca d’Italia evidenzia poi che «la redditività aziendale si è mantenuta su livelli elevato nel confronto con gli anni di crisi. L’ampia disponibilità di liquidità da parte delle imprese sane, associata a un’offerta di credito che rimane selettiva rispetto al rischio dei prenditori, ha condizionato la dinamica dei prestiti bancari al settore produttivo, che ha mostrato una flessione sul finire dell’anno. In un’ottica di più lungo periodo – sostiene l’istituto – il mercato creditizio risulta oggi meno dinamico rispetto agli inizi della crisi: in particolare, il numero complessivo dei rapporti di credito si è ridotto, così come la loro dimensione media». Inoltre, il rapporto della Banca d’Italia sull’economia calabrese rileva che «nel 2018 l’occupazione in regione è cresciuta, anche se la crescita si è concentrata nei mesi primaverili ed estivi e continua a provenire in prevalenza dalla componente degli autonomi. Il miglioramento delle condizioni del mercato di lavoro ha influito positivamente sul potere d’acquisto delle famiglie, però nonostante la ripresa dei redditi la Calabria continua a caratterizzarsi per livelli di povertà e diseguaglianza elevati».
Con riferimento al mercato del credito, nel 2018 – aggiunge l’istituto – «è proseguito il processo di razionalizzazione della rete territoriale degli intermediari e di rafforzamento dei canali telematici per l’accesso ai servizi bancari. La diffusione di canali distributivi digitali ha favorito una maggiore diversificazione dei sistemi di pagamento, ma l’utilizzo del contante resta comunque più ampio in regione che nel resto del Paese. La crescita dei prestiti sul settore privato non finanziario – prosegue Bankitalia – si è indebolita, in particolare sul finire dell’anno, mentre si è rafforzata l’espansione dei depositi bancari. La qualità del credito è ancora migliorata, specie per le imprese. Il costo del credito è diminuito ulteriormente, tuttavia per le imprese rimane nettamente superiore rispetto al resto del Paese, soprattutto per i finanziamenti a breve termine». Infine, secondo la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia «l’attività degli enti territoriali calabresi rimane condizionata dalla loro difficile situazione economico finanziaria, derivante da una pesante situazione debitoria e da diffusi disavanzi di bilancio».
Capitolo export: la fase di espansione è proseguita anche nel 2018 la fase di espansione dell’export delle aziende calabresi, che ha
segnato un + 15,9 per cento a prezzi correnti. «La dinamica favorevole – è scritto nel report – ha interessato tutti i principali settori di specializzazione regionale. Con riferimento alle aree di destinazione, l’export verso i paesi Ue, che rappresenta poco meno della metà del totale, è ulteriormente cresciuto; tra i paesi extra Ue, hanno registrato un aumento le vendite verso i paesi dell’Europa centro-orientale e quelle verso il Giappone, che rappresenta il principale mercato di riferimento per l’Asia. Nel complesso
rispetto al 2014 le esportazioni calabresi sono aumentate a prezzi correnti di circa il 67 per cento». La crescita dell’export calabrese è stata trainata soprattutto dall’incremento nell’esportazione di oli essenziali e prodotti per la profumeria, frutta e verdura, e mezzi di trasporto (diversi dagli autoveicoli), che insieme hanno pesato per circa i due quinti dell’aumento. In rapporto al Pil regionale, l’incidenza delle esportazioni nel 2018 è cresciuta all’1,6 per cento, permanendo ancora su livelli estremamente bassi nel panorama nazionale». (redazione@corrierecal.it)







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