Nuova 106, il consiglio regionale fa quadrato e sfida il governo

Via libera a un odg per scongiurare lo stop al terzo megalotto. Bordate ai parlamentari 5 stelle. Oliverio: «Esterrefatto». Ok a nuove competenze dell’Antindrangheta e a Piano sul turismo sostenibile

di Pietro Bellantoni
REGGIO CALABRIA La politica calabrese si arrocca e sfida il governo gialloverde. Il consiglio regionale ha preso una posizione chiara nel tentativo di difendere la nuova 106 e il miliardo di investimento previsto.
L’Aula ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno bipartisan con cui viene chiesto al governo di chiarire le cause dei ritardi dell’opera. Con lo stesso documento, è stato dato mandato al presidente della Regione Oliverio di promuovere con urgenza un «tavolo di confronto» con l’esecutivo, «affinché – ha spiegato il relatore, Gianluca Gallo – il ministro delle Infrastrutture Toninelli dia certezze su tempi e modalità di realizzazione dell’opera».
L’atto trasversale del parlamentino regionale nasce in seguito all’approvazione dello “Sblocca cantieri”, che prevede di affidare a un commissario la responsabilità della realizzazione dei lavori della seconda tratta del terzo megalotto Sibari-Roseto Capo Spulico.
Ad allarmare sono state soprattutto le dichiarazioni alla Camera di Toninelli, secondo cui per questa opera si dovrà «valutare la compatibilità con le esigenze di finanza pubblica». Tanto è bastato per mettere in allerta la politica regionale, compatta nel difendere l’investimento di 1,4 miliardi – già deliberato dal Cipe – di fronte a un possibile cambio di programma da parte del governo.

Il governatore Oliverio e l’assessore Russo

OLIVERIO: «ESTERREFATTO» Il più duro è stato il governatore Oliverio che, dopo essersi detto «esterrefatto» circa i propositi del governo, ha bollato quelle di Toninelli come «parole in libera uscita, indicative della situazione in cui è finito il Paese». Il possibile stop dell’opera, per il presidente, rappresenterebbe «l’opposto degli interessi di questa regione».
Oliverio ha anche attaccato i parlamentari di maggioranza: «Una volta i rappresentanti del territorio si battevano per la realizzazione di opere importanti, oggi siamo nelle situazione inversa e si mette in discussione un’opera approvata dopo un iter travagliato». Il presidente della Regione – che nei giorni scorsi aveva scritto a Toninelli per chiedere un tavolo tecnico – non ha nascosto la «preoccupazione» sulla sorte di un’opera «già finanziata e in fase di progettazione definitiva. Come si può mettere in discussione 10 anni di lavoro? Siamo di fronte a una furia iconoclasta di fronte alla quale può succedere di tutto. Questa azione del Consiglio rende più incisiva la nostra iniziativa nei confronti del governo».

GLI ALTRI CONSIGLIERI L’odg – ha evidenziato in una nota il presidente del Consiglio Nicola Irto – «è un segnale politico-istituzionale di grande forza, che testimonia l’attenzione dell’aula su una delle questioni più importanti per il futuro della Calabria, quella delle infrastrutture».
«In un contesto generale in cui sono state programmate tante opere pubbliche, concentrate quasi tutte nel Nord del Paese, non si può continuare a giocare e a permettere che a pagare le conseguenze sia l’ultima ruota del carro, cioè la nostra regione», ha detto ancora Gallo.
Fausto Orsomarso (Fdi) si è invece scagliato contro i 18 parlamentari calabresi del M5S (nominati uno per uno), colpevoli di essere rimasti «silenti» di fronte a questo provvedimento: «Devono andare a casa, non hanno il senso della conoscenza dei problemi, sono figli di una piattaforma. È gente inutile che usurpa la rappresentanza su un tema così centrale».
Si tratta, a parere di Orlandino Greco (Op) «di un tema politico che richiede battaglie politiche di tutti. Diciamo no a qualsiasi forma di commissariamento politico».
Il «vero pericolo», per Mimmo Bevacqua (Pd), oggi è rappresentato non dai 5 stelle, ma dalla Lega e da Salvini, che «rischia di rompere l’unità del Paese. Quando un governo nomina un commissario, vuol dire che c’è qualche problema».

IL PIANO SUL TURISMO L’assemblea ha poi dato voto favorevole al bilancio di previsione 2019-2021 dell’Aterp (Azienda per l’edilizia pubblica) e al riordino dell’organizzazione turistica attraverso il Piano regionale di sviluppo turistico sostenibile per il triennio 2019-2021.
«La strada intrapresa – ha spiegato Michele Mirabello (Pd) su quest’ultimo punto – è positiva, alla luce del fatto che la nostra regione ha un triennio di dati positivi consolidati. Nell’era del turismo telematico, la Calabria deve avere la capacità di diventare sistema. Oggi è stato messo in campo un presupposto di sviluppo ulteriore».
Oliverio ha invece elencato i dati positivi del settore («allargamento della stagionalità e incremento delle presenze»), dovuti soprattutto al fatto che la Calabria, negli ultimi anni, ha sensibilmente aumentato le rotte aeree: «Nel 2014 i collegamenti extranazionali erano meno di dieci. Oggi sono oltre 50 perché abbiamo scelto di investire, non perché prima eravamo antipatici e oggi siamo simpatici alle compagnie. Lo abbiamo fatto con le risorse comunitarie per incentivare i collegamenti e creare una convenienza alle compagnie. Tutto questo ha consentito di allargare la presenza in altri periodi dell’anno e di intercettare altri flussi turistici».
«Stiamo seguendo una strategia e il Piano ci permette di fare un ulteriore passo avanti. C’è ancora molto da fare ma, se in questo percorso si investe e si coinvolgono gli enti locali, esiste la possibilità di fare del binomio turismo-agricoltura i pilastri di uno sviluppo sostenibile della nostra regione», ha detto ancora il governatore.
Giuseppe Pedà (Cdl) ha rilevato alcune criticità sul bando per i borghi regionali, il cui iter non si è ancora concluso: «I progetti sono stati presentati a dicembre e ancora oggi vengono chieste integrazioni. È inutile prendere impegni con i calabresi quando non si è in condizione di dare risposte immediate. Servono tempi certi e la burocrazia deve fare la propria parte, o deve essere sanzionata». Sui problemi del bando Oliverio ha però minimizzato: «Le integrazioni chieste rientrano nel soccorso istruttorio».
Per Mimmo Tallini (Fi), il Piano è un «provvedimento apprezzabile che però rischia di avere il fiato corto»

COMMISSIONE ANTINDRANGHETA Nel corso della seduta sono state anche approvate le modifiche alla denominazione e alle competenze della commissione Antindrangheta, che ora potrà anche occuparsi del contrasto al fenomeno della corruzione e della «promozione della cultura della legalità».

LEGGE SUL CINEMA Ok a maggioranza (voto contrario della minoranza, astensione per il consigliere del Pd Carlo Guccione) alla nuova legge sul cinema. La norma – ha detto il relatore, Mirabello – «può rappresentare un importante spunto per lo sviluppo di un settore che finora non ha mai prodotto i risultati sperati».

EDIFICI PUBBLICI “RECUPERATI” Disco verde anche alla legge sull’autorecupero degli edifici pubblici. La norma, presentata da Bevacqua, prevede interventi per agevolare l’assegnazione degli alloggi «a individui e famiglie che rientrano nei criteri stabiliti per l’edilizia sociale». L’ente pubblico potrà così utilizzare beni altrimenti abbandonati con il contributo dei privati. «Questa legge – ha commentato l’assessore Roberto Musmanno – favorirà il ripopolamento dei centri storici e l’aumento della sicurezza degli edifici».
Il Consiglio ha poi riconosciuto debiti fuori bilancio pari a 304mila euro, determinati da sentenze o da altre procedure esecutive.
Rinviato, inoltre, il via libera al referendum consultivo relativo alle modifiche dei confini dei Comuni catanzaresi di San Pietro Apostolo e Gimigliano. La proposta dovrà tornare in commissione per approfondimenti.

AFFIDAMENTI DIRETTI A CHI DENUNCIA Il parlamentino ha inoltre approvato la proposta, che sarà sottoposta al Parlamento, che prevede la costituzione di un elenco delle ditte che si sono opposte o hanno denunciato le organizzazioni criminali. Lo scopo è quello di creare un «circuito preferenziale» che permetta affidamenti diretti fino a 150mila euro. Il presidente dell’Antindrangheta calabrese, Arturo Bova, ha definito la legge un atto qualificante per l’intera consiliatura, perché «incide su provvedimenti nazionali e stimola il Parlamento sul tema del contrasto alla criminalità». (p.bellantoni@corrierecal.it)







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