«Un giorno storico». Il decreto Calabria è legge

Arriva l’ok anche in Senato. La soddisfazione del ministro Giulia Grillo: «Finalmente lo Stato ha uno strumento vero per curare il Servizio sanitario calabrese da troppo tempo malato». Le misure previste dal provvedimento

ROMA Per Giulia Grillo è «un giorno storico». Così il ministro della Sanità commenta l’approvazione al Senato del decreto Calabria che, dunque, è legge. L’ok dell’aula di Palazzo Madama è arrivato nella tarda mattinata con 137 voti favorevoli, 103 contrari e 4 astenuti. Il decreto, che era stato già approvato alla Camera, com’è noto contiene misure emergenziali per il servizio sanitario calabrese (qui il resoconto del dibattito al Senato).
«Finalmente – ha commentato soddisfatta Grillo – lo Stato ha uno strumento vero per curare il Servizio sanitario calabrese da troppo tempo malato. Il decreto non si occupa solo di rilanciare le cure in Calabria ma consente il riavvio delle assunzioni nella sanità di tutto il Paese. Abbiamo previsto – ha aggiunto – lo sblocco delle assunzioni già dal 2019 per permettere a tutte le Regioni di migliorare i servizi sanitari e rilanciare il nostro prezioso Servizio sanitario nazionale. Una sanità pubblica accessibile ed efficiente – ha concluso – è un diritto di tutti i i cittadini, da Nord a Sud».

IL SUPER COMMISSARIAMENTO Sbloccate le assunzioni del personale sanitario e fondi per migliorare infrastrutture ed edilizia ospedaliera, ma soprattutto un super commissariamento della sanità della regione Calabria. Queste le misure principali inserite nel cosiddetto decreto Calabria.
Il provvedimento mira a ripristinare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e a rimettere in piedi la sanità pubblica della Regione, segnata da un disavanzo di gestione salito a 168 milioni di euro nell’ultimo trimestre 2018. Misure straordinarie valide 18 mesi, per traghettare la sanità locale verso una situazione di normalità amministrativa. Nel decreto anche norme che riguardano la sanità nazionale e che spaziano dalla spesa per il personale del Ssn alla formazione medica. Vi sono poi norme specifiche sui medici di famiglia (accesso ai corsi e massimali), sulla carenza dei farmaci e sulle quote premiali.
Ecco i contenuti più importanti:
– Nomina di un commissario ad acta che effettuerà verifiche straordinarie sull’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere. In suo potere far decadere l’incarico e proporre un commissario straordinario.
– Può essere nominato un unico commissario straordinario per più enti del servizio sanitario regionale. Previsto un “bonus” fino a 50 mila euro, condizionato ai risultati realmente ottenuti.
– I commissari straordinari potranno avvalersi dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali) e della Guardia di Finanza per contrastare violazioni in Calabria.
– Per acquisti e forniture il Servizio sanitario calabrese dovrà passare per la centrale nazionale per gli acquisti della Pubblica Amministrazione (Consip), o per centrali di committenza di altre regioni.
– Disciplina il supporto dell’Agenas. Viene autorizzata la spesa nel limite massimo di euro 2.000.000,00 per l’anno 2019 e di euro 4.000.000,00 per l’anno 2020.
– Proroga nuove regole per l’esame di abilitazione a medicina
– L’Aic deve comunicare l’interruzione del commercio di un medicinale quattro mesi prima, per consentire all’Aifa di scongiurare la carenza del medicinale.
– Nelle regioni commissariate per mancato rispetto dei piani di rientro dai disavanzi sanitari (e cioè Campania, Lazio, Calabria e Molise), per 18 mesi e in attesa di una riforma complessiva, la rosa dei candidati da sottoporre al presidente della Regione per la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie locali, è proposta dalla competente commissione secondo una graduatoria di merito.
– Quanto previsto dal decreto si applica anche alle aziende sciolte per infiltrazioni mafiose.







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