Nuova gara (da 7 milioni di euro) per portare i rifiuti fuori regione

Il bando pubblicato nei giorni scorsi riguarda il trasporto e lo smaltimento dell’umido prodotto dai Comuni del Reggino. E «la stagione dell’emergenza» è tutt’altro che superata

di Sergio Pelaia
CATANZARO La Calabria continua ad avere un problema. E continua a tentare di risolverlo portando i rifiuti fuori regione. Un’operazione che ovviamente ha un costo (pagato dai contribuenti) e che, certamente, non può rappresentare una soluzione, specie per chi prometteva di chiudere «definitivamente la stagione dell’emergenza». Con buona pace degli slogan elettorali troppo presto dimenticati, i rifiuti in Calabria sono ancora ben lontani dal «diventare una risorsa» e la «rivoluzione culturale» di cui parlava il governatore Mario Oliverio nel suo programma è tutt’altro che una realtà. Il problema, visto che la differenziata è progressivamente cresciuta fino al 40% – ancora troppo poco, ma molto di più delle ben più basse percentuali dell’era pre Oliverio –, non sta certo nella mentalità dei cittadini. Che la differenziata la fanno, anche se poi – come rivelato qui dal Corriere della Calabria – magari l’umido va a finire in discarica perché viene declassato per la mancanza di impianti di trattamento e per l’incapacità, evidente, di realizzarne di nuovi. Oppure si tenta di far smaltire l’organico al di là del Pollino, come testimonia l’ultimo bando pubblicato il 18 giugno nell’apposita sezione del sito web della Regione Calabria e riguardante l’Ato di Reggio Calabria. L’appalto è «congiunto» perché, in virtù di una proroga, per il 2019 la Regione «affiancherà» i Comuni in attesa che gli Ato diventino finalmente operativi. Cosa succederà dopo non è facile prevederlo ma di certo, come abbiamo raccontato qui, non sarà il passaggio di competenze a risolvere il problema. Intanto però anche questa gara di appalto è bandita e la scadenza è fissata per il 22 luglio. La durata del contratto di appalto è di 12 mesi e il valore stimato per portare l’umido reggino fuori regione, Iva esclusa, è di oltre 6,8 milioni di euro. Bisognerà aspettare dunque poco più di un mese per capire se qualcuno presenterà delle offerte o se, come già successo con la gara da 13 milioni di euro per gli scarti di Sambatello e Rende (ne abbiamo scritto qui nei mesi scorsi), il bando andrà deserto. Quel che è certo, specie (ma non solo) agli occhi dei reggini, è che i rifiuti da qualche tempo sono tornati ad appestare le strade cittadine. Che il sistema calabrese dei rifiuti continua a dipendere fortemente dai privati. E che questo enorme problema che la politica non è finora riuscita ad affrontare, ma solo a strumentalizzare, non si risolverebbe nemmeno con un nuovo commissariamento del settore, visto che quello durato 13 anni e costato quasi un miliardo di euro ha prodotto dei risultati inequivocabili. (s.pelaia@corrierecal.it)







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