“Calibro 9”, primo ciak del poliziottesco a Catanzaro

Casadonte fa gli auguri alla troupe che oggi nel capoluogo inizia le riprese del sequel del celebre noir degli anni ’70: regia di Tony D’Angelo per la produzione della Minerva

CATANZARO «Oggi è partita la prima importante produzione cinematografica nella nostra città, voglio ringraziare Gianluca Curti Curti della Minerva Pictures per aver accolto il mio invito a venire nella mia Catanzaro. Un grande in bocca al lupo al cast tecnico e artistico, al produttore esecutivo Gabriele Guidi, al regista Toni D’Angelo e a tutti i ragazzi e alle strutture coinvolte nella produzione». Gianvito Casadonte, sovrintendente della Fondazione Politeama e direttore di importanti festival del cinam come quello di Taormina e il “Magna Graecia”, fa gli auguri alla troupe di “Calibro 9” che stamattina ha girato il primo ciak a Catanzaro. Per il sequel di “Milano Calibro 9”, primo capitolo della trilogia del milieu scritta e diretta da Fernando Di Leo nei primi anni ’70 con Mario Adorf e Barbara Bouchet (Quentin Tarantino l’ha definito il più grande noir italiano di tutti i tempi), la produzione di Gianluca Curti ha infatti scelto i luoghi più suggestivi del capoluogo calabrese: largo Prigioni, rione Case Arse, la Maddalena, il lungomare con il porto turistico e la campagna limitrofa si trasformeranno per due settimane nel set cinematografico del regista Toni D’Angelo. «Si tratta di una coproduzione italiana, belga, russa e tedesca nata in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, Rai Cinema e Minerva Pictures che – ha commentato Casadonte, tenacemente impegnato nella realizzazione del progetto – innescherà sul territorio un meccanismo di rilevante crescita economica e culturale. Abbiamo perso troppo tempo, dobbiamo iniziare a percorrere questa strada per lanciare la città anche da questo punto di vista. Con “Calibro 9”, sequel di un noir-poliziottesco di grandissimo successo, si promuoverà l’immagine della nostra Catanzaro oltre i confini regionali e nazionali. È una grande occasione che mi auguro non sia una tantum: il sistema deve partire e garantire una seria programmazione, solo così si otterranno risultati positivi a lungo termine».

 

 







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