Fiorello ci crede: «Sono convinto che vedremo in tv la storia di Riace»

L’attore commenta l’annuncio dell’esclusione della fiction dai palinsesti: «In realtà è una buona notizia, vuol dire che la Rai ci tiene molto». E ribadisce: «Sarò sempre al fianco di Lucano. Fa meno rumore sapere che oggi vive quasi in povertà. E che non ha aiutato solo i migranti, ma anche tanti calabresi»

Alla presentazione dei palinsesti della Rai, l’amministratore delegato della Rai Salini annuncia che per la fiction su Riace con protagonista Beppe Fiorello «non è prevista collocazione nel palinsesto» (qui la notizia). Ma per l’attore non è una bocciatura: «Io penso che sia una buona notizia, invece. Vuol dire che la Rai tiene molto a questo progetto, tanto da rassicurare gli spettatori», dice Fiorello in un’intervista a Radio Capital. «Secondo me in queste parole c’è una speranza per il futuro prossimo: se la Rai ha prodotto questo film, vuol dire che ci ha creduto. Non so dirvi quando, ma sono convinto che vedremo la storia di Riace».
Da parte di Salini, quindi, secondo l’attore non c’è stata una chiusura: «Sarebbe stato più spiacevole se l’amministratore delegato avesse ignorato il progetto, e invece è stato onesto, leale, un vero manager. Ci sono dei procedimenti in corso a carico dell’ex sindaco di Riace (proprio oggi al Tribunale Locri si terrà una nuova udienza del processo in cui è imputato, ndr), c’è tutta una questione legale che va chiarita, mi auguro che si trovi una fine da qui a breve e quindi il film poi potrà avere visibilità».
Nella rete pubblica è stata fatta «una scelta etica», dice l’attore, che conferma tutto il suo supporto a Mimmo Lucano: «Sarò sempre al suo fianco, perché so quello che fa, so quello che ha fatto, perché lo ha fatto, come lo ha fatto. E so soprattutto come e in che condizioni vive l’uomo Mimmo Lucano, e questo lo sanno in pochi. Fa meno rumore a livello mediatico sapere che oggi vive a sfioro della soglia di povertà. Io lo sosterrò sempre come uomo. Lui ha adottato un unico sistema: aiutare chi aveva più bisogno. E un altro equivoco che c’è in tutta questa storia è che non ha aiutato solo i migranti, ma anche tanti calabresi. Forse farlo sapere fa meno scalpore».
Ma da parte dei vertici Rai, dall’ad Salini al presidente Foa, c’è solidarietà nei confronti di Mimmo Lucano? «Dal punto di vista umano sono certo che hanno un pensiero positivo. Queste procedure a carico di Mimmo Lucano, probabilmente, ledono l’aspetto etico dell’azienda, quindi vogliono aspettare un momento più tranquillo affinché nessuno possa attaccare nessuno, e si possa dire che va in onda la storia di un uomo pulito. Per me rimane sempre pulito, per carità, anche con le indagini in corso».
E la narrazione della Rai sovranista? «Da un punto di vista personale, non la vedo. È un gioco di specchi. Ogni governo, di qualunque colore, ha l’immediato interesse a far sì che la Rai rispecchi il governo in carica. Certo, la storia di Mimmo Lucano e di Riace è un po’ in controtendenza con le politiche attuali. Ma la politica attuale ha tutto il sacrosanto diritto di vederla in un altro modo e di progettare un futuro diverso sul tema dell’immigrazione».
E Beppe Fiorello è d’accordo con questo progetto? «È una visione di questo governo che non condivido in parte. Se c’è una parte che condivido? Penso che sul tema del Mediterraneo ci voglia una collaborazione mondiale. Ogni tanto però mi sembra che sia un’arma di distrazione di massa, sembra che esista solo quel tema lì. Mentre parliamo dei migranti, la camorra, la mafia e la ‘ndrangheta si ammazzano dalle risate».







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