Sanità, troppi nodi ancora irrisolti. E si allontana anche il Tavolo Adduce

Aggiornata ai primi di agosto la verifica con i ministeri affiancanti inizialmente prevista per le prossime ore. Alla base del rinvio motivi tecnici ma anche (e soprattutto) una lunga serie di ritardi e mancanze

di Antonio Cantisani
CATANZARO
La sanità calabrese ha infilato un nuovo tunnel senza uscita. Un commissariamento rimasto a metà dopo le dimissioni di Thomas Schael, buona parte delle aziende senza guida manageriale e senza bilanci, un “decreto Calabria” che il governo nazionale e la ministro 5 Stelle Giulia Grillo ha approvato come fosse panacea di tutti i mali ma che si sta rivelando peggiore del male che avrebbe dovuto creare, il “rosso” dei conti che diventa sempre più “rosso”, le assunzioni che dovrebbero lenire le ormai insostenibili carenze di personale che non arrivano mai perché bisogna contemperare le procedure attivate dall’ex commissario Massimo Scura con le nuove esigenze, una Regione – intesa come parte politica – che francamente rema più contro che a favore. Messi insieme tutti questi elementi, è naturale che ne esca fuori un “patchwork” di confusione e di sbaraglio, nel quale l’impressione è che stia rimanendo impantanato anche il commissario Saverio Cotticelli. E tutto questo trova il suo quasi naturale epilogo nello slittamento agli inizi di agosto del Tavolo Adduce, il tavolo di verifica interministeriale sui passi in avanti nell’attuazione del Piano di rientro: inizialmente fissato al 18 luglio, il Tavolo – riferiscono fonti accreditate – successivamente era stato procrastinato al giorno dopo, cioè venerdì, per poi essere definitivamente aggiornato agli primi di agosto. «Difetti di notifica», è la versione ufficiale che nei corridoi della Cittadella si fa veicolare, ma chi conosce bene la situazione della sanità calabrese non può non mettere in fila tutti quegli elementi, che rivelano una sostanziale impreparazione del settore regionale – la struttura commissariale in primis – ad affondare un appuntamento comunque delicato come il confronto con i tecnici dei ministeri della Salute e dell’Economia, notoriamente piuttosto ostici e impermeabili ai colori politici che si avvicendano alla guida dei dicasteri. Sempre fonti accreditate infatti riferiscono di un rinvio del Tavolo Adduce in realtà salutato con un certo favore, alla luce di alcuni ritardi in tanti segmenti della sanità calabrese, da quello contabile – all’appello infatti mancherebbero i bilanci consuntivi 2018 di tutte le aziende, eccetto l’Azienda ospedaliera di Cosenza, l’Asp di Vibo Valentia e l’ospedale di Catanzaro, e il bilancio della gestione accentrata (questo mancherebbe in realtà da oltre tre anni…) – a quello più prettamente assistenziale. Nelle ultime settimane la struttura commissariale e il Dipartimento avrebbero incominciato a stendere il nuovo Programma operativo triennale, la cui bozza, già per le vie brevi recapitata a Roma, non avrebbe però particolarmente convinto, limitandosi alla superficie delle questioni. Tra i dossier più scottanti da affrontare, in primo piano resta quello dello sblocco del turn over reso possibile con la conversione in legge del decreto Calabria ma ancora impastoiato da lentezze non solo burocratiche e subordinato proprio all’esito del prossimo Tavolo Adduce. Che oggi è meno prossimo di quanto era ieri. Ma per chi ha aspettato anni fermo nelle graduatorie concorsuali, aspettare un’altra decina di giorni non sarà piacevole ma probabilmente non sarà nemmeno la fine del mondo… (redazione@corrierecal.it)





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