Goletta Verde: sulle coste calabresi 12 punti «fortemente inquinati» su 24

Presentati i risultati del monitoraggio di Legambiente. In ogni provincia c’è almeno un punto che supera i limiti consentiti. Ecco la black list. Nel mirino sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati – LA TABELLA

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Il mare calabrese sta «bene ma non benissimo». Il giudizio sulla qualità delle acque lungo le coste della regione, secondo Legambiente è, dunque, medio.
È quanto emerso dalla conferenza stampa tenutasi a Corigliano Rossano, dopo la visita di tre giorni di Goletta Verde, l’imbarcazione ambientalista di Legambiente che ha monitorato le acque locali e più in generale quelle dei quasi 800 chilometri di costa calabrese nei 24 punti di campionamento previsti.
Di questi, ha spiegato Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde in apertura di incontro, 13 sono fuorilegge, di cui 12 fortemente inquinati. Le analisi, ha specificato, si riferiscono alla sola presenza di batteri fecali – si tratta quindi di enterococchi intestinali ed escherichia coli, quindi “maladepurazione” – e non di carattere industriale o chimico. Insieme a Lilli, all’incontro con i media presso il lido Scarafaggio a Schiavonea, erano presenti anche Caterina Cristofaro, della segreteria regionale di Legambiente Calabria, Domenico Pappaterra, direttore generale di Arpacal, e Antonio Nicoletti, della segreteria nazionale di Legambiente.
«In Calabria – ha detto Lilli –  in ciascuna provincia monitorata, c’è almeno un punto fortemente inquinato. Su ventiquattro campionamenti eseguiti lungo le coste, tredici risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, dodici sono “fortemente inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati».
Questa, dunque, la fotografia delle coste calabresi di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.

«BASTA SCARICABARILE. PIÙ SINERGIA» «Occorre mettere in campo un’azione sinergica e condivisa da tutti – ha poi aggiunto Domenico Pappaterra, direttore generale di Arpacal da poco più di una settimana – perché spesso capita che si giochi allo scaricabarile sulle responsabilità. L’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente monitora il 94% delle coste calabresi ed effettuo oltre 8000 analisi microbiologiche e le statistiche ci dicono che siamo di fronte al 3% di criticità rispetto a moltissimi siti eccellenti. In questi ultimi giorni, ad esempio, abbiamo monitorato la costa di Corigliano Rossano con 13 prelievi che hanno evidenziato dati che potevano essere anche preoccupanti per gli amministratori e non solo. Nelle 72 ore successive abbiamo riproposto le campionature e tutto è rientrato nella norma». Pappaterra, a seguire, per certi versi smentisce anche alcune “bandiere blu” joniche «con allarmi poi rientrati».

«EMERGENZA DI PROPORZIONI SCONCERTANTI» «Abbiamo scelto Corigliano Rossano come meta per Goletta Verde per dare il benvenuto alla nascita di questa grande città. Al sindaco Stasi chiediamo – ha dichiarato poi Antonio Nicoletti della segreteria nazionale di Legambiente – di arrabbiarsi insieme ai suoi colleghi costieri con i primi cittadini montani che aggiungono guai ai loro. Prendiamo l’esempio di Acri che è senza depuratore. Purtroppo i riconoscimenti che affida Legambiente crescono poco perché si fa fatica a fare le cose giuste nella depurazione. Se Corigliano Rossano vuole guardare al futuro con ottimismo deve sgravarsi delle zavorre. C’è stato un alluvione nel 2015 e successivamente non è stato fatto nulla per “curare” e prevenire».  In Calabria resta l’emergenza depurativa, ha quindi spiegato Caterina Cristofaro della segreteria regionale di Legambiente Calabria e responsabile campagne «di fronte alla quale poco o niente è stato fatto dalle istituzioni che spesso sono rimaste in silenzio su un tema così importante o lo hanno ignorato. Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nelle agende della classe politica regionale, visto che ne sono coinvolte tutte le province».
«Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari – Nicoletti – spiace constatare come la mancata depurazione affligga ancora in maniera drammatica il nostro Paese. È ora che l’Italia intervenga immediatamente per contrastare questa emergenza. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per adeguare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a tutela del mare».
«In Calabria resta l’emergenza depurativa – dichiara Cristofaro – di fronte alla quale poco o niente è stato fatto dalle istituzioni che spesso sono rimaste in silenzio su un tema così importante o lo hanno ignorato. Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nelle agende della classe politica regionale, visto che ne sono coinvolte tutte le province. È ora che ci si faccia carico delle responsabilità di un problema che sta assumendo proporzioni sconcertanti, mettendo a repentaglio una risorsa importante per il nostro territorio quale è il turismo e l’economia che esso genera. L’obiettivo è quello di avere nel medio periodo una qualità delle acque migliore rispetto a quella che bagna la nostra terra da quasi dieci anni a questa parte, visto che permangono le criticità in molti dei punti già monitorati negli anni scorsi dai tecnici di Goletta Verde».

IL DETTAGLIO DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE Il monitoraggio di Legambiente (i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 29 giugno e il 2 luglio) prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.
In provincia di Cosenza sono stati monitorati sei punti e di questi due sono risultati fortemente inquinati: a Rossano, in località Marina di Rossano, alla foce del torrente Colognati, e ad Acquappesa/Guardia Piemontese alla Foce presso V Colombo. Entro i limiti, invece, i campionamenti effettuati a Villapiana, in località Villapiana Lido, sulla spiaggia fronte canale del pescatore; a Cassano Jonio, Laghi di Sibari, alla Foce del fiume Crati; a Corigliano Calabro, Marina di Schiavonea, sulla spiaggia fronte torrente Coriglianeto; e a Tortora, in località Tortora Marina, alla Foce del Fiume Noce.
Nella provincia di Crotone, tutti i tre punti campionati hanno dato un risultato di fortemente inquinato: a Crotone, alla foce del torrente Passovecchio, e alla foce del fiume Esaro, e a Isola di Capo Rizzuto, in località Le Castella, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello.
Su tre punti monitorati in provincia di Catanzaro, soltanto uno è risultato fortemente inquinato ovvero a Lamezia Terme/Gizzeria, in località Marinella/Gizzeria Lido, alla foce del torrente Spilinga. Gli altri due punti, a Montepaone Lido/Soverato, alla spiaggia presso fosso Beltrame, e a Nocera Terinese, alla foce del fiume Savuto, sono risultati entro i limiti.
Sono stati cinque i punti campionati in provincia di Vibo Valentia, di cui tre fortemente inquinati: a Ricadi Turiano, alla foce del torrente Ruffa; a Briatico, in località Piana di Vada, alla foce del torrente Murria; e a Vibo Valentia, in località Vibona, alla Foce del Fosso Sant’Anna. Entro i limiti, invece, i prelievi effettuati a Joppolo , frazione Coccorino Porticello, alla spiaggia presso il torrente Mandricelle, e a Pizzo, in località Calamaio, sulla spiaggia di fronte alla foce del fiume Angitola.
Infine, sono sette i punti monitorati in provincia di Reggio Calabria: tre hanno dato un giudizio di fortemente inquinato, ovvero a Brancaleone Marina, in località Sabbie Bianche, alla foce del fiume Pantano Grande; a Reggio di Calabria, al Lido Comunale di Reggio Calabria, alla foce del torrente Caserta; e a San Ferdinando, alla foce del fiume Mesima. Inquinato, invece, il prelievo a Bagnara Calabra, alla Foce del Torrente. Gli altri tre punti sono risultati entro i limiti di legge: a Marina di Gioiosa Ionica, spiaggia lungomare via Cristoforo Colombo, a Melito di Porto Salvo, in località Annà di Melito, spiaggia libera, a Gioia Tauro, alla foce del Petrace.

NESSUN CARTELLONE INFORMATIVO Permangono, poi, le criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria per ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. In nessuno dei ventiquattro punti monitorati, i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello. Mentre solo in un caso, in uno dei punti non campionati dalle Autorità competenti, era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.

GLI OLI ESAUSTI Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche l’improprio smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il Conou , il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. Nel 2018, in Calabria, il Consorzio ha proceduto alla raccolta di 2.405 tonnellate di olio minerale usato. L’olio – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il Conou ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo” – ha spiegato il presidente del Conou, Paolo Tomasi. «Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese».

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE IN CALABRIA*
*prelievi effettuati tra il 29 giugno e il 2 luglio 2019

PR Comune Località Punto Giudizio

CS

Villapiana

Villapiana Lido

Spiaggia fronte canale del pescatore

Entro i Limiti

CS

Cassano Jonio

Laghi di Sibari

Foce del fiume Crati

Entro i Limiti

CS

Corigliano Calabro

Marina di Schiavonea

Spiaggia fronte torrente Coriglianeto

Entro i Limiti

CS

Rossano

Marina di Rossano

Foce torrente Colognati

Fortemente Inquinato

CS

Acquappesa/Guardia Piemontese

 

Foce presso V Colombo

Fortemente Inquinato

CS

Tortora

Tortora Marina

Foce Fiume Noce

Entro i Limiti

KR

Crotone

 

Foce torrente Passovecchio

Fortemente Inquinato

KR

Crotone

 

Foce del fiume Esaro

Fortemente Inquinato

KR

Isola di Capo Rizzuto

Le Castella

Foce canale presso spiaggia a destra del castello

Fortemente Inquinato

CZ

Montepaone Lido/Soverato

 

Spiaggia presso fosso Beltrame

Entro i Limiti

CZ

Lamezia Terme/Gizzeria

Marinella/Gizzeria Lido

Foce del torrente Spilinga

Fortemente Inquinato

CZ

Nocera Terinese

 

Foce fiume Savuto

Entro i Limiti

VV

Joppolo

Fraz. Coccorino Porticello

Spiaggia Presso Torrente Mandricelle

Entro i Limiti

VV

Ricadi

Turiano

Foce del torrente Ruffa

Fortemente Inquinato

VV

Briatico

Piana di Vada

Foce del torrente Murria

Fortemente Inquinato

VV

Vibo Valentia

Vibona

Foce Fosso Sant’Anna

Fortemente Inquinato

VV

Pizzo

Calamaio

Spiaggia fronte Foce Fiume Angitola

Entro i Limiti

RC

Marina di Gioiosa Ionica

 

Spiaggia lungomare via Cristoforo Colombo

Entro i Limiti

RC

Brancaleone Marina

Sabbie Bianche

Foce fiume Pantano Grande

Fortemente Inquinato

RC

Melito di Porto Salvo

Annà di Melito

Spiaggia Libera

Entro i Limiti

RC

Reggio di Calabria

Lido Comunale di RC

Foce del torrente Caserta

Fortemente Inquinato

RC

Bagnara Calabra

 

Foce del Torrente

Inquinato

RC

Gioia Tauro

 

Foce del Petrace

Entro i Limiti

RC

San Ferdinando

 

Foce del Fiume Mesima

Fortemente Inquinato

IL MONITORAGGIO SCIENTIFICO I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione. (l.latella@corrierecal.it)

LEGENDA Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
Inquinato = Enterococchi intestinali >200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >500 UFC/100ml.
Fortemente inquinato = Enterococchi intestinali >400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >1000 UFC/100ml.







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