‘Ndrangheta di Lamezia Terme, confiscato il “tesoretto” di Galiano

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Dda guidata da Gratteri: colpito il patrimonio di un pericoloso esponente della cosca Giampà dopo essere stato affiliato al clan Cerra-Torcasio-Gualtieri

La Guardia di Finanza di Lamezia Terme, coordinata dalla Procura antimafia di Catanzaro, ha dato esecuzione a un decreto di confisca, in Calabria e Piemonte, di beni immobili e mobili, aziende e disponibilità finanziarie riconducibili a Giorgio Galiano e ai suoi prestanome, dapprima affiliato alla pericolosa cosca di ‘ndrangheta lametina “Cerra-Torcasio-Gualtieri” e successivamente – dopo aver subito anche un attentato – avvicinatosi alla cosca “Giampà”, sino a farne parte a tutti gli effetti, come accertato da sentenza di condanna passata in giudicato nell’ambito processo “Perseo”. Il provvedimento, è stato emesso dal tribunale di Catanzaro su richiesta del procuratore distrettuale antimafia del capoluogo Nicola, Gratteri, e del sostituto Elio Romano, sulla base delle informative del Nucleo mobile del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme guidato dal tenente colonnello Clemente Crisci, all’esito del procedimento nell’ambito del quale, già nel luglio del 2017, erano stati preventivamente sequestrati i beni oggi attinti dalla confisca. Le indagini della Guardia di Finanza, in particolare, hanno consentito di mettere pienamente in luce la spiccata pericolosità sociale di Galiano, ritenuto responsabile di gravi reati: per questo a suo carico è stata richiesta e ottenuta anche l’applicazione della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di 5 anni, la cui esecuzione è stata curata dal commissariato della polizia di stato di Lamezia Terme. Gli accertamenti patrimoniali e reddituali delle Fiamme Gialle, posti a base del provvedimento, hanno infatti dimostrato che i beni nella disponibilità di Galiano sono di valore del tutto sproporzionato ed ingiustificato rispetto ai redditi leciti dichiarati ed al tenore di vita mantenuto dall’indagato. Questo ha consentito alla Guardia di Finanza di fornire alla magistratura un solido quadro di elementi idonei a disporre il sequestro dei cespiti patrimoniali, rivelatisi di origine illecita o ingiustificati nel loro possesso. La confisca eseguita dai finanzieri di Lamezia Terme ha riguardato un patrimonio, la cui stima si attesta per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro: in particolare, il provvedimento riguarda un terreno formalmente intestato ad un prestanome, a Lamezia Terme terme, con annessi fabbricati costituiti da un edificio di tre piani fuori terra adibito ad abitazione principale del nucleo familiare di Giorgio Galiano, e dei suoi figli, un capannone e magazzini adibiti ad opificio per la lavorazione di prodotti caseari e ricovero attrezzi e/o garage, una depandance adibita a “cucina rustica”; due terreni coltivato ad uliveto, un fabbricato adibito a magazzino, un terreno coltivato ad uliveto, tutti ubicati a Lamezia Terme; un fabbricato consistente in un magazzino ubicato a Novara; varie quote societarie e disponibilità finanziarie pari a 30mila euro. Al termine del procedimento il tribunale di catanzaro ha anche disposto la restituzione di alcuni beni sequestrati preventivamente, di cui gli stessi interessati hanno dimostrato la lecita provenienza.

 







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